Archivio per settembre 2008

Ipertensione Arteriosa e Menopausa

Contrariamente a quanto avviene per gli uomini, negli ultimi decenni la mortalità per malattie cardiovascolari (CV) nelle donne ha subito un progressivo incremento(1). Attualmente, in Italia le malattie cardiovascolari sono responsabili del 48.4% delle morti nelle donne, contro il 38.7% che colpisce gli uomini. Le ragioni per questo progressivo cambiamento dello scenario, benché non del tutto chiare, sono legate all’incremento della prevalenza di obesità ed abitudine al fumo. Inoltre, il progressivo aumento della spettanza di vita smaschera sempre di più le conseguenze negative legate al periodo postmenopausale. Infatti, mentre fino a 45 anni di età la prevalenza di ipertensione è maggiore nell’uomo, nella successiva fascia d’età, tra 45 e 54 anni, il divario tende ad annullarsi per essere poi addirittura invertito nelle fasce più anziane(2). Secondo il National Health and Nutrition Examination Survey, la prevalenza globale di ipertensione nelle donne americane di età 65-74 anni è del 74%, arrivando fino al 83.8% nelle donne di età > 75 anni.

… continua la lettura di ipertensione-arteriosa-e-menopausa

Annunci

Tar congela decreto su tagli a strutture convenzionate

Stop del Tar di Palermo al decreto dell’assessore regionale siciliano alla Sanità, Massimo Russo, sui tagli per i laboratori di analisi e i centri convenzionati. Il provvedimento – firmato dall’ex magistrato chiamato dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, a risanare i conti in rosso della sanità dell’isola – portava la data dell’8 agosto. Adesso il Tribunale amministrativo, riporta il ‘Giornale di Sicilia’, ha congelato la situazione fino all’udienza collegiale del 7 ottobre. L’ordinanza firmata dal presidente del Tar, Giorgio Giallombardo, arriva dopo il ricorso presentato da alcune strutture private di Caltanissetta e Catania. L’effetto immediato del provvedimento è quello di sospendere le procedure con cui i manager delle Ausl stavano contrattando con i laboratori i singoli budget, previsti dai tagli disposti dall’assessore Russo. Intanto ieri l’assessorato di Piazza Ottavio Ziino ha reso noto che solo il 17% delle strutture specialistiche convenzionate esterne ha esaurito il budget assegnato per l’anno 2008 e soltanto nove strutture su 1.471 hanno comunicato di avere già avviato procedure per la riduzione del personale. I dati sono stati forniti all’assessorato dalle nove Ausl dell’isola alle quali, secondo una circolare dell’assessore Russo, le strutture devono comunicare l’avvenuto esaurimento del budget. Catania e Palermo, rispettivamente con l’11,03% e il 14,18%, sono le città che hanno il minor numero di strutture in ‘over budget’, seguite da Agrigento (15,48%), Enna (16%) e Messina (16,16%). Complessivamente, sono 1.217 le strutture che hanno ancora a disposizione i fondi erogati dal sistema sanitario regionale. Entrando ancor più nel dettaglio, è il settore della fisiokinesiterapia (32%) che lamenta le maggiori difficoltà, mentre soltanto il 6% delle branche a visita ha ultimato il budget.

Palermo, 27 setttembre 2008 (Fonte Adnkronos Salute)

Parliamo di Agopuntura con …

Tratteremo di AGOPUNTURA con il dott. Giorgio Ciaccio, medico specialista in Anestesia e Rianimazione, dirigente medico presso l’Azienda Ospedaliera “V. Cervello” di Palermo, Esperto in Agopuntura, nostro Ospite in GALENOsalute. 

L’Agopuntura (針灸 zhēn jiǔ in cinese mandarino) è una tecnica terapeutica, che si prefigge di promuovere la salute ed il benessere, mediante l’inserimento di aghi in particolari punti del corpo, eseguita da personale appositamente preparato.

In Cina la pratica dell’agopuntura viene segnalata fin dal III millennio a.C., e reperti archeologici relativi sono stati datati nella dinastia Han, (dal 202 a.C. al 220 d.C.). La pratica si diffuse secoli fa in molte parti dell’Asia; attualmente è una componente della medicina tradizionale cinese ed alcune sue forme sono anche descritte nella letteratura della medicina tradizionale coreana, nella quale viene chiamata yakchim, come pure in India.

Nei paesi occidentali l’agopuntura viene praticata principalmente da medici, che la considerano una medicina complementare o alternativa.

Non utilizzano gli aghi ma si basano su una teoria molto simile le Emotional Freedom Techniques teorizzate dall’americano Gary Craig, in cui i punti dell’agopuntura vengono “picchiettati”.

