Archivio per ottobre 2008

La bilancia per mamme in dolce attesa

Il nuovo modo per pesarsi durante la gravidanza? Ce lo suggerisce Wendy Gold, la designer che ha progettato questa particolare (forse troppo!) bilancia! Un accessorio perfetto per chi desidera vivere i propri 9 mesi in modo spensierato! Un accessorio stravagante, già il nome è tutto un programma. Si chiama infatti “I can’t see my feet“, non posso vedermi i piedi (perchè il pancione me li nasconde!!). Una bilancia divertente che, al posto dei soliti numeri agghiaccianti, ha una serie di silhouette femminili con pancioni sempre più grossi: dalla signorina magra e senza pancia alla signorina dalle curve più burrose e generose con un pancione abnorme!La forma della bilancia è studiata appositamente per le donne con pancione, o con pancione in arrivo, con un grosso quadrante ideale per essere visto agevolmente anche con un ingombrante “carico” sulla pancia. Tra ogni figura di donna c’è un intervallo di 20 libbre (circa 8kg) e, grazie ai marcatori colorati è possibile ricordarsi del proprio peso volta dopo volta, controllando la crescita del bambino. Naturalmente non la troveremo mai negli studi medici, però, in casa potrebbe essere un gadget divertente. Almeno l’aumento di peso non sarà più così drammatico!

Il 99% dei medici vede abbattuto il proprio prestigio sociale

Una volta si consideravano un ‘buon partito’. Insieme ad avvocati, ingegneri, architetti, ritenevano, a ragione, di essere una categoria di tutto rispetto. Ora non più. Il 99% dei medici italiani ritiene infatti che, negli ultimi anni, il prestigio sociale del camice bianco si sia progressivamente ridotto: l’87% “di molto”, il 12% “nella norma”. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato fra i camici bianchi da ‘Quotivadis’, quotidiano online di informazione medico-scientifica di Univadis. Sarà per la grave crisi economica che sta riguardando un po’ tutti, o forse il crescente fenomeno del precariato che ormai investe anche i giovani medici, o perché il rapporto con i pazienti non è lo stesso di una volta, ma un sondaggio che esprime una percentuale ‘bulgara’ di questa portata, non lascia spazio a grossi dubbi. Interessante è però un altro dato emerso dall’indagine di Univadis: l’1% di camici bianchi che non vede per nulla ridimensionato il suo prestigio sociale. Beati loro.

 

fonte Adnkronos Salute

Al vaglio riforma libera professione medici Ssn

Sì all’attività professionale privata dei medici del Servizio sanitario nazionale, a patto che il numero di prestazioni a pagamento sia uguale e non superiore a quelle convenzionate con il Ssn. Un sistema sul quale vigilerà un ente terzo: l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Sono questi i principi cardine su cui dovrebbe poggiare la riforma della libera professione dei camici bianchi in forza negli ospedali, al vaglio del ministero del Welfare proprio in questi giorni. A tratteggiare le novità è il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, intervenuto oggi a Milano all’inaugurazione dell’anno accademico 2008-2009 dell’università Vita-Salute San Raffaele del capoluogo lombardo. “Stiamo trasformando l’Agenas in ente terzo per la valutazione delle prestazioni ospedaliere (ricoveri, prestazioni ambulatoriali e diagnostiche) e dei medici – spiega Fazio a margine dell’evento – Saremo così in grado, in tempi brevi, di fare il calcolo del numero delle prestazioni dei medici e della qualità della loro attività. Questo ci consente di disegnare il nuovo sistema della libera professione”. L’idea, precisa, “non è ancora formalizzata. La metteremo giù nei prossimi giorni e siamo aperti a suggerimenti del mondo politico e professionale”. “Noi pensiamo a un unico rapporto di lavoro esclusivo – continua Fazio – dove il medico può, alla fine dell’orario di lavoro, fare attività professionali dentro o anche fuori dall’ospedale a sua scelta. Ovviamente sono cose che vanno regolamentate”. Il punto cruciale è che “il medico – annuncia il sottosegretario – non dovrà, nell’ambito della sua attività professionale, fare più prestazioni private di quelle che fa all’interno dell’ospedale”. Lo spirito della riforma, secondo Fazio, è quello di “ridare la professionalità al medico ed eliminare quella figura di medico ‘pedina’ della politica della struttura ospedaliera. Dall’altro lato vogliamo garantire che il medico lavori per i cittadini”, senza abusare perciò della libera professione. “Se il medico vorrà fare molta attività libero professionale – conclude il sottosegretario – dovrà fare ancora di più attività pubblica”.

