Parliamo di Fibromialgia con …

Parliamo di FIBROMIALGIA con il dott. Caradonna Renzo, medico specialista in Reumatologia, nostro Ospite in GALENOsalute.

Molte persone ne soffrono, e sono soprattutto donne. Per loro il dolore diventa un compagno di viaggio, sempre presente, per quanto indesiderato. Per altri, è una malattia sconosciuta, invisibile, di cui non si è mai sentito parlare. Per molti è poi una sindrome che non esiste, una sorta di invenzione di chi la subisce. È la fibromialgia, una patologia di cui solo negli ultimi anni si comincia a parlare.

La “sindrome fibromialgica” è un disturbo caratterizzato da una forma di dolore muscolo-scheletrico diffuso e persistente accompagnato da affaticamento, e colpisce circa 2 milioni di italiani, principalmente donne. Significa “dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose”. Il dolore, che in alcuni casi può essere molto intenso, generalmente interessa tutto il corpo, pur cominciando in molti casi a irradiarsi da un punto specifico. La sensazione di male diffuso è costante, ma può variare in intensità in base alle attività svolte durante la giornata, allo stress o alle condizioni atmosferiche. Anche se i dolori che causa possono sembrare quelli di una patologia articolare, in realtà non ha nulla a che vedere con l`artrite e non causa la deformità delle articolazioni. La sensazione di dolore, diversa da paziente a paziente, ha fatto sì che per lungo tempo i sintomi venissero considerati trascurabili perché immaginari o, comunque, non importanti. La sindrome è infatti ancora poco conosciuta anche tra i medici: solo negli ultimi 10 anni sono state stabilite le linee guida per la diagnosi e la patologia è stata inserita tra le forme di “reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli“.

In passato si pensava che il dolore causato della fibromialgia fosse collegato a infiammazioni periferiche. Negli ultimi anni, invece, “si è scoperto che è una sindrome dolorosa centrale. In sostanza, per le persone che soffrono di questa sindrome qualunque stimolo esterno risulta molto più doloroso: anche un muscolo contratto può dare dolori molto più forti”. “Le cause di questa sindrome non sono ancora conosciute, anche se ormai è certo che ci sia una predisposizione genetica che, se associata a stress ambientali come malattie, traumi fisici o lutti, può dar vita alla patologia. In parole semplici, questi malati non riescono a elaborare i traumi subiti e il loro corpo reagisce abbassando la soglia del dolore. La causa della malattia, quindi, può essere vista come una combinazione di fattori genetici e ambientali“. Nonostante i sintomi riferiti da persona a persona siano diversi e vari, ce ne sono alcuni più ricorrenti: disturbi del sonno, cefalea o emicrania, sensazione di stanchezza diffusa (astenia), colon irritabile, dolori al torace, bruciore nell`urinare, perdite di memoria, difficoltà di concentrazione e disturbi della sfera affettiva. La cura di questa patologia presiede a un approccio multimodale che comprende  diversi elementi. “La terapia prevede l`utilizzo di farmaci che riducono il dolore e ottimizzano la qualità del sonno, accompagnati da programmi di stiramento muscolare per migliorare il fitness cardiovascolare. Molto importante è anche avvicinare i pazienti alle tecniche di rilassamento, per ridurre la tensione muscolare. E, soprattutto, si deve puntare su un programma educativo che insegni al malato a comprendere la sindrome affinché impari a conviverci: più il paziente è informato sulla fibromialgia e cerca di adattarsi alla malattia stessa, migliore è la prognosi”. Infine, alcuni consigli utili. Il supporto psicologico è molto importante per imparare ad affrontare la patologia, così come è fondamentale per il fibromialgico l`aiuto e l`appoggio della famiglia: “I familiari non dovrebbero mai sottovalutare lo stato di prostrazione del paziente o pensare che sia solo un `ipocondriaco`. La fibromialgia esiste, anche se è poco conosciuta, quindi un atteggiamento di comprensione non può essere che d’aiuto per i malati”. Di fibromialgia non si muore, e non si va sulla sedia a rotelle. Ma è una sindrome che, comunque, porta molto dolore e tanta sfiducia nei malati che ne sono colpiti: e per aiutarli dovrebbe bastare solo questo.    

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.


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