Parliamo di Melasma con …

Questa settimana tratteremo di MELASMA con il dott. Vincenzo Pecunia, medico specialista in Dermatologia e Venereologia e Direttore Sanitario del “CENTRO DI MEDICINA ANTI-AGING” del Kempinski Hotel Giardino di Costanza, di Mazara del Vallo, nostro Ospite in GALENOsalute.

Il termine “melasma” o “pelle macchiata” deriva dalla parola greca “mèlas” che indica una ipermelanosi acquisita del viso che si sviluppa lentamente e simmetricamente e la cui tinta va dal bruno chiaro al bruno scuro.

E’ la più frequente condizione d’ipermelanosi acquisita della cute e colpisce soprattutto il sesso femminile manifestandosi con macchie irregolari di colore chiaro a scuro che ricoprono la cute esposta al sole.

Compare più spesso nelle donne che assumono contraccettivi orali o durante una gravidanza. Tuttavia, il melasma può essere osservato anche in assenza di qualsiasi ipersecrezione ormonale nella donna e nell’uomo.

E’ frequente motivo di consulenza in dermatologia a causa del danno estetico che comporta nei pazienti che hanno un fototipo scuro. La gestione deve essere rigorosa se si vogliono migliorare i risultati terapeutici, che sono spesso scoraggianti. Il trattamento del melasma non si limita a favorire l’inibizione della funzione pigmentogena dei Melanociti epidermici locali ma deve necessariamente tener conto sia dei fattori endogeni che hanno determinato l’insorgenza, che dei fattori esterni ambientali, che hanno un ruolo scatenante e molto spesso di aggravamento, riducendoli entrambe.

L’esame obiettivo permette di individuare a livello del viso 4 forme cliniche a seconda della topografia dell’iperpigmentazione:

  • Il tipo centrofacciale: 63% dei casi (interessamento simmetrico delle guance e del naso).
  • Il tipo malare: 21% dei casi (interessamento simmetrico delle guance e del naso).
  • Il tipo mascellare: 8% dei casi (interessamento del ramo montante del mascellare).
  • Il tipo labio-mentoniero: 8% dei casi (interessamento del labbro superiore e del mento).

Tra le cause riconosciamo:

– Fattori endocrini di insorgenza.

Il ruolo degli estrogeni e del progesterone sembra evidente in base all’associazione frequente del melasma con la gravidanza, (durante la quale l’ipofisi produce in maggior misura uno specifico ormone iperpigmentante, l’MSH o Melanocyte Stimuleting Hormon), l’uso di contraccettivi orali, l’impiego di trattamenti sostitutivi nella menopausa e, infine, il trattamento con il dietilstilbestrolo del cancro della prostata. Nella donna, i melasmi idiopatici sono stati attribuiti in un modo poco convincente a una leggera disfunzione ovarica. Nell’uomo, non è stato riscontrato alcun profilo endocrino particolare. Al contrario, questi melasmi idiopatici si manifestano il più delle volte in pazienti di fototipo scuro IV o V, cosa che lascia supporre che intervengano altri fattori, endocrini o di diverso tipo.

– Fattori esogeni scatenanti.

Esposizione solare | Il melasma, di qualsiasi tipo, appare in genere con le prime esposizioni solari e spesso peggiora nel corso dell’estate. Questo porta a ritenere che l’esposizione a raggi ultravioletti svolga un ruolo significativo nella patogenesi del melasma, stimolando la melanogenesi. Non spiega, al contrario, la localizzazione preferenziale del melasma a livello del viso ed eventualmente degli avambracci. D’altronde, si possono osservare degli aggravamenti del melasma nonostante una protezione solare efficace con degli schermi totali in genere molto compatti. E’ stata proposta l’ipotesi della presenza di “cloni” melanocitari faciali ormonosensibili e fotosensibili, ma è verosimile che intervengano altri fattori.