fonte Adnkronos Salute

Le malattie psicosomatiche

Dopo una giornata stressante e faticosa avete mal di stomaco, chiazze rosse, insonnia, asma, emicrania? Forse dovreste prendere in considerazione l’eventualità di soffrire di una malattia psicosomatica. Le malattie psicosomatiche sono molto comuni e possono colpire tutti, soprattutto le donne. Le cause non sono ancora del tutto conosciute, ma le malattie psicosomatiche sono da attribuire alla particolare struttura del sistema nervoso che è suddiviso in due parti, il sistema nervoso centrale (controlla il pensiero e le azioni) ed il sistema nervoso automatico (che invece presiede al funzionamento degli organi). A causa del collegamento tra di loro, quando il nervosismo passa da un “circuito” all’altro, si verificano questi sintomi particolari che incidono sui vari organi del corpo. Gli organi più colpiti sono il cuore, lo stomaco, l’intestino, i polmoni, la pelle, e il sistema nervoso stesso. Ansia, stress ed emozioni violente possono scatenare tachicardia (accelerazione del battito cardiaco), accompagnata talvolta da costrizione al torace, rigurgiti acidi, bruciori di stomaco, stitichezza, meteorismo, emicrania (che colpisce metà della testa raggiungendo la tempia e perfino l’occhio, talvolta accompagnata da nausea e vomito), asma (soprattutto in chi già ne soffre), tosse secca, sensazione di oppressione e mancanza di respiro, macchie rosse (sul décolleté, sul viso e sul collo), psoriasi, insonnia.

Cosa fare | Innanzitutto, cambiate lo stile di vita. Se avete disturbi di stomaco, evitate tutte quelle sostanze che possono irritare le mucose gastriche (caffè, tè, grassi, alimenti dal contenuto acido). Se, invece, il problema è l’intestino allora si potete assumere dei fermenti lattici. Il secondo passo è quello di consultare il proprio medico di famiglia per escludere che i sintomi siano provocati da altre malattie. Se pensate di essere in grado di poter controllare i sintomi da soli, allora potete optare per un corso di training autogeno della durata di circa 3 mesi, che vi aiuterà a rilassarvi e a raggiungere un livello di calma profonda. Infine, per i casi più complessi, può essere necessario fare affidamento alla psicoterapia. La durata è variabile a seconda dell’entità del problema e può esser svolta presso strutture pubbliche oppure private. Vista la crescita di queste patologie e dello stress, ultimamente sono stati creati dei veri e propri centri che curano lo stress esattamente come dovrebbe essere considerato, cioè una patologia.

scarica ” La sindrome da stress”

Yogurt, tra storia e benefici …

La prima volta che l’essere umano ha utilizzato lo yogurt nella sua alimentazione risale nel periodo intorno ai 5.000/ 3.000 prima di Cristo, nell’antica Mesopotamia, nelle vicinanze dei fiumi Tigris e Eufrates. Già in quell’epoca si consumava yogurt. Arriva poi in Europa attraverso la Bulgaria, nel secolo XX, non solo come cibo ma anche per uso terapeutico: già nel II secolo, il medico Greco Galeno utilizzava lo yogurt come terapia per le malattie dello stomaco.

Lo yogurt è un alimento del gruppo dei latticini, importante per la buona salute di bambini, adulti e anziani. Si trova di origine naturale o industriale, di tipo intero o scremato. E’ un alimento con una alta acidità, ricco di calcio e proteine. A differenza del latte, lo yogurt è molto più digeribile, e non crea intolleranze o allergie, è ottimo per le persone che devono seguire una dieta ricca di calcio ma che sono allergici o intolleranti al latte, poiché il suo contenuto di lattosio è solo del 3 %.

Ci sono gli yogurt interi, che sono ottimi per bambini e adulti sani, poi ci sono quelli scremati, buoni per gli adulti con problemi di sovrappeso, obesi e adulti che voglio solo mantenere un peso giusto, e per gli anziani che non possono consumare alimenti ricchi di grassi saturi e colesterolo. C’è poi ancora lo yogurt alla frutta, che porta più gusto al prodotto e più vitamine (derivati dalla frutta).

Lo yogurt è gustoso ed ottimo per la flora intestinale, per il suo contenuto di “probiotici”. Ma che cosa sono i probiotici?. Sono batteri vivi non patologici, che possono essere ingeriti senza causare danni, ma portano solo benefici al buon funzionamento del nostro intestino.