… continua parliamo di agopuntura

Oggi si celebra la Nona Giornata Mondiale del Cuore

Ogni 26 secondi un uomo ha un ‘evento coronarico’ ed ogni minuto muore una persona per un ‘evento coronarico’: è solo uno dei dati forniti dalla presentazione della Nona Giornata del Cuore che si terrà in 100 paesi del mondo. L’iniziativa è stata ideata dalla World Heart Federation e promossa in Italia dalla Fondazione Italiana per il Cuore con la collaborazione della Federazione Italiana di Cardiologia e di Conacuore.

“Il 38% dei sopravvissuti ad un attacco cardiaco – sottolinea Roberto Ferrari, Presidente della Società Europea di Cardiologia (ESC) – perisce nell’arco di un anno. L’ESC lavora a vari livelli per far sì che tutto ciò non avvenga. Negli ultimi 30 anni la vita media della popolazione è aumentata grazie alla medicina di ben 10 anni. La cardiologia ha contribuito per oltre 6 anni di vita. Un primato, per esempio, rispetto al contributo di 2,4 mesi di oncologia. Ne consegue che la cardiologia può fare molto, ma i cittadini debbono collaborare ed aiutare i cardiologi”.

Purtroppo, i numeri “cattivi” forniti danno un quadro preoccupante della situazione italiana: una donna su quattro e un uomo su cinque hanno livelli di colesterolo troppo alti e, nella maggior parte dei casi, non fanno nulla per ridurli. Il 62% degli uomini e il 61% delle donne hanno un livello troppo elevato di colesterolo “cattivo”, il C-LDL. Il 31% delle donne adulte e il 33% degli uomini (uno su tre) soffrono di ipertensione arteriosa, spesso non curata. Il 22% delle donne e il 18% degli uomini (uno ogni cinque) sono obesi e hanno un indice di massa corporea (IMC), rispettivamente attorno a 26 e a 27 Kg/m2, con una circonferenza-vita media di 85 e 95 cm. Il 6% delle donne e il 9% degli uomini sono diabetici, più di metà dei quali non sottoposti ad alcun trattamento farmacologico. E, tra gli over 65, una donna e un uomo ogni tre sono affetti da sindrome metabolica.

Ne consegue, dicono i medici, che gli italiani il più delle volte sono malati e non sanno di esserlo. Conoscere i propri numeri può, dunque, essere molto utile, e “conoscere i numeri giusti fa bene al cuore” come recita lo slogan che accompagna la Giornata, che vuole essere da stimolo perchè la gente scopra in tempo eventuali fattori di rischio per la salute del nostro cuore e dei nostri vasi.

Infarto e ictus sono patologie in aumento, informano i medici, che colpiscono un grande numero di persone e sono il killer n 1 nel mondo. E ritornando ai numeri, soltanto in Italia, per una patologia cardio-cerebro-vascolare sono in cura più di 800.000 persone e il 42% delle morti registrate nel nostro paese sono dovute a queste malattie, che possono diminuire sensibilmente riducendo l’esposizione ai fattori che aumentano il rischio di subire un infarto o un ictus.

Secondo Andrea Peracino, Vice Presidente della Fondazione Italiana per il Cuore – entro il 2025, l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un incremento di una volta e mezzo dei casi di infarto miocardico e quasi il raddoppio dei casi di ictus. E nei casi di infarto, secondo gli studi più recenti, il 90% della responsabilità va attribuita al cattivo controllo dei fattori di rischio ‘classici’, come le dislipidemie, l’abitudine al fumo di sigaretta, l’ipertensione arteriosa, il sovrappeso e obesità e il diabete. Anche lo stress, l’insoddisfazione nel lavoro e nella famiglia e l’inquinamento atmosferico cominciano ad avere un significato tra i fattori di rischio.

Ma c’è una buona notizia: queste patologie possono essere in buona parte prevenute. Anzi, la prevenzione è senz’altro ‘l’arma’ migliore a nostra disposizione affermano i medici, a patto che questa non cali dall’alto, siamo noi che ci dobbiamo attivare per difendere la nostra salute, ricordandoci che è una nostra responsabilità individuale.

Parliamo di Anoressia e Bulimia con …

Questa settimana tratteremo di ANORESSIA e BULIMIA con la dott.ssa Federica Salomone, Psicologa, Esperta nei disturbi del comportamento alimentare, in psicoterapia sistemico-relazionale ed in psicoterapia di coppia, famiglie, ed adolescenti, nostro Ospite in GALENOsalute.

Da circa cinquant’anni il rapporto dell’uomo con l’alimentazione si è complicato. Si mangia e ci si guarda allo specchio stretti nella morsa di due forti pressioni: da un lato l’ampia e variegata offerta di cibo, dall’altro il culto estetico della magrezza. Numerosi sono oggi i giovani insoddisfatti del loro aspetto e pronti a seguire diete non necessarie, a sottoporsi ad esercizi fisici eccessivi e ad interventi estetici, nell’illusione di poter migliorare il rapporto con se stessi, con gli altri, con la vita.
Molti studi dimostrano come l’estrema valorizzazione della magrezza abbia un ruolo primario nello sviluppo e nella diffusione dei disturbi del comportamento alimentare. Sembra che l’estetica del “bello” e del “magro” sia diventata un nuovo valore sociale. Oggi, per molti giovani, un momento di socializzazione è andare in palestra per fare ore di attività per lo più ossessiva, parlare di cibo, ma non mangiare. Conoscere i disturbi alimentari probabilmente non basta a prevenirli, tuttavia la diffusione di informazioni corrette è utile per produrre conoscenza e consapevolezza. 

