Arriva il decalogo del Garante per tutela privacy pazienti

Più sicurezza e maggiore privacy per i cittadini e i pazienti sottoposti a cure o alle prese con le strutture sanitarie. E’ questo l’obiettivo del depliant messo a punto dal Garante per la protezione dei dati personali. L’opuscolo, scaricabile dal sito garanteprivacy.it , contiene infatti 10 regole per il trattamento dei dati personali e per tutelare la riservatezza e la dignità dei pazienti, tenendo conto del ruolo professionale di medici e personale paramedico. Il depliant, caratterizzato da un linguaggio semplice e da immagini evocative, fornisce sintetiche indicazioni su come deve essere tutelati gli assistiti quando entrano nelle strutture ospedaliere, nei laboratori di analisi, in farmacia. Nel decalogo messo a punto dal Garante, c’è ad esempio la possibilità, per un medico, di informare altre persone sullo stato di salute di un suo assistito, “ma solo se il paziente acconsente”. Quando invece c’è l’impossibilità fisica o l’incapacità di intendere e di volere da parte del paziente, il consenso al trattamento può essere dato da un terzo (medico, familiare, convivente, responsabile della struttura dove dimora). Il depliant stabilisce inoltre che la struttura sanitaria può fornire informazioni, anche per telefono, sul passaggio o sulla presenza di una persona al pronto soccorso o sui degenti presenti nei reparti solo ai terzi legittimati (parenti, familiari, conviventi, conoscenti, personale volontario). Una sezione dell’opuscolo è dedicata alle associazioni di volontariato. Associazioni che possano ricevere informazioni sui loro assistiti, a patto di osservare tutte le regole che le strutture sanitarie prevedono per il proprio personale interno. Un’altra sezione mette a fuoco il comportamento che le strutture devono tenere nei confronti delle cosiddette fasce deboli (disabili, minori, anziani) o dei malati sottoposti a cure particolari. Tutti pazienti che per il Garante hanno diritto a una particolare attenzione.Un’altra regola inserita nel depliant riguarda il divieto di affissione all’ingresso dei reparti ospedalieri delle liste dei pazienti in attesa di un intervento. E ancora. Per garantire la riservatezza dei colloqui, è stato deciso che gli spazi adiacenti agli sportelli aperti al pubblico di ospedali o farmacie, devono essere delimitati e segnalati con una riga gialla oltre la quale gli utenti possono attendere il proprio turno. Va rispettata la distanza di cortesia, come in banca o in fila alla posta. Un altro passaggio importante è quello che riguarda il ritiro delle analisi, dei referti diagnostici, delle cartelle cliniche. Tutti certificati che possono essere consegnati anche a persone diverse dai diretti interessati, purché munite di delega scritta. Altra regola da seguire. Nelle sale d’aspetto delle grandi strutture sanitarie i nomi dei pazienti in attesa di una prestazione o di una documentazione non devono essere divulgati ad alta voce. Regola che negli studi privati dei medici di famiglia o degli specialisti, può essere infranta. A patto, però, che i camici bianchi in questione abbiano un rapporto personalizzato con l’assistito.

fonte AdnKronos Salute

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