Benefici per la salute:

Il consumo di yogurt produce un cambio nell’ecosistema batteriologico del nostro intestino, perchè diminuisce la quantità di batteri negativi per il buon funzionamento dell’intestino e incrementa la flora intestinale positiva. Per questo motivo si utilizzano gli yogurt nei casi di diarrea, per risolvere un problema di stitichezza, per problemi di malattie infiammatorie intestinali e per prevenire il cancro al colon.

Il consumo di 90 gr. di yogurt, due volte al giorno, durante 6 settimane di continuo, produce una diminuzione del solfuro di idrogeno che causa alitosi e cancro al colon.

Molti studi scientifici hanno dimostrato che il consumo di yogurt produce un aumento nelle difese dell’ organismo contro batteri, virus e funghi. Specialmente in bambini e anziani, lo yogurt produce una fortificazione per il sistema immunitario.

È certamente un alimento molto utile per i bambini sotto i 5 anni che soffrono spesso di diarrea causata da rotavirus (una gastroenterite molto diffusa). E per tutte le persone che soffrono di diarrea da post-terapia antibiotica.

Ma lo yogurt inoltre:

·         Migliora la digestione

·         Favorisce lo svuotamento gastrico

·         Apporta un importante contenuto di calcio

·         Non produce allergie

·         Non produce intolleranze

·         Può essere utilizzato a qualsiasi età, condizione fisiologica e in qualsiasi periodo dell’anno.

·         È tollerato meglio del latte e del formaggio.

·         Aiuta a diminuire i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue

·         Aiuta contro i problemi di stitichezza.

·         Previene il cancro di colon, mammelle, e il cancro rettale.

·         Migliora la salute degli anoressici.

·         Apporta un gran quantità di proteine.

·         E’ ideale per le merendine dei bambini e per le diete, visto che, soprattutto se scremato, apporta poche calorie.

·         Previene le gastroenteriti

 Sapevate che …. ?

·         Una tazza da 250 ml di yogurt apporta 400 mg di calcio, mentre un bicchiere di 250 ml di latte apporta solo 300 mg di calcio?

·         Una tazza da 250 ml di yogurt ha la stessa quantità di proteine di una banana, e la stessa quantità di proteine di 30 gr. di carne di pollo o tacchino?

 

Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute e medico specialista in Medicina Interna

Un test per i difetti genetici dell’embrione

embrione

Un test unico consentirà di rilevare se un embrione presenta difetti genetici che porteranno allo sviluppo di malattie ereditarie. Grazie a tecnica che si chiama Karyomapping le coppie affette da malattie ereditarie che ricorrono alla fecondazione assistita avranno questa possibilità. Per ora solo una minuscola parte delle 15.000 malattie genetiche possono essere rilevate in un test dell’embrione. La tecnica, ancora sperimentale, potrebbe entrare in commercio il prossimo anno.

embrione
 
Rivolgiti per chiarimenti al nostro esperto di Medicina Prenatale (dott. Picciotto). Chiama il n. 0923714660
 

 

L’iperico forse blocca l’Alzheimer

L’iperico potrebbe riuscire a bloccare la formazione delle placche tipiche del morbo di Alzheimer nelle fasi precoci della malattia. La scoperta, pubblicata sulla rivista Febs Letters, e’ il risultato di una ricerca dell’Istituto di BioFisica del Cnr di Pisa. Finora l’iperico, prodotto officinale tratto da una pianta, e’ stato utilizzato contro la depressione e l’ansia, ma ora si e’ visto che riesce a bloccare la formazione delle placche che distruggono le cellule nervose.

 

 

 

Se pensi che un Tuo familiare abbia problemi di m. di Alzheimer rivolgiti al ns. consulente neurologo, chiama il n. 0923714660

Parliamo di Artrosi con …

Questa settimana tratteremo di ARTROSI con il dott. Renzo Caradonna, medico specialista in Reumatologia, nostro Ospite in GALENOsalute.

Con questo termine si intende una sofferenza articolare, di tipo evolutivo (cioè con peggioramento nel tempo). La sofferenza è caratterizzata inizialmente da un’usura delle cartilagini delle articolazioni a cui consegue una modificazione di tutte le strutture che le compongono (tessuto osseo, capsula, muscoli). L’usura delle parti cartilaginee causa uno stato infiammatorio e via via un assottigliamento dello spazio tra un capo osseo e l’altro. Provoca anche l’ispessimento della capsula articolare che diventa sempre più rigida, l’alterazione del delicato equilibrio tra cellule che costruiscono e distruggono (tanto che la cartilagine può “ossificarsi” e i capi ossei invece “rarefarsi”) ed infine provoca la contrazione dei muscoli inseriti intorno all’apparato. L’esito finale del processo artrosico, dopo molti anni, è il blocco totale dell’articolazione interessata con perdita della sua funzionalità.

