Parliamo di caffè e salute con …

GALENOsalute avvalendosi della collaborazione dei suoi Ospiti Specialisti presenta argomenti che trattano di patologie e metodologie di uso quotidiano nell’esercizio medico.

Questa settimana tratteremo di CAFFE’ e SALUTE con la dott.ssa Macaro Giusy, Dietista e Nutrizionista, nostro Ospite in GALENOsalute.

In passato la bevanda caffè non era certo vista di buon occhio e spesso erano proprio i medici a sconsigliarne l’uso. Oggi, invece, questa bevanda, tra le più popolari al mondo, è stata rivalutata.

La lista dei composti presenti nel caffè è lungi dall’essere definita. Tra le centinaia di sostanze, e forse più di mille, presenti nel caffè, moltissime sono state identificate; molte tra queste sono “bioattive”, ossia con proprietà tali da esercitare un ruolo nel metabolismo della cellula. Esse sono rappresentate dai sali minerali come il potassio, dai precursori delle vitamine come la trigonellina, dagli antiossidanti come tannini e melanoidine, dai grassi terpenici come cafestolo, dagli alcaloidi blandamente stimolanti come la caffeina, etc. La caffeina, tra tutte, è certamente la più nota.

Le specie di caffè esistenti sono circa 60, solo 25 producono frutti con un valore commerciale, ma tra questi sono solo 4 i tipi di caffè utilizzati per preparare la bevanda. La specie più conosciuta è sicuramente la Coffea arabica L., semplicemente denominata Arabica, la cui varietà più rinomata è la Moka. La composizione del caffè si modifica parzialmente con a torrefazione, il processo termico che trasforma il chicco verde in chicco tostato, pronto per essere macinato e usato per la preparazione della bevanda. Con questo passaggio, molti composti si trasformano, alcuni scompaiono, altri invece si formano.

La caffeina …
E’ un alcaloide che è presente non solo nel caffè ma si trova, in quantità minori, anche nel tè, nella cioccolata, nelle bibite analcoliche dolci a base di cola. Il ruolo della caffeina nel caffè non è unicamente quello di modulare il gusto; la sua funzione farmacologia è ben riconosciuta e impegna ancora oggi, a 180 anni dalla sua scoperta, molti ricercatori in numerosi studi.

Alle dosi comunemente consumate attraverso il caffè, i suoi effetti sono assai modesti; per avere gli effetti farmacologici tipici, bisogna consumare dosi molto elevate in un tempo piuttosto ristretto (circa 300 mg, equivalenti a 4-6 caffè moka o espresso in un’unica dose), data la breve emivita della caffeina. Questa è una situazione difficilmente realizzabile con il normale consumo di caffè.

Caffè e pressione arteriosa … sul breve termine, cioè la somministrazione acuta della caffeina, si registra un innalzamento presso rio che rientra nel giro di 1-2 giorni; sul lungo termine invece, non si riscontra alcuna variazione della pressione.

Caffè e cuore … studi epidemiologici hanno evidenziato una mancata associazione tra il consumo di caffè e il rischio di malattie cardiovascolari; addirittura è emerso che il consumo di caffè è fortemente associato in maniera inversa alla malattia cardiaca, vale a dire che il suo consumo risulta protettivo.

Caffè e diabete … questa associazione non è ancora del tutto chiarita; tra consumo di caffè e rischio di diabete di tipo 2 sembra esistere una relazione inversa: i soggetti sani abituali consumatori di caffè, sembrerebbero protetti, rispetto ai non consumatori, dalla malattia. Permangono ancora dei dubbi nelle persone con diabete di tipo 2, per le quali l’assunzione acuta di caffè indurrebbe complicanze nel trattamento della glicemia.

…Il caffè fa male?

Ogni giorno nel mondo si devono circa due miliardi di tazzine di caffè. È naturale che moltissimi studiosi abbiano cercato di scoprire se bere caffè ci possa far male! La loro attenzione si è concentrata proprio sulla caffeina e quello che la scienza può finora affermare è che il caffè non fa male a nessuno a patto di non esagerare. E non è neppure facile esagerare: la dose massima di caffeina da assumere giornalmente è di 600 milligrammi al giorno, l’equivalente di ben 8 tazzine di caffè. Attenzione però, perché si parla di espressi: contrariamente a quanto si crede, il caffè preparato in casa con la moka contiene in media il 20-25 % di caffeina in più rispetto a quello del bar, perché l’acqua ha più tempo a disposizione per estrarre la caffeina dalla miscela. E per la stessa ragione l’espresso “lungo” contiene più caffeina di quello “ristretto”

Molti studi hanno del tutto escluso che bere caffè possa esporci ad un maggiore rischio di qualsiasi tipo di tumore. In questo caso, anzi, si è osservato un effetto protettivo, perché la caffeina è una sostanza capace di neutralizzare i radicali liberi.

Un consumo moderato di caffè non è del tutto sconsigliato neppure in gravidanza e in allattamento. Durante i mesi della gravidanza, tuttavia avviene qualcosa di diverso dal solito, perché la caffeina resta in circolo dieci volte più a lungo: 10-15 ore anziché una e mezza. Gli effetti delle dosi successive di caffeina si possono così sommare, dando luogo alle tipiche nausee da caffè e in alcuni casi anche ad ansia e sintomi di depressione.

È infine noto che la caffeina aumenta il livello di attenzione e la concentrazione, migliorando anche l’umore … vere ragioni per cui non riusciamo a fare a meno del caffè!

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

  

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