Frutti rossi e meno grassi nel cesto salva-fegato ci dice il nostro Esperto!

“Qualche piccolo strappo e una concessione al palato nei giorni di festa è possibile per tutti, senza esagerare”. E quindi nel cesto salvafegato, spiega Elio Sciarrino, nostro Ospite ed esperto di fegato, ci si può mettere un pò di tutto, prodotti della terra e non solo, quello che conta è stare attenti alle quantità. Si comincia dal pesce. “Certo è difficile trovargli un posto nel tipico cesto natalizio – ammette Sciarrino – ma il mio primo suggerimento è di dare molto spazio a quello fresco e sanissimo che fa bene come la dieta mediterranea al fegato. Nel caso dei frutti di mare, regalati o acquistati, consumarli sempre cotti, precauzione per evitare il rischio di epatite A. In ogni caso si può optare anche per quelli conservati come il salmone“.
Promossa l`idea di una corposa confezione di caffè. “Si è scoperto, anche se i meccanismi non sono ancora chiari – dice Sciarrino – che ha un effetto protettivo nei confronti del fegato. Sembra che stimoli il metabolismo, migliorando la capacità degli epatociti di liberarsi delle goccioline di grasso accumulate”.
Un bel sacchetto di lenticchie, o anche due, fanno al caso del cesto salvafegato”, insieme ad un assortimento di frutta secca, noci, mandorle e nocciole, “con la precauzione, però, di non abusarne”, avverte l`esperto. E se i formaggi più grassi non sono indicati per non sovraffaticare il nostro organo più grande e anche quello più importante per il metabolismo, Sciarrino suggerisce “il parmigiano reggiano, particolarmente ricco di proteine e sicuramente molto meno grasso di altri, per esempio di un camembert”. “Un`altra idea originale potrebbe essere quella di regalare frutta di bosco, fragole, ribes, more“. Primo perché non si mangiano spesso, secondo perché sono poco calorici.
Cotechini, insaccati, zampone vanno bene se consumati una volta nelle sere di feste e non oltre, comunque “facendo seguire un po` di attività fisica o una lunga passeggiata al pasto”. “Quando consumiamo troppi grassi e zuccheri – sottolinea Sciarrino – il fegato li accumula nelle sue cellule, gli epatociti, sotto forma di goccioline di grasso e, nel tempo, si può verificare una steatosi: il fegato si `appesantisce` e funziona male”. È il destino delle oche sovralimentate per produrre il paté, che a questo punto non è il prodotto più indicato per il paniere delle feste. Stesso dicasi per l`alcol, “perché comporta lo stesso tipo di alterazione, viene metabolizzato dal fegato e precipita negli epatociti”. Un consiglio? Regalare poche e selezionate bottiglie di buon vino accompagnate da un biglietto di auguri per ricordare che un bicchiere fa bene in un pasto che integri verdura e ortaggi. Fuori discussione, invece, che gli alcolici e soprattutto superalcolici siano da evitare a chi ha malattie del fegato severe. “L`importante – conclude Sciarrino – è sapere che nessun alimento, tanto meno quelli donati per Natale, creano problemi di per sé, ma sono l`abitudine e le quantità a fare la differenza, sempre”.

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