Parliamo di lesioni della cuffia dei rotatori con …

Questa settimana tratteremo delle LESIONI DELLA CUFFIA DEI ROTATORI con il dott. Giorgio Gresta, Direttore dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia, presso il Centre Hospitalier Universitaire de Saint Etienne (Francia), nostro Ospite in GALENOsalute.

Cos’è una lesione della cuffia? | Si tratta di una lesione dell’inserzione di uno o più tendini della spalla (la cuffia dei rotatori) sulla testa dell’omero.

Questa lesione può essere provocata da un traumatismo, ma anche dall’usura naturale con l’età o a causa di uno sfregamento eccessivo dell’osso (acromion) che si trova appena al di sopra dei tendini. Nella maggior parte dei casi si tratta di una combinazione dei differenti meccanismi traumatici.

La lesione si manifesta con dei dolori, spesso di molto forti e specialmente nelle ore notturne, e con una sensibile diminuzione della forza del braccio

Quali esami strumentali possono essere utili?

Le radiografie standard è sempre indispensabile: sebbene i tendini non siano visibili sulle radiografie, questo esame è necessario per escludere altri possibili problemi e permette al medico di avere una visione”globale”della spalla.

L’ecografia è più specifica per fare diagnosi, ma necessita quasi sempre di essere integrata da un esame più approfondito.

La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) è come uno scanner che permette di avere una idea molto precisa dello stato dei differenti tendini e muscoli della cuffia.

La TAC è un altro possibile esame. Fornisce delle indicazioni altrettanto precise è,in alcuni casi, può essere sostitutivo alla RMN.

Cosa succede se il problema non viene trattato adeguatamente? | La spontanea cicatrizzazione dei tendini è impossibile. Il quadro clinico evolve progressivamente verso una retrazione dei tendini e una atrofia dei muscoli a monte. Questa evoluzione nella maggior parte dei casi si manifesta col persistere del dolore, una limitazione dei movimenti e una perdita di forza.

In alcuni casi si può verificare quella che noi chiamiamo”adattamento naturale”grazie all’attività compensatoria degli altri muscoli della spalla. Questo adattamento è generalmente sufficiente nei soggetti che svolgono una vita prevalentemente sedentaria e si ottiene nei casi in cui il dolore e la limitazione funzionale diventano ben tollerati. Di contro, questo adattamento, è generalmente insufficiente per tutti coloro i quali vogliano conservare una buona attività fisica.

Quali sono i possibili trattamenti? | La terapia medica e le infiltrazioni permettono di calmare il dolore, ma non hanno nessuna azione sui tendini. La fisioterapia permette di facilitare”l’adattamento naturale” rinforzando gli altri muscoli della spalla che, in qualche modo, possono sostituirsi all’azione della cuffia dei rotatori. Si tratta del miglior trattamento possibile qualora i tendini siano troppo retratti per essere riparati o si sia deciso di non essere operati auspicando un adattamento naturale soddisfacente.

Qualora la lesione interessi una persona giovane e attiva o nei casi in cui la terapia medica non abbia portato a dei miglioramenti sensibili, bisogna valutare attentamente l’eventuale realizzazione di un intervento chirurgico. L’intervento chirurgico può essere realizzato in artroscopia (con l’ausilio di una piccola telecamera da inserire all’interno della spalla) o a cielo aperto (attraverso una incisione di 5-6 cm circa) e permette al chirurgo una riparazione dei tendini lesionati.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute e medico specialista in Medicina Interna


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