Oggi si celebra la Nona Giornata Mondiale del Cuore

Ogni 26 secondi un uomo ha un ‘evento coronarico’ ed ogni minuto muore una persona per un ‘evento coronarico’: è solo uno dei dati forniti dalla presentazione della Nona Giornata del Cuore che si terrà in 100 paesi del mondo. L’iniziativa è stata ideata dalla World Heart Federation e promossa in Italia dalla Fondazione Italiana per il Cuore con la collaborazione della Federazione Italiana di Cardiologia e di Conacuore.

“Il 38% dei sopravvissuti ad un attacco cardiaco – sottolinea Roberto Ferrari, Presidente della Società Europea di Cardiologia (ESC) – perisce nell’arco di un anno. L’ESC lavora a vari livelli per far sì che tutto ciò non avvenga. Negli ultimi 30 anni la vita media della popolazione è aumentata grazie alla medicina di ben 10 anni. La cardiologia ha contribuito per oltre 6 anni di vita. Un primato, per esempio, rispetto al contributo di 2,4 mesi di oncologia. Ne consegue che la cardiologia può fare molto, ma i cittadini debbono collaborare ed aiutare i cardiologi”.

Purtroppo, i numeri “cattivi” forniti danno un quadro preoccupante della situazione italiana: una donna su quattro e un uomo su cinque hanno livelli di colesterolo troppo alti e, nella maggior parte dei casi, non fanno nulla per ridurli. Il 62% degli uomini e il 61% delle donne hanno un livello troppo elevato di colesterolo “cattivo”, il C-LDL. Il 31% delle donne adulte e il 33% degli uomini (uno su tre) soffrono di ipertensione arteriosa, spesso non curata. Il 22% delle donne e il 18% degli uomini (uno ogni cinque) sono obesi e hanno un indice di massa corporea (IMC), rispettivamente attorno a 26 e a 27 Kg/m2, con una circonferenza-vita media di 85 e 95 cm. Il 6% delle donne e il 9% degli uomini sono diabetici, più di metà dei quali non sottoposti ad alcun trattamento farmacologico. E, tra gli over 65, una donna e un uomo ogni tre sono affetti da sindrome metabolica.

Ne consegue, dicono i medici, che gli italiani il più delle volte sono malati e non sanno di esserlo. Conoscere i propri numeri può, dunque, essere molto utile, e “conoscere i numeri giusti fa bene al cuore” come recita lo slogan che accompagna la Giornata, che vuole essere da stimolo perchè la gente scopra in tempo eventuali fattori di rischio per la salute del nostro cuore e dei nostri vasi.

Infarto e ictus sono patologie in aumento, informano i medici, che colpiscono un grande numero di persone e sono il killer n 1 nel mondo. E ritornando ai numeri, soltanto in Italia, per una patologia cardio-cerebro-vascolare sono in cura più di 800.000 persone e il 42% delle morti registrate nel nostro paese sono dovute a queste malattie, che possono diminuire sensibilmente riducendo l’esposizione ai fattori che aumentano il rischio di subire un infarto o un ictus.

Secondo Andrea Peracino, Vice Presidente della Fondazione Italiana per il Cuore – entro il 2025, l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un incremento di una volta e mezzo dei casi di infarto miocardico e quasi il raddoppio dei casi di ictus. E nei casi di infarto, secondo gli studi più recenti, il 90% della responsabilità va attribuita al cattivo controllo dei fattori di rischio ‘classici’, come le dislipidemie, l’abitudine al fumo di sigaretta, l’ipertensione arteriosa, il sovrappeso e obesità e il diabete. Anche lo stress, l’insoddisfazione nel lavoro e nella famiglia e l’inquinamento atmosferico cominciano ad avere un significato tra i fattori di rischio.

Ma c’è una buona notizia: queste patologie possono essere in buona parte prevenute. Anzi, la prevenzione è senz’altro ‘l’arma’ migliore a nostra disposizione affermano i medici, a patto che questa non cali dall’alto, siamo noi che ci dobbiamo attivare per difendere la nostra salute, ricordandoci che è una nostra responsabilità individuale.

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