Archivio per luglio 2008



Tumore fegato: bene test su farmaco

Studio mondiale dimostra efficacia a rallentare crescita cancro. Sono positivi i primi risultati di uno studio su un nuovo farmaco contro il tumore primitivo più comune del fegato: l’epatocarcinoma. I risultati hanno coinvolto anche 5 centri italiani. Il farmaco e’ il sorafenib, molecola che si era già dimostrata attiva contro il tumore del rene e capace di rallentare la crescita del cancro. Nei pazienti con tumore epatico avanzato che hanno ricevuto il sorafenib, la sopravvivenza globale e’ aumentata del 44% rispetto a chi ha ricevuto il placebo. (fonte ANSA)

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Tumori: nuovo farmaco promettente

Il medicinale e’ stato sperimentato in Gran Bretagna

(ANSA) – LONDRA, 22 LUG – In Gran Bretagna e’ stato sperimentato con grande successo un nuovo farmaco contro la forma piu’ aggressiva di cancro della prostata. Si chiama abiraterone e sembra in grado di contrastare efficacemente quel tipo di micidiale tumore prolungando di molti anni la vita dei malati. Il medicinale – al centro di uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology – combatte il cancro bloccando gli ormoni che lo alimentano e dovrebbe essere disponibile nel giro di due-tre anni.

Scoperto il gene “contraccettivo”

ROMA – Trovato un gene che, se spento, blocca l’ovulazione e che potrebbe divenire la base per nuovi contraccettivi mirati e con minori effetti collaterali. La scoperta si deve a Bruce Murphy, Direttore del Centro di Ricerca Animale della Facoltà di Medicina Veterinaria e docente di ginecologia dell’Università di Montreal. Condotto tra Canada e Francia all’Università Louis Pasteur, di Strasbourgo e pubblicato sulla rivista Genes and Development, lo studio ha scoperto la funzione di Lrh1, gene già noto ma di cui non si sapeva il ruolo. Gli esperti hanno creato topolini transgenici in cui Lrh1 può essere spento o acceso a piacimento dai ricercatori. Spegnendo Lrh1 l’ovulazione si blocca. “Il gene Lrh1 ha un ruolo essenziale, quindi, nel regolare l’ovulazione, abbiamo scoperto che regola vari meccanismi dell’ovulazione e influenza anche la fertilità”, ha detto Murphy. “Possiamo intravedere la possibilità di creare nuovi contraccettivi mirati che blocchino l’ovulazione in modo selettivo, senza gli effetti collaterali dei contraccettivi ormonali”. Inoltre, conclude l’esperto, Lrh1 potrebbe servire al contrario anche per stimolare, accendendo il gene, la fertilità femminile. 

“L’ospedale di Cardilla entro l’anno sarà in funzione”, lo afferma il direttore dell’Asl

Entro il prossimo dicembre entrerà in funzione il nuovo Ospedale di Marsala”. E’ quanto ha affermato il Direttore Generale dell’Asl n.9 Gaetano D’Antoni nel corso della Conferenza dei Sindaci tenutasi il 17 luglio 2008 a Trapani. In pratica, il Dirigente della sanità trapanese ha confermato quanto aveva già dichiarato settimane fa al sindaco Renzo Carini, alla presenza del Prefetto Stefano Trotta. “Non posso che ritenermi soddisfatto per la conferma che ci giunge ora da Trapani”, dice il sindaco Carini, che sottolinea altresì “il costante impegno dell’Amministrazione affinché l’Ausl assicurasse l’apertura della nuova struttura ospedaliera a partire dal prossimo gennaio”. Nella Conferenza di ieri, cui ha partecipato il vice sindaco Patrizia Montalto, si è parlato anche del piano di riduzione delle guardie mediche. “A Marsala sono state confermate le tre postazioni esistenti – afferma Montalto; l’unica soppressione riguarda la guardia medica estiva di San Teodoro, perché la zona è coperta da quella già attiva nella vicina contrada Bosco”. In ogni caso, il direttore generale D’Antoni ha informato gli Amministratori trapanesi di avere chiesto un incontro con l’Assessore Regionale alla Sanità per ulteriori chiarimenti in merito, nonché riguardo la situazione sanitaria provinciale.

Brunetta: obbligo medico per un giorno di malattia

La visita del medico fiscale ”e’ sempre obbligatoria anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno, salvo particolari impedimenti del servizio del personale”. Scatta con una circolare firmata il 17.07.2008 dal Ministro Renato Brunetta la stretta sulle assenze dei dipendenti pubblici che prevede anche la decurtazione dello stipendio, per i primi 10 giorni di assenza, per malattia o permessi. La circolare del ministro della è stata indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni per fornire indicazioni sull’applicazione della nuova disciplina in materia di assenze dei pubblici dipendenti contenuta del decreto legge sulla manovra ed è stata inviata alla Corte dei conti per la registrazione. La circolare chiarisce, in particolare, che la richiesta di visita fiscale “é sempre obbligatoria, salvo particolari impedimenti del servizio del personale derivanti da un eccezionale carico di lavoro o urgenze della giornata“. La visita fiscale, quindi, dovrà essere richiesta dalle amministrazioni “anche nel caso in cui l’assenza sia limitata ad un solo giorno“. Il medico potrà bussare alla porta con meno limitazioni di orario. Si ampliano infatti le ore in cui potrà essere effettuata la visita: la norma, “innovando rispetto alle attuali previsioni negoziali – scrive Brunetta nella circolare – prevede un regime orario più ampio per la reperibilità al fine di agevolare i controlli“. Ma, oltre ai controlli, la stretta sulle assenze andrà a toccare anche il portafoglio. Ad ogni malattia, nei primi giorni di assenza, indipendentemente dalla durata, si applica la decurtazione della retribuzione, ovviamente non su tutte le voci dello stipendio. Potrà essere tagliata “ogni indennità o emolumento, aventi carattere fisso e continuativo” e ” ogni altro trattamento economico accessorio“. Ma non saranno toccati: il trattamento economico tabellare iniziale, la tredicesima, l’anzianità e gli eventuali assegni ad personam.

Le assenze per malattia superiori a 10 giorni e, a prescindere dalla durata, alla terza assenza ogni anno, devono essere giustificate con un certificato medico rilasciato da struttura sanitaria pubblica o dai medici convenzionati, e non da un medico non convenzionato con il servizio sanitario nazionale (in questo caso non saranno giustificate). La circolare fornisce inoltre indicazioni alle amministrazioni sull’incidenza delle assenze dal servizio ai fini della distribuzione dei fondi per la contrattazione collettiva, ribadendo i principi in materia di premialità e chiarendo che comunque nessun automatismo è consentito nella distribuzione delle somme. In particolare, i compensi di produttività potranno essere percepiti “solo in misura corrispondente alle attività effettivamente svolte e ai risultati conseguiti
e nell’erogazione dei compensi incentivanti “deve essere esclusa ogni forma di automatica determinazione del compenso o di ‘erogazione a pioggia“. In pratica, se si fanno assenze non si ha diritto, in quota parte, ai premi economici dovuti alla produttività. Non si parla comunque solo di assenze per malattia. I contratti collettivi, d’ora in poi, dovranno quantificare i permessi retribuiti spettanti stabilendo sempre un monte ore massimo, al fine di “impedire distorsioni nell’applicazione delle clausole e delle disposizioni che prevedono permessi retribuiti, evitando che i permessi siano chiesti e fruiti sempre nelle giornate in cui il dipendente dovrebbe recuperare l’orario“.

Le amministrazioni dovranno applicare immediatamente la nuova disciplina se i contratti collettivi già stabiliscono l’alternatività tra la fruizione a giornate e quella ad ore dei permessi, fissando già il monte ore.

In arrivo l’auto che va a spazzatura

LONDRA – Presto, forse già tra due anni, ci saranno in circolazione auto “a spazzatura” che inquineranno molto meno di quelle a benzina: una grande azienda chimica britannica, Ineos, ha annunciato la messa a punto di un rivoluzionario procedimento tecnologico che permette la trasformazione della volgare immondizia in bioetanolo utilizzabile come carburante per le vetture. Ineos si dice in grado di ricavare 400 litri di bioetanolo da ogni tonnellata di spazzatura biodegradabile asciutta e conta di poter incominciare la produzione su scala industriale verso la fine del 2010. Il nuovo procedimento tecnologico consiste sostanzialmente in tre fasi: si cuoce la spazzatura ad altissima temperatura fino a ridurla allo stato gassoso e si danno poi i gas in pasto a speciali batteri naturali che se ne servono come materia prima per generare bioetanolo grezzo. Si purifica il bioetanolo ed è fatta.

L’annuncio ha avuto un’immediata e vasta eco in Gran Bretagna e si capisce: anche qui esiste un grosso problema di smaltimento della spazzatura (non si sa più dove metterla, le discariche sono stracolme) e gli automobilisti sono imbufaliti per la benzina sempre più cara. Per Peter Williams, amministratore delegato di Ineos Bio, la succursale dell’azienda che ha sviluppato il nuovo procedimento, la novità più grossa sta nel fatto che a differenza degli altri biocarburanti – realizzati partendo da prodotti agricoli sottratti alla produzione alimentare e con un impatto negativo sull’ambiente – “non ci sarà più da dover scegliere tra cibo e combustibile”. Il bioetanolo dovrà essere miscelato con la super o con il diesel – non essendoci in Europa e Nord America (a differenza del Brasile) un parco macchine con motori in grado di essere alimentati esclusivamente con quella sostanza – ma a detta di Ineos il suo impiego parziale basterà e avanzerà per ridurre di ben il 90% i nocivi gas ‘effetto serra’ emessi dalle normali auto a benzina. Ineos è una delle più importanti aziende chimiche del pianeta e con il nuovo procedimento tecnologico di riciclaggio della spazzatura – sviluppato in un laboratorio biochimico di Fayetteville in Arkansas (Usa) a partire dal 1989 e già testato con un esperimento pilota negli ultimi cinque anni – punta a ridurre di circa il 10% il fabbisogno di benzina in Europa e Nord America. La società annuncerà prossimamente dove intende incominciare la produzione commerciale di questo “bioetanolo di seconda generazione”. L’intenzione è comunque di andare “ad una rapida espansione su scala mondiale”.

Staminali: vicini cura talassemia

Passo avanti verso la terapia genica della beta-talassemia: uno studio dimostra come curare la malattia del sangue. La ricerca, pubblicata da ricercatori del San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica guidati da Giuliana Ferrari, ha dimostrato nei topi come le cellule staminali del sangue corrette con la terapia genica e reinfuse nell’ organismo riescano ad assicurare una normale produzione di globuli rossi, guarendo la malattia.
(fonte ANSA)


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