Brunetta: obbligo medico per un giorno di malattia

La visita del medico fiscale ”e’ sempre obbligatoria anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno, salvo particolari impedimenti del servizio del personale”. Scatta con una circolare firmata il 17.07.2008 dal Ministro Renato Brunetta la stretta sulle assenze dei dipendenti pubblici che prevede anche la decurtazione dello stipendio, per i primi 10 giorni di assenza, per malattia o permessi. La circolare del ministro della è stata indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni per fornire indicazioni sull’applicazione della nuova disciplina in materia di assenze dei pubblici dipendenti contenuta del decreto legge sulla manovra ed è stata inviata alla Corte dei conti per la registrazione. La circolare chiarisce, in particolare, che la richiesta di visita fiscale “é sempre obbligatoria, salvo particolari impedimenti del servizio del personale derivanti da un eccezionale carico di lavoro o urgenze della giornata“. La visita fiscale, quindi, dovrà essere richiesta dalle amministrazioni “anche nel caso in cui l’assenza sia limitata ad un solo giorno“. Il medico potrà bussare alla porta con meno limitazioni di orario. Si ampliano infatti le ore in cui potrà essere effettuata la visita: la norma, “innovando rispetto alle attuali previsioni negoziali – scrive Brunetta nella circolare – prevede un regime orario più ampio per la reperibilità al fine di agevolare i controlli“. Ma, oltre ai controlli, la stretta sulle assenze andrà a toccare anche il portafoglio. Ad ogni malattia, nei primi giorni di assenza, indipendentemente dalla durata, si applica la decurtazione della retribuzione, ovviamente non su tutte le voci dello stipendio. Potrà essere tagliata “ogni indennità o emolumento, aventi carattere fisso e continuativo” e ” ogni altro trattamento economico accessorio“. Ma non saranno toccati: il trattamento economico tabellare iniziale, la tredicesima, l’anzianità e gli eventuali assegni ad personam.

Le assenze per malattia superiori a 10 giorni e, a prescindere dalla durata, alla terza assenza ogni anno, devono essere giustificate con un certificato medico rilasciato da struttura sanitaria pubblica o dai medici convenzionati, e non da un medico non convenzionato con il servizio sanitario nazionale (in questo caso non saranno giustificate). La circolare fornisce inoltre indicazioni alle amministrazioni sull’incidenza delle assenze dal servizio ai fini della distribuzione dei fondi per la contrattazione collettiva, ribadendo i principi in materia di premialità e chiarendo che comunque nessun automatismo è consentito nella distribuzione delle somme. In particolare, i compensi di produttività potranno essere percepiti “solo in misura corrispondente alle attività effettivamente svolte e ai risultati conseguiti
e nell’erogazione dei compensi incentivanti “deve essere esclusa ogni forma di automatica determinazione del compenso o di ‘erogazione a pioggia“. In pratica, se si fanno assenze non si ha diritto, in quota parte, ai premi economici dovuti alla produttività. Non si parla comunque solo di assenze per malattia. I contratti collettivi, d’ora in poi, dovranno quantificare i permessi retribuiti spettanti stabilendo sempre un monte ore massimo, al fine di “impedire distorsioni nell’applicazione delle clausole e delle disposizioni che prevedono permessi retribuiti, evitando che i permessi siano chiesti e fruiti sempre nelle giornate in cui il dipendente dovrebbe recuperare l’orario“.

Le amministrazioni dovranno applicare immediatamente la nuova disciplina se i contratti collettivi già stabiliscono l’alternatività tra la fruizione a giornate e quella ad ore dei permessi, fissando già il monte ore.


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