Archivio per febbraio 2009



Dimagrire aiuta a russare di meno

uomo che dormeSmettere di russare? Forse la dieta potrebbe essere una buona strategia: il sovrappeso aumenta infatti la probabilità di russare e di soffrire di apnee notturne. È quanto emerge dallo studio pubblicato su American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine dai ricercatori dell’Università di Helsinki, secondo cui seguire un’alimentazione moderata e fare esercizio fisico può ridurre l’insorgenza di questi disturbi del sonno. Chi soffre di apnea notturna tende a russare in modo piuttosto rumoroso e, a volte, smette di respirare per qualche secondo, fino a che si sveglia con una sensazione di soffocamento. Ciò comporta la ripetuta interruzione del sonno durante la notte e, anche se si tende a scordarlo, ci si sente poi affaticati durante il giorno. I trattamenti più utilizzati per porvi rimedio comportano l’uso di maschere e “boccagli” in grado di aiutare a respirare meglio, ma per molti risultano fastidiosi e, in ogni caso, alleviano i sintomi, ma non risolvono il problema. Anche essere in sovrappeso aumenta la possibilità di avere disturbi respiratori durante il sonno. Quando si è sdraiati, infatti, lo strato adiposo extra intorno al collo pesa sulla trachea schiacciandola e ostruendo il passaggio dell’aria. La ricerca è stata condotta su 72 persone in sovrappeso che soffrivano di apnea notturna, 35 delle quali sono state sottoposte ad una modifica del loro stile di vita e della loro dieta, mentre le altre hanno svolto la funzione di gruppo di controllo. Dopo 12 settimane, coloro che avevano seguito il regime alimentare prescritto e svolto gli esercizi fisici, avevano perso in media 10,7 kg e, una volta sottoposti ad analisi, è emerso che si svegliavano meno frequentemente e avevano migliori livelli di ossigeno nel sangue. Non è tutto: 6 su 10 non soffrivano più di apnee notturne e il risultato è perdurato anche dopo un anno. Secondo i ricercatori, dunque, in presenza di sovrappeso e disturbi del sonno come l’apnea, dimagrire risulta il rimedio più indicato. E il più facilmente perseguibile.

fonte SALUTE24.it

Creare e’ blu, attenzione e’ rossa

Il blu e’ il colore che infiamma la nostra creatività e la capacità di inventiva; il rosso e’ quello dell’attenzione, specie ai dettagli. Uno studio pubblicato da Science mostra che svolgere qualche attività ‘inondati’ dal blu (come mare da sfondo al pc) stimola la creatività, l’originalità’, la voglia di esplorare cose nuove e il pensiero creativo. Se e’ il rosso a fare da sfondo, invece, diveniamo più attenti al dettaglio e meno motivati al rischio e alla curiosità verso il nuovo.

 

fonte ANSA.it

«Effetto espresso»: con quattro tazzine il cervello corre

Il pensiero di una tazzina di caffè fumante riesce spesso a “smuovere” dal letto anche chi ci resterebbe per ore e da oggi sappiamo che può produrre effetti positivi anche a lungo termine. È quanto emerge dalla ricerca pubblicata su Journal of Alzheimer`s Disease dai ricercatori dell’University of Kuopio in Finlandia, secondo cui, negli adulti, assumere da tre a cinque caffè al giorno allontana il rischio di demenza.

La ricerca, durata 21 anni, è stata condotta su 1409 finlandesi che nel 1998, alla fine dello studio, avevano un’età compresa tra i 65 e i 79. Gli studiosi hanno sottoposto i soggetti a diverse visite di controllo, durante le quali il loro stato di salute è stato associato al consumo di caffè, al loro stile di vita, a fattori socio-demografici, ad eventuali disturbi vascolari e sintomi depressivi. Al termine della ricerca, gli esperti hanno rilevato che i soggetti abituati a bere da tre a cinque tazzine di caffè al giorno, correvano un rischio inferiore del 65% di sviluppare patologie legate alla demenza – fra cui il morbo di Alzheimer – rispetto a chi ne assumeva poco o non ne prendeva affatto. Inoltre, secondo i ricercatori i bevitori di caffè correrebbero minori rischi di incorrere in diverse patologie, tra le quali il morbo di Parkinson, alcuni tumori e il diabete.

Gli studiosi non sanno indicare la causa precisa di questi risultati, le ipotesi sono diverse: per esempio, la bevanda riduce il rischio di diabete mellito che, a sua volta, è legato ad un alto pericolo di demenza. Inoltre la pianta del caffè contiene alcune sostanze chimiche, come l’acido clorogenico, che agiscono come antiossidanti e possono proteggere le cellule dai danni provocati dal tempo. Anche la caffeina potrebbe svolgere un ruolo positivo, in quanto blocca i recettori dell’adenosina, una sostanza che ha effetti depressivi sul sistema nervoso centrale.

Gli esperti ritengono dunque opportuno affrontare nuove ricerche sull’argomento, per comprenderne meglio i meccanismi, al fine di avviare una sperimentazione di nuove terapie in grado di prevenire il rischio di demenza.

I ricordi in un neurone: ecco come funziona la nostra «memoria Ram»

Tutto in un neurone. Fino ad oggi la memoria era stata descritta come il risultato delle connessioni tra le cellule del cervello. Adesso una ricerca pubblicata su Nature Neuroscinece ha accertato che anche un solo neurone della parte frontale del cervello è capace di “intrappolare” i ricordi per più di un minuto. “La memoria funziona come un computer – dice Donald Cooper, uno degli autori della ricerca: una parte dei ricordi viene immagazzinata `sul disco` rigido, in maniera permanente; un’altra in una memoria Ram, riscrivibile e a breve termine”. I singoli neuroni svolgono la stessa funzione della memoria a breve termine: i ricordi vengono conservati per poco più di un minuto, ma in questo breve lasso di tempo sono “consultabili” molto più velocemente di quelli stipati nella memoria a lungo termine. Ordinare e cercare un ricordo negli infiniti `cassetti della memoria` può richiedere infatti alcuni minuti. Il nuovo studio, invece, ha scoperto che nei singoli neuroni, grazie a un processo chiamato trasmissione metabotropica del glutammato, la memoria si attiva molto più rapidamente – in meno di un secondo – tiene i ricordi “in caldo” pronti per l’uso, e poi li cancella dopo circa un minuto. Lo studio ha anche descritto come sulla memoria a breve termine influisca la dopamina. Questa sostanza, se presente nei neuroni a un livello ottimale, fa “concentrare” meglio le cellule nervose. Ma la virtù sta nel mezzo e un eccesso di dopamina, al contrario – a causa dell’abuso di alcol o droghe, ad esempio – pregiudica la capacità di concentrarsi e di prendere decisioni in poco tempo. La ricerca sembra promettente soprattutto in una direzione: “Se riuscissimo a identificare e a manipolare le componenti molecolari della memoria – conclude Cooper – potremmo sviluppare farmaci contro i deficit di attenzione”.

Alimentazione in gravidanza

Tratteremo di ALIMENTAZIONE in GRAVIDANZA con la dott.ssa Giovanna Tranchida, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione,  nostro Ospite in GALENOsalute.

 Ascolta l’audio-intervista realizzata dalla Redazione di Marsala.it

L’alimentazione corretta rappresenta uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gravidanza e il normale accrescimento del feto: quantità e qualità del cibo e delle bevande vanno scrupolosamente controllate. La paziente che mantenga in gravidanza lo stesso tipo di alimentazione con il quale rimaneva in equilibrio ponderale prima della gravidanza, tenderà inevitabilmente ad aumentare in eccesso. L’aumento ponderale a termine di gravidanza, partendo da un peso teorico ideale, non dovrebbe superare i 9 Kg (= 225 grammi alla settimana per 40 settimane). Bisogna prendere l’abitudine di pesarsi sempre sulla stessa bilancia, alla stessa ora del giorno, preferibilmente al mattino, a digiuno, dopo aver vuotato la vescica.

L’eccessivo aumento di peso al momento del concepimento o durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza comporta un affaticamento per la madre e può predisporre al diabete ed alla gestosi, condizione tossica nella quale compaiono una serie di alterazioni quali aumento della pressione arteriosa, comparsa di notevoli quantità di proteine nelle urine, comparsa di edemi. Inoltre può favorire altre condizioni spiacevoli quali smagliature cutanee, varici alle gambe, infezioni delle vie urinarie, parto prematuro, parto più laborioso, probabilità di taglio cesareo, complicazioni vascolari durante il puerperio, obesità del nascituro (condizione di rischio per l’età adulta). Pertanto: attenzione alla quantità di cibo ingerito ed ai repentini aumenti di peso! 

Per quanto riguarda la distribuzione dei pasti è importante che la gestante si nutra in modo regolare, evitando di saltare pasti o, al contrario, di nutrirsi in modo pressoché continuo, perdendo completamente il controllo dell’introduzione alimentare giornaliera.

È consigliabile il frazionamento dei pasti:

  • colazione;
  • spuntino;
  • pranzo;
  • spuntino;
  • cena.

La dieta dovrà essere varia, sana, digeribile. Limitare il consumo di cereali molto raffinati, dando la preferenza ad alimenti integrali. Utilizzare giornalmente verdura e frutta fresca. Preferire l’olio extravergine di oliva ad altri grassi di condimento. Evitare i cibi preconfezionati e conservati. Molti medici negano che l’aumento di peso costituisca un elemento di rischio per il parto.

Consigli generici (laddove non sia necessaria una dieta specifica):

  • A volontà frutta e verdura fresca (più verdura e meno frutta): fibre, vitamine, minerali;
  • Costante apporto di carne e pesce: proteine, minerali, vitamine;
  • In quantità contenuta pane, patate, riso, pasta, cereali: carboidrati, fibre, vitamine, proteine;
  • In quantità ridotta i latticini (latte, formaggio, yogurt): calcio, proteine, vitamine;
  • Evitare caramelle, biscotti, marmellata, bevande zuccherine, pasticceria, cioccolato, caffè, cibi grassi, fritti, burro, sughi e condimenti elaborati;
  • Bere molto;
  • Prima di coricarsi la sera, è possibile assumere uno yogurt o due cucchiaini di miele;
  • Fumo e alcolici sono assolutamente da proscriversi (con il fumo, ossido di carbonio e nicotina passano nei polmoni e nel torrente circolatorio: il bimbo riceve meno ossigeno e può crescere meno del dovuto). Smettendo di fumare il bambino sarà più sano e più resistente di fronte ad eventuali complicazioni (avvertendo bisogno estremo di fumare: telefonare a un’amica, fare un esercizio fisico, leggere, prepararsi una bevanda, comperarsi qualcosa coi soldi risparmiati).

Attenzione

  • le uova devono essere ben cotte, per prevenire la salmonellosi;
  • evitare paté e formaggi molli (brie, camembert, taleggio, gorgonzola, etc.); per prevenire la listeriosi
  • lavare bene le mani prima di maneggiare i cibi;
  • lavare verdure e frutta con particolare attenzione;
  • cuocere la carne ed accertarsi che i pasti preconfezionati vengano serviti ben caldi;

Supplementazione con vitamine e minerali | Benché una dieta libera e varia costituisca la base di un’alimentazione corretta in gravidanza, oggi le modalità e i tempi di distribuzione degli alimenti riducono notevolmente il loro contenuto vitaminico. Oltre alla conservazione anche la cottura dei cibi riduce le vitamine. Queste sostanze non possono essere prodotte nel corpo umano, ma devono essere fornite dall’esterno. Pertanto è sempre necessaria durante la gravidanza e l’allattamento la supplementazione vitaminica. Solitamente si somministra un polivitaminico in compresse effervescenti o in capsule.

Inoltre in gravidanza raddoppia il fabbisogno di acido folico (vitamina B9), utile per la crescita del feto e per la prevenzione dei difetti del tubo neurale: è indicata l’assunzione quotidiana di una compressa di acido folico dal periodo preconcezionale fino alla 16a settimana.

N.B. Nei vegetali surgelati si verifica una riduzione del contenuto di vitamine, così come avviene nelle verdure a seguito dei trattamenti con acqua bollente o vapore ai quali vengono sottoposte prima dell’inscatolamento. Anche la conservazione della verdura fresca a temperatura ambiente riduce le vitamine. Pertanto è importante consumare alimenti freschi e frutta di stagione.

Infine è necessario un apporto aggiuntivo di sali minerali (calcio, ferro, magnesio, potassio, etc.), che sono generalmente compresi nel polivitaminico. Spesso in gravidanza si aggiunge una dose supplementare di ferro (essenziale nel trasporto dell’ossigeno attraverso i globuli rossi), per giungere al momento del parto senza problemi di anemia. Infatti uno stato anemico potrebbe essere aggravato dalla perdita di sangue dopo il parto. Il ginecologo prescrive questo elemento se e quando è necessario.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.  

 


Benessere

benessereIl benessere (da ben – essere = “stare bene” o “esistere bene”) è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano. L’accezione antica che faceva coincidere il benessere con la salute (per lo più fisica) riconducibile approssimativamente ad una condizione di assenza di patologie, ha assunto, nel tempo un’accezione più ampia, arrivando a coinvolgere tutti gli aspetti dell’essere (fisico, emotivo, mentale, sociale e spirituale). Il concetto di una necessaria implicazione nel benessere globale non solo di aspetti psico-fisici, bensì anche di aspetti mentali, sociali e spirituali, oltre che trovare una radice nel pensiero filosofico sia orientale, sia occidentale, trova recenti conferme anche in campo medico – scientifico. Anche nel rapporto della Commissione Salute dell’Osservatorio europeo su sistemi e politiche per la salute (a cui partecipa il distaccamento europeo dell’OMS) è stata proposta definizione di benessere come “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”. Come si legge nel Rapporto, tutti e cinque gli aspetti sono importanti, ma ancora più importante è che questi siano tra loro equilibrati per consentire agli individui di migliorare il loro benessere. Il concetto di benessere è una nozione in costante evoluzione: seguendo la piramide di Maslow, col passare del tempo la realizzazione dei bisogni fondamentali e di alcuni desideri considerati un tempo difficilmente raggiungibili porta alla nascita di altri bisogni e desideri.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. 

Disturbi legati alla gravidanza

gravidanzaIntroduzione | La gravidanza dura 40 settimane, a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione, e viene suddivisa in tre trimestri, la cui durata però e diversa: il primo, infatti, finisce alla 12° settimana, il secondo si prolunga fino alla 27° settimana, il terzo si conclude con il parto.

Il primo trimestre di gravidanza | Nel primo trimestre di gravidanza l’organismo della donna va incontro a profondi cambiamenti, che non sono sempre percepiti, però, nello stesso modo da tutte le donne. Talvolta si avverte un particolare senso di benessere e di energia; in altri casi, invece, prevalgono la stanchezza e la fragilità; in altri ancora tutto tace per mesi. In ogni caso l’embrione appena formato avverte subito la madre della sua presenza tramite l’HCG (gonadotropina corionica umana), ormone che rende possibile la gravidanza bloccando il ciclo ovarico e rendendo ospitale l’utero.

I disturbi più frequenti nel primo trimestre di gravidanza |

L’affaticamento è il sintomo più frequente. Nel primo trimestre, l’apparato circolatorio della donna si prepara a fornire nei mesi successivi un adeguato apporto di sangue – cioè, di ossigeno e di sostanze nutritive – alla placenta e, quindi, al feto. A questo scopo, il cuore pulsa con più energia e frequenza, mentre il tono delle arterie diminuisce. Così la pressione si abbassa, determinando, appunto, una minore resistenza alla fatica.
Il riposo è fondamentale. L’ideale è concedersi, se possibile, qualche sonnellino durante la giornata. Se il lavoro lo impedisce, è bene ridurre gli impegni non indispensabili. Anche un’attività fisica moderata, ma regolare, aiuta a conservare il tono muscolare e dà benessere.

La nausea è un disturbo che arriva spesso associato al vomito, disturba circa il 70% delle donne gravide. Dipende dal fatto che il nuovo equilibrio endocrino fa svuotare lo stomaco più lentamente, benché abbia il suo peso anche la parte emotiva. Molte donne che a casa stanno mal, non appena sono ricoverate si sentono subito meglio, senza terapia. Evidentemente la struttura le rassicura.
Se la nausea è mattutina, conviene mangiare qualcosa prima di alzarsi dal letto. In ogni caso, sono da evitare i cibi e gli odori sgradevoli. Prudenza con i farmaci, anche con quelli senza ricetta: prima di assumerli, è meglio consultare il ginecologo.