I disturbi del comportamento alimentare sono caratterizzati da un profondo disagio con il cibo e con il corpo, insorgono per lo più nell’adolescenza e hanno maggiore incidenza nella popolazione femminile. Una caratteristica che accomuna tali patologie è il disagio che il soggetto prova per la propria immagine a tal punto che il peso e le forme del corpo diventano l’unico indice di valore personale. 

Due sono i principali disturbi alimentari: anoressia nervosa e bulimia nervosa; la prima, caratterizzata dalla restrizione alimentare fino al digiuno, dalla scomparsa (nelle donne) del ciclo mestruale, spesso associata ad iperattività, è esteriormente più visibile; la seconda, presente per lo più in soggetti normopeso, è più difficile da individuare; si manifesta con due comportamenti tipici: l’abbuffata, ovvero l’ingestione di grandi quantità di cibo, e le condotte di compenso, cioè tutti quei comportamenti messi in atto nel tentativo di eliminare il cibo ingerito. Ciò che può aiutare a distinguere la vera patologia da una semplice alterazione del comportamento alimentare è la valutazione della qualità della vita del soggetto. Spesso, infatti, troviamo una forte tendenza al controllo ossessivo in quasi tutti gli ambiti della vita ed un certo grado di isolamento sociale. 

I disturbi del comportamento alimentare possono avere molteplici cause, come molteplici sono gli effetti che tali patologie producono all’interno di una famiglia, modificandone il quotidiano, le relazioni, la struttura. La patologia diventa, infatti, il nucleo attraverso cui ruota tutta la vita familiare, aumentano iperprotettività e coinvolgimento, i ruoli non sono più ben definiti, le relazioni divengono assai disturbate. Tuttavia, attraverso il supporto terapeutico, si può aiutare la famiglia ad evitare ed ostacolare quei comportamenti che favoriscono il mantenimento della patologia; la famiglia può così diventare una valida risorsa utile alla terapia. 

Per quanto riguarda la cura dei disturbi del comportamento alimentare, esistono diversi livelli e modalità; la terapia deve comunque essere specifica per quel determinato paziente e adeguata alla situazione, avendo ben presente la storia personale del soggetto. Il principale trattamento è la psicoterapia, associata spesso a supporti farmacologici, nutrizionali, pedagogici. I trattamenti possono essere di tipo ambulatoriale o prevedere, nei casi più gravi, il ricovero in centri specializzati. Per valutare le singole esigenze di cura bisogna, innanzitutto, aver chiare le condizioni fisiche del paziente, la sua motivazione e capacità di collaborazione, il supporto che la famiglia è in grado di offrire ed è disposta ad offrire, eventuali comorbidità psichiatriche. Per correttezza, è giusto dire che la guarigione è un processo molto lento e difficile, ma tuttavia assolutamente possibile, almeno nel 70 per cento dei casi. Il percorso può essere segnato da ricadute, solo degli “scivoloni”, però non tali da segnare un ritorno indietro.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute e medico specialista in Medicina Interna

Il cioccolato fondente allunga la vita!

Il cioccolato fondente aiuta a prevenire il rischio di infarto. E’ la scoperta dei ricercatori dell’Università’ ‘Cattolica’ del Molise. Per poter trarre benefici bastano 6,7 grammi di cioccolato al giorno, che rappresentano la quantità ideale per garantire un effetto protettivo contro l’infiammazione e le malattie cardiovascolari. E’ stato dimostrato per la prima volta in uno studio di popolazione dai Laboratori di Ricerca della Cattolica di Campobasso con l’Istituto dei Tumori di Milano.

 

Fonte ANSA – CAMPOBASSO, 23 settembre 2008

Meno sale = più vita!

Tre grammi in meno di sale al giorno determinerebbe una riduzione del 20% nel numero di morti per ictus e del 15% dei morti per infarto. Poiché ogni anno sono 17,5 milioni i morti per infarto e ictus, mezzo cucchiaino di sale in meno al giorno potrebbe permettere di salvare milioni di vite. E’ il messaggio della Federazione cuore. Testimonial d’eccezione il maratoneta Stefano Baldini: ‘il cuore e’ il mio muscolo più forte, avere una dieta sana mi aiuterà a mantenerlo giovane’.

Fonte ANSA – ROMA, 23 SETTEMBRE 2008


da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: