Parliamo di Prevenzione e Diagnosi Precoce del tumore al seno con …

Questa settimana tratteremo della PREVENZIONE E DIAGNOSI PRECOCE DEL TUMORE AL SENO con il dott. Calogero Cipolla, medico specialista in Chirurgia Oncologica, Dirigente Medico presso la Divisione di Chirurgia Generale ad Indirizzo Oncologico dell’Azienda Universitaria Policlinico di Palermo, esperto in senologia, nostro Ospite in GALENOsalute.

Il carcinoma della mammella è il cancro più diffuso nelle donne e la seconda causa di morte per tumore nella donna. Purtroppo, si riscontra un lieve, ma costante aumento in tutto il mondo, soprattutto nei paesi industrializzati rispetto a quelli in via di sviluppo. È soltanto grazie alle nuove scoperte diagnostiche e terapeutiche che la mortalità per carcinoma mammario si è stabilizzata e perfino ridotta in alcune aree.

Qual è la causa dell’insorgenza del carcinoma mammario? | La causa è sconosciuta, ma sono stati individuati dei fattori di rischio.

Età | Il rischio di carcinoma mammario aumenta con l’aumentare dell’età; poco frequente prima dei 35 anni, questo tumore è molto più diffuso dopo i 50; ad altissimo rischio le donne dopo i 60 anni;

Precedenti familiari | Parenti colpite da carcinoma alla mammella costituiscono un fattore di rischio doppio rispetto a chi non ha in famiglia casi di carcinoma;

Fattori genetici | In alcuni casi, la predisposizione alla malattia sembra essere in relazione con l’ereditarietà; pare, infatti, che questa predisposizione sia legata alle mutazioni di alcuni geni;

Lesioni benigne | Alcuni tumori mammari benigni rappresentano un fattore di rischio rilevante nell’insorgenza del susseguente carcinoma; questi tumori sono l’iperplasia globulare atipica, il carcinoma globulare in situ ed il carcinoma duttale in situ;

Gravidanza | Il rischio di sviluppare carcinoma mammario sembra aumentare con l’aumento dell’età della prima gravidanza; il rischio più alto, ovviamente, è presente in quelle donne che non hanno avuto figli;

Ormoni | Il rischio di insorgenza aumenta con l’aumentare dell’esposizione del tessuto mammario agli estrogeni; infatti, il rischio è maggiore in donne che hanno avuto la prima mestruazione prima dei 12 anni o che sono andate in menopausa dopo i 55 anni o a cui sono stati somministrati estrogeni per prevenire i sintomi della menopausa;

Obesità | L’obesità sembra essere un fattore di rischio importante poiché il tessuto adiposo è la fonte principale di estrogeni nella donna in menopausa;

Dieta | Il rischio di sviluppo di carcinoma mammario pare essere direttamente in relazione con il consumo di grassi animali e inversamente proporzionale al consumo di fibre vegetali.

Come si previene il carcinoma mammario ? | Ci sono due tipi fondamentali di prevenzione: lo screening senologico e la chemioprevenzione.

Lo screening senologico | È il metodo preventivo più importante e si basa sull’esecuzione di una mammografia biennale. Questo metodo riesce ad incidere sulla mortalità per carcinoma alla mammella per il 30%. Lo screening va effettuato sulla popolazione femminile compresa tra i 50 ed i 69 anni, mentre è ancora dubbia la reale utilità al di sotto e al di sopra dei due limiti di età. Al di fuori dello screening può essere utile l’autopalpazione mensile, una visita periodica dallo specialista e mammografie al di fuori della fascia di età su menzionata.

Chemioprevenzione | È un approccio sperimentale basato sull’utilizzo di farmaci, prevalentemente antiestrogeni, che prevengano l’insorgenza del carcinoma mammario.

Quali sono i sintomi del carcinoma mammario ? | Il quadro di esordio è caratterizzato da lesioni molto piccole e spesso asintomatiche, non palpabili durante l’esame clinico e scoperte soltanto durante lo screening mammografico. Quando il tumore cresce, i primi sintomi possono presentarsi come presenza di noduli duri, ma senza dolore, secrezione dal capezzolo di sostanze sierose o di sangue, retrazione del capezzolo, eczema del capezzolo e/o dell’areola. Qualora il tumore non sia stato diagnosticato in fase iniziale, è possibile riscontrare i seguenti sintomi: ulcerazione della pelle della mammella, infiammazione (seno arrossato, ingrossato, con edema, caldo), linfoadenopatie.

In presenza di metastasi, i sintomi possono variare a seconda del luogo in cui si è sviluppata la metastasi:

  • metastasi ossee: forte dolore;
  • metastasi polmonari: tosse o dispnea progressiva;
  • metastasi epatiche: asintomatica fino allo sviluppo di insufficienza epatica in fase avanzata;
  • metastasi cutanee: papule, ulcerazioni, corazze;
  • metastasi cerebrali: ipertensione endocranica (con cefalea, nausea e vomito).

Come viene diagnosticato il carcinoma della mammella? | È possibile porre diagnosi del carcinoma mammario con le seguenti metodiche:

  • esame clinico: ispezione e palpazione dei seni per verificare l’esistenza di noduli, alterazioni del capezzolo e della pelle, edemi regionali o secrezioni;
  • mammografia: è l’esame più importante per porre diagnosi poiché permette di verificare l’esistenza di noduli, microcalcificazioni, segni di infiltrazione e distorsione del parenchima. La mammografia permette di rilevare anche lesioni di pochi millimetri e, con i nuovi apparecchi, di prelevare un campione per la biopsia;
  • ecografia: è utile come integrazione dell’esame clinico e della mammografia soprattutto in caso di donne giovani e quindi con seni che risultano opachi alla mammografia;
  • esame citologico con aspirazione tramite ago sottile: serve per confermare o escludere la diagnosi di tumore in presenza di esami strumentali dubbi;
  • stadiazione: valuta l’estensione del carcinoma e le eventuali metastasi e andrebbe effettuata prima di qualsiasi intervento terapeutico.

Qual è la terapia per il carcinoma mammario? | Solitamente ci sono terapie locoregionali, che hanno lo scopo di rimuovere il tumore ed hanno un effetto soltanto locale, e terapie sistemiche, che prevengono eventuali recidive o rendono operabili masse tumorali in stadio avanzato. Tra le terapie locoregionali, la chirurgia, sia conservativa (cioè asportazione della sola parte malata del seno), che radicale (completa asportazione del seno colpito) a cui si fa seguire una radioterapia. Per quanto riguarda le terapie sistemiche, la terapia endocrina, efficace soltanto per i tumori caratterizzati dalla presenza di recettori per ormoni steroidei, mira a contrastare l’effetto degli estrogeni sulle cellule tumorali, e la chemioterapia, efficace per tutte le donne, dispone di un’ampia gamma di farmaci chemioterapici, in quanto il carcinoma mammario si è rivelato sensibili a molti farmaci di questo tipo.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.



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