Sordità: bimbi e suoni, impianti cocleari per imparare a parlare

Percepire i suoni anche se privi dell’udito dalla nascita: grazie agli impianti cocleari i neonati potrebbero avere la possibilità di “ascoltare” il mondo esterno e, di conseguenza, imparare a parlare. È quanto emerge dallo studio pubblicato su The Journal of Comparative Neurology dai ricercatori australiani del Bionic Ear Institute di Melbourne, secondo cui la stimolazione artificiale del cervello ad opera dei dispositivi cocleari consentirebbe ai bambini sordi di acquisire l’udito. Nelle persone normodotate i suoni vengono recepiti dalle cellule ciliate presenti nell’orecchio interno, connesse ai neuroni che inviano gli impulsi al cervello il quale, a sua volta, “traduce” il suono elaborando le informazioni. Nelle persone prive dell’udito, però, le cellule ciliate sono spesso difettose e, per questo motivo, sono stati realizzati dei dispositivi – gli impianti cocleari – in grado di svolgerne la funzione.La ricerca è stata condotta analizzando l’attività cerebrale di 17 gatti cui è stata indotta la sordità subito dopo la nascita. A sette dei 17 felini all’ottava settimana di vita erano stati inseriti degli impianti cocleari. Dopo sette mesi dall’inizio dell’esperimento gli studiosi hanno rilevato che nei gatti dotati dei dispositivi per l’udito l`attività cerebrale avviata in risposta ai suoni risultava simile a quella riscontrata nei gatti normoudenti. Secondo i ricercatori i risultati dello studio potrebbero essere validi anche per gli esseri umani: tramite l’inserimento di impianti cocleari in giovane età i bambini sordi potrebbero imparare a discernere ed elaborare i suoni, con la conseguente possibilità di riuscire a sviluppare il linguaggio verbale.

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