Parliamo di Appendicite con …

Questa settimana tratteremo di APPENDICITE con il dott. Guido Ricevuto, medico specialista in Chirurgia Vascolare ed in Chirurgia Generale, nostro Ospite in GALENOsalute.

appendiceChe cos’è | L’appendicite è un’infiammazione dell’appendice, un sottile tubulo che parte dall’intestino cieco ed è posizionato nel quadrante inferiore destro dell’addome. L’appendice è parte del sistema immunitario, svolgendo un’importante funzione protettiva durante il primo anno di vita, per poi diventare però un organo bersaglio di infezioni. L’appendicite può presentarsi in forma acuta o cronica. L’appendicite acuta si manifesta principalmente tra i 6 e i 20 anni, mentre risulta meno comune nei bambini e negli adulti. Si manifesta quando l’appendice viene riempita da un corpo estraneo che ne causa il rigonfiamento (come ad esempio muco, feci o parassiti) e provoca la moltiplicazione virulenta della flora batterica intestinale. L’appendicite cronica è invece un’infiammazione cronica della appendice che si presenta il più delle volte come conseguenza di un’appendicite acuta non diagnosticata o non sottoposta ad intervento chirurgico. Si manifesta con dolore, inappetenza, nausea e nelle donne – a causa degli estesi collegamenti linfatici tra organi genitali interni ed appendice – è associata spesso a problemi ginecologici.

Cause | All’interno dell’appendice si trova la flora batterica intestinale: i batteri Escherichia Coli, Streptococchi e Stafilococchi normalmente sono innocui ma – in particolari condizioni – possono moltiplicarsi in modo anomalo e causarne l’infiammazione. La condizione scatenante solitamente è un’occlusione del lume dell’appendice che causa il ristagno dei batteri e provoca l’infezione. L’occlusione può avere varie cause: muco raggrumato, noccioli, parassiti, una posizione anomala dell’appendice causata dalla sua eccessiva lunghezza. Altre condizioni scatenati sono l’ingestione di cibi molto grassi o ricchi di coloranti e, in particolar modo, il fumo di tabacco.

Sintomi e diagnosi | L’appendicite si manifesta con un forte ed improvviso dolore addominale, accompagnato da fitte. L’area dolorante varia, estendendosi a tutto l’addome o dall’ombelico in giù; in casi più rari può interessare la coscia. Il dolore peggiora con il movimento, i respiri profondi, la palpazione, la tosse o lo starnutire. Altri sintomi sono nausea, vomito, febbre (anche molto alta), stipsi o diarrea. La diagnosi di appendicite viene fatta principalmente sulla base dell’esame clinico, ma possono essere utili alcuni esami del sangue (valore dei globuli bianchi, della velocità di sedimentazione, della proteina C reattiva) e una ecografia.

Complicazioni | L’appendice infiammata può rompersi o perforarsi, causando la contaminazione della cavità addominale da parte di materiale infetto e la conseguente produzione di pus: si parla in questi casi di peritonite.

Terapia | La terapia dell’appendicite consiste nell’asportazione chirurgica dell’appendice (appendicectomia). Il solo trattamento medico (“raffreddare” l’appendicite con antibiotici e borsa di ghiaccio) espone al rischio di ricadute, in forma spesso anche più virulenta, e cronicizzazione. Se l’appendice si è perforata, causando una peritonite, occorre sottoporre il paziente a una terapia antibiotica e praticare un drenaggio, inserendo un tubicino nella cavità addominale per consentire al pus di essere eliminato all’esterno; il tubo drenante viene rimosso dopo pochi giorni, quando non c’è più pericolo di un’infezione addominale.

 

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