Questi sono i sintomi | I sintomi sono esclusivamente locali, si presentano tardivamente rispetto all’inizio della malattia ed a volte hanno periodi di attenuazione o remissione spontanea.

Due sono i sintomi fondamentali:

  1. Il dolore. Caratteristica del dolore artrosico è di essere acuto quando inizia il movimento (soprattutto la mattina) e di scomparire addirittura man mano che ci si muove. Dopo una prolungata attività, il dolore si ripresenta ad esempio, la sera. Mentre si riposa il dolore solitamente è assente. Quando il processo artrosico è molto avanzato il dolore spesso è continuo. Infine può accentuarsi durante i cambiamenti climatici, soprattutto con l’umidità, con il vento, oppure quando si passa da un ambiente caldo ad uno freddo.
  2. La limitazione funzionale. Questa è provocata dagli eventuali ostacoli meccanici causati dall’alterazione dei capi articolari (ossificazione delle cartilagini, diminuzione degli spazi e del liquido intrarticolare eccetera). Altra causa limitativa è data dalle contrazioni muscolari intorno all’articolazione, conseguenza di una vera e propria reazione difensiva: l’organismo, per sfuggire al dolore, cerca di “tenere ferma” la parte sofferente.

Vi sono altri sintomi che è facile riconoscere nelle varie parti colpite dalla malattia e aiutano in questo senso la formulazione della “diagnosi”. Vediamone alcuni.

Artrosi cervicale. Se il processo artrosico è localizzato nella parte alta della colonna cervicale, sotto la nuca, vi può essere mal di testa generalizzato (detto “a casco”). Invece se l’artrosi interessa la parte più bassa può insorgere dolore alle spalle con frequenti radiazioni in tutto l’arto superiore fino alla mano (cervico brachialgia). In alcuni casi, se l’artrosi e le tensioni muscolari circostanti comprimono o irritano le strutture nervose e vascolari della zona, sono presenti vertigini (a volte con vere violente crisi), tachicardia, nausea, ronzii auricolari e, qualche rara volta anche disturbi visivi. No dei più frequenti sintomi, soprattutto inizialmente, è quello di avvertire, quando si muove la testa verso destra o sinistra, dei “rumori” cervicali spesso descritti come “avere dentro della sabbia che fa attrito”.

Artrosi dorsale. Il dolore spesso è localizzato e può essere provocato dai colpi di tosse; a volte si irradia ai fianchi ed alle costole oppure alla parte anteriore del torace.

Artrosi lombare. I sintomi dell’artrosi in questa parte inferiore della colonna vertebrale possono presentarsi in modo acuto e cronico. La forma acuta insorge bruscamente con fenomeni di blocco (cosa che molto spesso accade dopo uno sforzo in flessione), e il dolore è a sbarra, cioè trasversale nella parte lombare della schiena, con possibile irradiazione lungo il nervo sciatico (lombosciatalgia). La forma cronica può manifestarsi dopo uno oppure più episodi acuti e il dolore è meno violento ma continuo, esacerbato dagli sforzi e molte volte dallo stare in piedi per lungo tempo. Anche in quest’ultimo caso esiste un certo grado di blocco nei movimenti, come flettere il tronco, ruotarlo, portare le braccia in alto, alzarsi da una sedia eccetera.

Artrosi dell’anca. La coxartrosi, o artrosi dell’anca, si presenta con dolore locale e, più spesso, con dolore inguinale, alla parte interna della coscia e del ginocchio. Il dolore, inizialmente non molto intenso, cessa con il riposo, si manifesta nuovamente all’inizio del movimento per poi calmarsi e riprendere dopo aver camminato in modo più o meno prolungato. La persona che soffre di coxartrosi spesso riferisce di far fatica a calzare le scarpe, ad infilare le calze ed anche i pantaloni, a scendere piuttosto che a salire le scale, ad accavallare le gambe.

Artrosi del ginocchio. Il dolore è riferito di solito alla rotula, alla faccia interna del ginocchio e posteriormente. Nell’atteggiamento del ginocchio in semi flessione e nei movimenti sono presenti “scrosci” articolari. Anche qui la persona riferisce di avvertire dolore più alla discesa che alla salita delle scale. L’articolazione a volte si gonfia per l’aumento del liquido intrarticolare (espressione di una riacutizzazione infiammatoria) e talvolta è presente una diminuzione d tutta la muscolatura della coscia.