La pollachiuria che consiste nella necessità di andare in bagno più volte e la piccola perdita di urina starnutendo, tossendo o ridendo sono altri disturbi della gravidanza. E’ una questione idraulica: l’utero preme sulla vescica, ne limita il volume e impone di svuotarla più spesso. Dal quarto mese, la risalita dell’utero nell’addome riduce la gravità del disturbo.
Trattenere lo stimolo non migliora la tenuta della vescica, ne aiuta a diventare più capienti; anzi spesso spiana la strada alle infezioni urinarie. Bisogna urinare ogni volta che se ne sente il bisogno. Bere meno prima di andare a dormire può limitare le alzate notturne.
L’aumento di peso corporeo. Di solito nel primo trimestre si dovrebbe aumentare solo di uno o due chili. Se si tende a crescere di più bisogna ridurre l’assunzione voluttuaria di cibo. Ogni altro provvedimento potrebbe nuocere al feto.

I dubbi più comuni nel primo trimestre di gravidanza

Se busco un raffreddore o un’influenza?
Niente di grave. Il ginecologo va chiamato solo se la temperatura corporea supera i 38°C e se compare una bronchite.

C’è pericolo per una radiografia che il dentista mi ha fatto prima che io sapessi di essere incinta? No, perché è impiegata una dose di raggi X mille volte inferiore a quella potenzialmente dannosa. In ogni caso, è meglio evitare la radiografie.

E’ vero che alzando un peso posso provocare un aborto spontaneo?
No, semmai può venire un mal di schiena. In ogni caso basta sollevare il peso flettendo le ginocchia anziché la schiena.

Sono alla seconda gravidanza, c’è pericolo se il mio primogenito mi porta a casa una malattia infettiva? Il rischio è piuttosto limitato, anche per la diffusione sempre maggiore delle vaccinazioni. In ogni modo, è bene, se possibile evitare il contagio.

Come mi devo comportare per i rapporti sessuali?
Se la gravidanza è normale, il problema non esiste. E’ opportuna qualche precauzione solo nelle ultime settimane prima del parto perché l’orgasmo può stimolare le contrazioni dell’utero.

Da quando sono incinta soffro spesso di insonnia. E’ normale?
Certo, dipende dalla componente emotiva della gravidanza.

Mi è aumentata la salivazione. E’ normale?
E’ un disturbo che si accompagna spesso alla nausea e che può accentuarsi quando si mangiano carboidrati (pane, pasta, riso). Pertanto può essere utile limitarne l’assunzione.

Il secondo trimestre di gravidanza | E’ l’epoca della gravidanza chiamata anche periodo aureo: quasi tutti i disturbi del trimestre precedente sono scomparsi, quelli dovuti alla crescita dell’utero sono lievi e non hanno ancora avuto inizio quelli del periodo successivo.

I disturbi più frequenti nel secondo trimestre di gravidanza |

Il mal di schiena compare facilmente in questa fase della gravidanza. E’ dovuto al progressivo adattamento delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli all’aumento di peso e di volume dell’utero. La colonna vertebrale assume il tipico atteggiamento della gravida, con aumento della lordosi lombare (curva a convessità anteriore che la schiena, guardando la persona di profilo, forma sopra i glutei), per compensare lo spostamento in avanti del baricentro. Alcuni semplici accorgimenti, però, sono utili: per es. camminare tenendo le spalle erette; stare sedute su una sedia dotata di supporto lombare, con i piedi appoggiati ad uno sgabello e senza incrociare le gambe; evitare i movimenti bruschi; dormire sul fianco, a gambe flesse, con un cuscino tra le ginocchia e un altro sotto l’addome; rinforzare i muscoli addominali.

I dolori all’addome una volta escluse altre cause, sono dovuti quasi sempre allo stiramento dei nervi, dei muscoli e dei legamenti da parte dell’utero in espansione. Si ottengono buoni risultati con gli esercizi di rilassamento e i bagni tiepidi (a 37-38 gradi).

I crampi alle gambe sono piuttosto frequenti, specie di notte e sembrano dovuti ad un insufficiente apporto di calcio con la dieta o alla stanchezza. Una volta corrette le cause, sono utili gli esercizi di stretching del polpaccio e l’applicazione locale di impacchi caldi.