Fattori meccanici | E’ stato verificato che i microtraumi locali possono stimolare la melanogenesi. Sulla pelle di soggetti di fototipo scuro IV e V, le ipermelanosi da fregamento sono ben conosciute, e sono state segnalate più volte. Si può affermare che i microtraumi quotidiani e ripetuti sul viso possano avere un ruolo nell’aggravamento e il prolungamento a oltranza di melasmi che persistono per anni dopo il parto oppure dopo l’interruzione di un trattamento ormonale. La localizzazione delle chiazze di melasma corrisponde quasi esattamente al rilievo osseo sottoposto a frizione durante il lavarsi e durante gesti istintivi, durante il truccarsi e lo struccarsi. D’altro canto, l’attenuazione o la sospensione di alcuni gesti rende più efficace su un melasma epidermico una terapia depigmentate fino ad allora inefficace.

Prodotti cosmetici | Il ruolo nocivo dei prodotti cosmetici profumati, a lungo evocato, attualmente non è più riconosciuto.

Evoluzione | I melasmi apparsi su cute di carnagione chiara nel corso della gravidanza evolvono spontaneamente il più delle volte verso la depigmentazione qualche mese dopo il parto o la sospensione degli estroprogestinici. Al contrario, un certo numero di melasmi che compaiono in contesto endocrino nei pazienti con fototipo scuro possono persistere e anche aggravarsi diversi anni dopo la sospensione della produzione ormonale.

Strategia terapeutica | Il trattamento del melasma non si limita alla prescrizione di un depigmentante o all’uso di una tecnica che abbia per obiettivo la depigmentazione. Si devono controllare i fattori esogeni che spesso hanno un ruolo fondamentale nell’insorgenza del melasma, come anche i fattori endogeni, prima di scegliere un trattamento depigmentante adatto alla forma clinica del melasma.

La neutralizzazione dei fattori esogeni si ottiene con:

  • La riduzione delle frizioni del viso. Questo è un punto fondamentale poiché il persistere di frizioni energetiche o il loro susseguirsi sul viso ci sembra stimolare la melanogenesi dei melanociti nei fototipi scuri o divenuti “meccanosensibili” nei fototipi chiari dopo impregnazione ormonale. Ne consegue una cronicizzazione dell’iperpigmentazione con inefficacia dei trattamenti. L’igiene, come il truccarsi e lo struccarsi, devono essere effettuati il più delicatamente possibile con cotone e latte detergente, evitare inoltre l’utilizzo di fondotinta molto compatto, che richiede un’azione più energica per essere asportato nello struccarsi
  • La protezione solare. L’esposizione al sole riveste un ruolo significativo nella patogenesi del melasma, che è più evidente durante l’estate e si attenua durante l’inverno. Pertanto vengono consigliatedelle creme a schermo totale abbastanza fluide, che possono essere asportate facilmente durante il lavarsi o lo struccarsi senza frizione energetiche. Alle nostre latitudini, il periodo ideale per mettere in atto una terapia depigmentate è sicuramente quello invernale. Si consiglierà di evitare di applicare sul viso dei cosmetici profumati suscettibili di indurre o di aggravare l’iperpigmentazione sul viso. E’ preferibile attendere la fine della gravidanza, nonché l’uso degli estroprogestinici, prima di cominciare un trattamento per il melasma.

Trattamento depigmentante farmacologico
Gli agenti depigmentanti hanno lo scopo di ristabilire l’uniformità del colore cutaneo. Si tratta di composti chimici, naturali e sintetici che presentano diversi meccanismi d’azione, che intervengono a livello tissutale, cellulare o molecolare. I pazienti con pelle chiara mostrarono risultati migliori rispetto a quelli con pelle scura con laser a luce pulsata.

La tecnologia I.P.L. utilizza la fototermolisi selettiva.

I suoi obiettivi sono:

  1. Aumentare la temperatura del bersaglio sino alla sua distruzione;
  2. Massimizzare l’assorbimento dei fotoni per ottenere la termolisi.

Conclusioni | Il medico che tratta il melasma deve tenere in conto il grande impatto psico-sociale della iperpigmentazione. La gestione è complessa, nonostante il moltiplicarsi dei trattamenti depigmentanti che ci vengono proposti. Dei buoni risultati possono essere ottenuti, nonostante tutto, sui melasmi epidermici. Bisogna saper desistere dall’accanimento terapeutico nei melasmi di tipo dermico, rassegnandosi alla prescrizione di un cosmetico coprente.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.



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