Quali sono le cause | In una o più articolazioni si instaura un processo artrosico quando su di esse si verifica, per fattori generali o locali, uno squilibrio tra la capacità di resistenza delle cartilagini e le sollecitazioni funzionali date dai movimenti e dal peso corporeo. Al momento i medici sono orientati a pensare che siano numerosi i fattori che predispongono alla malattia o che la attivano.

Vediamo dunque ora quali sono i fattori considerati più importanti.

Fattori generali. Innanzitutto l’età. Inevitabilmente l’invecchiamento colpisce anche le strutture articolari: le cartilagini, così il liquido sinoviale, divengono sempre meno capaci di sopportare i “carichi” e di rinnovarsi. D’altro canto è pur vero che non tutte le persone anziane soffrono di artrosi e che si verificano sempre più numerosi i casi di giovani, soprattutto tra le donne, che ne sono colpiti. Ereditarietà. Non è stato dimostrato che l’artrosi sia ereditaria, anche se è ben documentato invece che c’è predisposizione a questa malattia se si hanno la madre o il padre che ne soffrono. Obesità. Il sovrappeso, in particolare quando diviene obesità, è sicuramente uno dei fattori di rischio più incisivi nell’artrosi, soprattutto in quella delle ginocchia, delle anche e della parte lombare della colonna vertebrale. Peraltro in molte persone obese si riscontra un aumento della quantità di zuccheri nel sangue (glicemia) e di colesterolo e queste due sostanze sembrano favorire l’insorgere della malattia. Squilibri ormonali. Alcune alterazioni ormonali favoriscono l’insorgenza dell’artrosi. La carenza di estrogeni, in particolare, ha mostrato una spiccata azione che favorisce la malattia, che proprio per questo, può colpire le donne in menopausa. Ambiente. L’artrosi può essere considerata una malattia professionale in alcuni tipi di lavoro: chi utilizza il martello pneumatico (artrosi alle mani, gomiti, spalle); chi guida i camion (artrosi lombare); chi lavora per lungo tempo con il computer (artrosi cervicale-dorsale). In generale ogni attività lavorativa può predisporre all’artrosi quando si permane in posture (posizioni del corpo) “fisse”.

Fattori locali. Tra le cause dell’artrosi assume importanza l’ipotesi di traumi e microtraumi provocati da usura in rapporti articolari scorretti. Ne conseguono microfratture nelle fini strutture dei capi ossei che formano l’articolazione, causando così perdita di elasticità e dunque rigidità. In questo caso le cartilagini divengono sovraccaricate e via via sofferenti. In seguito la cartilagini diviene meno adatta a sopportare gli stress meccanici dati dai movimenti e dal peso corporeo ed inizia così il processo artrosico. I rapporti articolari scorretti sono riconducibili a due gruppi fondamentali: il primo comprende deformità congenite o acquisite come le ginocchia valghe (dette a X), la sublussazione dell’anca, la scoliosi eccetera: il secondo riguarda tutte quelle situazioni di natura traumatica come le fratture con infiammazione articolare.

Come nasce la diagnosi | Dolore e limitazione funzionale sono sicuramente i segni principali che fanno sospettare un’artrosi, soprattutto se nella storia della persona sono presenti uno o più dei fattori causali descritti sopra. La certezza però si raggiunge con una radiografia dell’articolazione colpita. In questa si noteranno allora le superfici articolari usurate, la forma dei capi ossei alterata per i fenomeni di rimaneggiamento osseo, gli spazi articolari diminuiti.

Qual è la terapia | Nessuna malattia subisce così tanti interventi terapeutici come l’artrosi. Questo si verifica perché la malattia ha più fasi cliniche (dalla sensazione di rigidità ai movimenti acuti, da remissioni anche spontanee ad aggravamenti improvvisi anche con notevole limitazione dei movimenti), perché si manifesta a diverse età (dai 30 ai 70 anni) ed infine perché può interessare tutti i distretti corporei ove vi sia un’articolazione.

La terapia dell’artrosi in generale mira ad arrestare (oppure a rallentare) e a far regredire il corso della malattia o perlomeno a ridurre oppure eliminare i disturbi da essa provocati.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute e medico specialista in Medicina Interna

scarica il manoscritto in formato .pdf


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