I rigurgiti acidi si manifestano con un intenso bruciore dietro lo sterno, che può far pensare a disturbi cardiaci. I nvece sono dovuti alla risalita nell’esofago di parte di contenuto dello stomaco, già imbibito di succo gastrico acido; Il responsabile è appunto lo stomaco, che a causa dello spostamento verso l’alto e dell’azione degli ormoni, si svuota più lentamente. Mangiare poco e spesso, mantenere sempre l’esofago più in alto rispetto allo stomaco (non piegarsi bruscamente in avanti e non dormire in posizione supina senza cuscino); nei casi più gravi, chiedere al ginecologo la prescrizione di un antiacido.
Non è rara la comparsa sul viso di macchie scure, una pigmentazione che prende il nome di cloasma gravidico. E’ dovuta all’azione degli ormoni e di solito scompare poco dopo il parto. In questo caso è bene esporsi al sole il meno possibile, applicando uno schermo solare con un fattore di protezione alto (almeno 15).

La stitichezza è la più frequente compagna di strada del secondo trimestre, spesso accompagnata da emorroidi. E’ dovuta anch’essa al rallentato funzionamento dell’apparato digerente e alla pressione esercitata dall’utero sull’ultimo tratto dell’intestino. La soluzione è nelle fibre: l’alimentazione deve contenerne in abbondanza (frutta, verdura, cereali integrali). Se non basta, è consigliabile chiedere al ginecologo la prescrizione di un lassativo e non abusarne.

I dubbi più comuni nel secondo trimestre di gravidanza

Ho perdite vaginali. Devo preoccuparmi?
Le perdite rientrano di solito nella normale risposta delle ghiandole vaginali agli ormoni della gravidanza. Talvolta, invece, si tratta di vaginiti, come quelle dovute al fungo candida albicans o al protozoo trichomonas vaginalis che si curano con dei farmaci locali. In ogni caso, è bene mantenere un’adeguata igiene intima (sì ai prodotti specifici no alle lavande vaginali). Infine ricordiamo che mantenere libero l’intestino aiuta a prevenire le vaginiti.

Ho spesso il desiderio spasmodico di particolari cibi.
Non è il caso di fare rinunce: basta che i cibi siano compatibili con lo stato di gravidanza e che il peso rimanga sotto controllo.

Mi sento goffa e ho paura di cadere.
Il feto nell’utero è ben protetto. Meglio, lo stesso, evitare i tacchi alti.

Quando mi lavo i denti capita che sanguinano le gengive.
Dipende dalle trasformazioni circolatorie indotte dalla gravidanza. Sono utili controlli periodici dal dentista.

Ho spesso il naso chiuso e talvolta sanguina.
La ragione è la stessa delle gengive. Bisogna soffiarlo con delicatezza, una narice per volta, mentre per arrestare il sanguinamento le narici vanno strette leggermente per alcuni minuti, senza piegare la testa all’indietro Umidificare l’ambiente e non ricorrere a spray decongestionanti.

Ho continui sbalzi di umore. Preoccupazioni, malesseri, senso di inadeguatezza sono legati alla gravidanza. Lo stress si combatte con il riposo, l’esercizio fisico e un’alimentazione regolare. Se il disturbo assume l’aspetto di una vera e propria depressione è utile eseguire un colloquio con uno psicoterapeuta.

L’ombelico non è più concavo, ma ora sporge all’esterno. Si tratta di un’ernia ombelicale: regredirà dopo il parto.

Mi sembra che il cuore salti un battito passando dalla posizione seduta a quella eretta.
E’ comune e dipende dall’adattamento della circolazione alle necessità dell’utero gravido. Di solito non ha significato patologico.

Il terzo trimestre di gravidanza | L’ultimo trimestre di gravidanza è il più impegnativo: compaiono la spossatezza, la preoccupazione per il parto e aumenta l’emozione per il nascituro in arrivo.

I disturbi più frequenti nel terzo trimestre di gravidanza |

L’aumento di peso corporeo dovrebbe essere contenuto al termine di gravidanza entro 10-14 kg; tuttavia se il peso iniziale è inferiore al normale è possibile un aumento di 16-18 kg, mentre se la donna è già obesa non dovrebbe aumentare durante la gravidanza più di 7-8 kg.

Il fiato corto è dovuto al diaframma che risale sotto la spinta dell’utero e impone respiri più profondi. Può essere utile qualche esercizio aerobico.

L’insonnia è causata da un po’ di ansia e dall’ingombro dell’utero, che peggiorano la qualità del riposo notturno. Si può ovviare in parte dormendo sul fianco e sostenendo l’addome don cuscini.

