45 mila euro a testa per chi si è specializzato tra l’83 e il ’91

Tribunale Roma, Stato risarcisca specializzandi non remunerati

Il Tribunale di Roma condanna lo Stato italiano al risarcimento in favore degli oltre 750 medici specializzati che, tra il 1983 e il 1991, non hanno percepito alcuna remunerazione per l’attività di formazione effettuata: è stata riconosciuta la borsa di studio, in base alle direttive comunitarie, per un valore complessivo di circa 34 milioni di euro, che equivalgono a circa 45 mila euro a testa. Il giudizio è motivato con il mancato adempimento dello Stato italiano alle direttive Cee.
La Comunità europea aveva infatti disciplinato che il periodo di specializzazione dei medici, sia a tempo pieno che a tempo ridotto, dovesse essere “oggetto di adeguata remunerazione” in tutti gli Stati membri. Nonostante i termini fissati dalla Comunità europea per l’adeguamento alle proprie direttive, lo Stato italiano è rimasto inerte fino al 1991, e solamente con il Decreto legislativo n.257 ha istituito una borsa di studio annuale di 21,5 milioni di vecchie lire per ciascuno specializzando, ma esclusivamente in favore dei medici ammessi alle relative scuole a decorrere dall’anno accademico 1991-1992.

Nessun provvedimento o rimborso, quindi, per gli specializzandi degli anni precedenti. Nel 1999 e nel 2000 la Corte di Giustizia europea è intervenuta con due sentenze, riconoscendo nuovamente il diritto degli specializzandi delle classi 1983-1991 a essere retribuiti adeguatamente per i periodi di formazione rispettivamente svolti, sollecitando lo Stato italiano a intervenire, ma le istituzioni nazionali non si sono mosse  nonostante i molteplici disegni di legge presentati dalle diverse parti politiche in questi decenni. 


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