Parliamo di vertigini con …

Tratteremo di VERTIGINI con il dott. Leo Di Bartolo, medico specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia cervico-facciale,  nostro Ospite in GALENOsalute.

La Vertigine Parossistica Posizionale (VPP) è la patologia che più frequentemente colpisce il labirinto, cioè quella parte dell’orecchio interno che è deputata al mantenimento dell’equilibrio. Essa è tipicamente caratterizzata da crisi di vertigini rotatorie, cioè così intense da far percepire al paziente un senso di rotazione dell’ambiente esterno, spesso associate a sintomi quali nausea, vomito, sudorazione fredda, palpitazioni. La vertigine è “posizionale” in quanto le crisi si ripetono ogni volta che il paziente esegue particolari movimenti del capo, come alzare e flettere all’indietro la testa o girarla bruscamente, l’atto di chinarsi per raccogliere qualcosa o di allacciarsi le scarpe. L’esordio della vertigine è, nella maggior parte dei casi, mattutino o notturno, al momento di mettersi seduti o di coricarsi o anche di girarsi nel letto. La VPP è dovuta ad un disturbo della meccanica del labirinto. All’interno dell’organo dell’equilibrio esistono diverse zone sensoriali che hanno la funzione di rilevare i movimenti del capo nello spazio: le “macule acustiche” dell’utricolo e del sacculo, deputate al rilevamento delle accelerazioni lineari e le “creste ampollari” dei canali semicircolari, deputate al rilevamento delle accelerazioni angolari. Le macule sono costituite da un gruppo di cellule sensoriali sovrastate da microcristalli di carbonato di calcio chiamati “otoliti”. Essendo questi ultimi dei corpi pesanti, rendono le cellule sottostanti sensibili alle variazioni della forza di gravità. Le creste ampollari, al contrario, non sono dotate di corpuscoli pesanti e perciò non sono assoggettate alle leggi di gravità. Per cause ancora poco note, può accadere che si verifichi un distacco patologico di otoliti dalle macule, e che gli ammassi di questi corpuscoli pesanti penetrino all’interno di uno dei canali semicircolari o si depositino su una delle creste ampollari. In tale condizione, quando il paziente muove la testa sul piano del canale nel quale i detriti otolitici sono penetrati, induce una sollecitazione del tutto anomala della zona nervosa dei canali, la cui conseguenza è la comparsa della crisi di vertigine. In alcuni casi l’andamento naturale della malattia è quello di guarire spontaneamente, perché accade che gli ammassi di detriti riescono ad uscire dal canale, dopo un periodo più o meno lungo di tempo. Vi sono però casi in cui la guarigione spontanea non avviene mai del tutto o comunque il paziente è costretto a sopportare le vertigini posizionali per un periodo troppo lungo. Il grande e rapido successo che si ottiene con le terapie fisiche rende peraltro insensato non farvi ricorso, abbreviando il fastidio al paziente con VPP che, anche se è affetto da una patologia del tutto benigna, soffre comunque di una delle vertigini più intense che possano esistere. La terapia prevede l’utilizzazione delle così dette “manovre liberatorie”, il cui scopo è quello di espellere l’ammasso di otoliti dal canale utilizzando pochi movimenti specifici, che sfruttano l’accelerazione e la forza di gravità. I risultati delle manovre liberatorie sono in molti casi estremamente soddisfacenti ed, in mani esperte, il 70-80% dei pazienti risolve il suo problema con una singola seduta. Nel 20-25% dei restanti casi la guarigione si ottiene con la ripetizione di altre manovre liberatorie. L’alternativa è una terapia fisica che il paziente esegue a domicilio, anche più volte al giorno, indicata dettagliatamente dal medico al momento della prima visita ed il cui successo viene controllato a distanza di due-tre settimane. Per i casi eccezionali resistenti alle terapie fisiche esiste anche la possibilità di una terapia chirurgica che consiste nel blocco meccanico del canale semicircolare interessato. Questa soluzione è da riservarsi ai casi di “stato vertiginoso”, nei quali cioè le vertigini sono molto intense e continue senza alcun accenno alla remissione.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager di GALENOsalute


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