Le vene varicose sono più frequenti se esiste già una predisposizione familiare. Comunque sono causate dal rallentato ritorno del sangue al cuore, dovuto alla presenza dell’utero aumentato di volume: la pressione del sangue aumenta e la parete venosa cede. Per alleviare a tale situazione bisogna tenere le gambe sollevata il più a lungo possibile, usando quando necessario dei collant contenutivi.

L’emorroidi hanno una causa simile a quella delle vene varicose, ma risentono anche dell’eventuale stitichezza. Si manifestano con prurito, dolore e talvolta possono sanguinare. In questo caso l’igiene anale deve essere accurata ed è bene evitare di sedere troppo a lungo su sedie dure.

I dubbi più comuni nel terzo trimestre di gravidanza

Quali sono i criteri di scelta del pediatra?
Ovviamente la sua competenza professionale, ma è anche importante la sua disponibilità.

E’ meglio allattare al seno o con il biberon? L’allattamento al seno fa bene sia al neonato (per motivi alimentari e immunitari) sia alla puerpera. E’ però controindicato se la madre presenta malattie infettive come l’AIDS o la tubercolosi, certi disturbi renali o cardiaci, oppure se assume alcuni farmaci che potrebbero passare nel latte. Raramente il neonato non tollera il latte materno.

E’ utile la circoncisione?
L’argomento è molto discusso: alcuni studi sembrano dimostrare una sua reale efficacia nella prevenzione di alcuni tumori (del pene nell’uomo circonciso e del collo dell’utero nella sua partner sessuale), altri non lo confermano. In assenza di controindicazioni, peraltro rare, la scelta dipende dalle convinzioni religiose.

Parliamo di Isteroscopia con …

Parliamo di Isteroscopia con il dott. Eugenio Catinella, dirigente medico di Ostetricia e Ginecologia e medico esperto in Endoscopia Ginecologica, presso l’Azienda Ospedaliera “V. Cervello” di Palermo, nostro Ospite in GALENOsalute.

sala di endoscopia ginecologicaL’isteroscopia (dal greco “hysteria”, utero, e “skopein”, esaminare) è l’esame endoscopico dell’utero. L’isteroscopia è un esame sicuro, efficace, economico e poco invasivo, consigliabile anche dopo la menopausa. Lo strumento utilizzato è l’isteroscopio, uno speciale endoscopio (un sottile tubo del diametro di 4-5 mm, dotato di una microcamera a fibre ottiche) che permette la visualizzazione diretta dell’utero, sia a scopo diagnostico che terapeutico.

L’isteroscopia diagnostica si pratica per individuare eventuali lesioni, per chiarire la causa di sanguinamenti uterini, per esaminare e diagnosticare il collo dell’utero e l’endometrio nei casi di tumore, per capire le cause di infertilità.

L’isteroscopia terapeutica viene utilizzata per rimuovere polipi uterini e piccoli fibromi, per l’ablazione dell’endometrio, per stabilire la posizione della spirale o per rimuoverla, per sterilizzare le tube o per ricanalizzare le tube occluse. La tecnica attuale è nata negli anni ’70, consentendo al ginecologo di abbandonare progressivamente la pratica del “raschiamento” uterino e di migliorare quindi la diagnosi e la terapia delle patologie dell’utero. Durante l’esame, la paziente viene fatta sedere in “posizione ginecologica” (in pratica, la stessa di una normale visita dal ginecologo) quindi viene introdotto l’isteroscopio attraverso il collo dell’utero.

L’isteroscopia può essere eseguita in modalità panoramica (l’isteroscopio viene inserito nell’utero “disteso” mediante uno speciale liquido o dell’anidride carbonica), a contatto (l’isteroscopio viene poggiato direttamente sulla mucosa da esaminare) o come microisteroscopia (dove uno speciale zoom permette all’isteroscopio di osservare la mucosa ingrandita varie volte). Nel corso dell’esame “panoramico”, è possibile avvertire alcuni fastidi legati alla dilatazione dell’utero, ma in genere durano solo alcuni minuti. Per una migliore visualizzazione della cavità uterina, l’isteroscopia viene eseguita preferibilmente durante la prima settimana del ciclo mestruale o subito dopo la mestruazione.

L’esame – che può essere eseguito senza anestesia e dura circa 20 minuti. I risultati si conoscono subito o, in caso di biopsia, dopo alcuni giorni, al termine dell’analisi dei tessuti prelevati.

chiama galenosalute!


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