Archivio per febbraio 2009



Cacao e cioccolato: mille anni di tentazioni per la medicina dei Maya

coppe cioccolatoC`è stato persino chi era disposto a fare duemila chilometri per assaggiarne un pò, quando ancora i mezzi di trasporto moderni non erano stati inventati. La cioccolata, a quanto pare, fa impazzire i palati dei golosi da ben mille anni. È quanto emerge dalla scoperta pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences dai ricercatori dell’Università del Nuovo Messico, secondo cui il consumo di cacao risale a un periodo compreso tra il 1000 e il 1250. La datazione è stata possibile grazie alla scoperta di un vaso contenente tracce di teobromina – un alcaloide naturale presente nelle piante di cacao – rinvenuto nel sito di Pueblo Bonito, nel Canyon Chaco, un sito abitato dai Maya a più di 2 mila chilometri di distanza dalle piantagioni.

Il cacao con le sue diverse sfaccettature, riesce a venire incontro al gusto di chiunque: che sia al latte, fondente o aromatizzato al peperoncino, prima o poi anche il palato più esigente cede alle sue lusinghe. Non bisogna tuttavia scordare, che il cioccolato – se assunto con moderazione – fa anche bene al nostro organismo, sotto diversi  aspetti. Innanzitutto ha effetti benefici sull’umore, grazie alle sue proprietà antidepressive. Poi, se fondente e assunto in piccole dosi, protegge le coronarie e l’organismo dalle malattie cardiovascolari. Alcune sostanze contenute nel cacao, i flavonoidi sono tra queste, proteggono inoltre le cellule cerebrali e potenziano le capacità cognitive del nostro cervello, oltre a prevenire e alleviare alcune forme di demenza senile e le conseguenze dell’ictus.

Sempre i flavanoidi, in associazione con le procianidine e la teobromina – contenute anch’esse nel cacao-, favoriscono il metabolismo umano, poiché facilitano il controllo dell’ipercolesterolemia, dell’ipertensione e persino del diabete. Una barretta di fondente al giorno aiuta poi a diminuire il rischio di anemia e, durante la gravidanza, di gestosi – sindrome caratterizzata da un’alterazione della placenta. Inoltre, il cacao riduce gli attacchi di cefalea e allevia le sindrome premestruale.

E che dire del fatto che consumare cioccolato fondente aiuta a non ingrassare, riducendo il desiderio di cibi grassi? O che la cioccolata migliora le performance sessuali? Probabile che i Maya, oltre mille anni fa, la sapessero già lunga.

 

fonte SALUTE24.it

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Dimagrire aiuta a russare di meno

uomo che dormeSmettere di russare? Forse la dieta potrebbe essere una buona strategia: il sovrappeso aumenta infatti la probabilità di russare e di soffrire di apnee notturne. È quanto emerge dallo studio pubblicato su American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine dai ricercatori dell’Università di Helsinki, secondo cui seguire un’alimentazione moderata e fare esercizio fisico può ridurre l’insorgenza di questi disturbi del sonno. Chi soffre di apnea notturna tende a russare in modo piuttosto rumoroso e, a volte, smette di respirare per qualche secondo, fino a che si sveglia con una sensazione di soffocamento. Ciò comporta la ripetuta interruzione del sonno durante la notte e, anche se si tende a scordarlo, ci si sente poi affaticati durante il giorno. I trattamenti più utilizzati per porvi rimedio comportano l’uso di maschere e “boccagli” in grado di aiutare a respirare meglio, ma per molti risultano fastidiosi e, in ogni caso, alleviano i sintomi, ma non risolvono il problema. Anche essere in sovrappeso aumenta la possibilità di avere disturbi respiratori durante il sonno. Quando si è sdraiati, infatti, lo strato adiposo extra intorno al collo pesa sulla trachea schiacciandola e ostruendo il passaggio dell’aria. La ricerca è stata condotta su 72 persone in sovrappeso che soffrivano di apnea notturna, 35 delle quali sono state sottoposte ad una modifica del loro stile di vita e della loro dieta, mentre le altre hanno svolto la funzione di gruppo di controllo. Dopo 12 settimane, coloro che avevano seguito il regime alimentare prescritto e svolto gli esercizi fisici, avevano perso in media 10,7 kg e, una volta sottoposti ad analisi, è emerso che si svegliavano meno frequentemente e avevano migliori livelli di ossigeno nel sangue. Non è tutto: 6 su 10 non soffrivano più di apnee notturne e il risultato è perdurato anche dopo un anno. Secondo i ricercatori, dunque, in presenza di sovrappeso e disturbi del sonno come l’apnea, dimagrire risulta il rimedio più indicato. E il più facilmente perseguibile.

fonte SALUTE24.it

Creare e’ blu, attenzione e’ rossa

Il blu e’ il colore che infiamma la nostra creatività e la capacità di inventiva; il rosso e’ quello dell’attenzione, specie ai dettagli. Uno studio pubblicato da Science mostra che svolgere qualche attività ‘inondati’ dal blu (come mare da sfondo al pc) stimola la creatività, l’originalità’, la voglia di esplorare cose nuove e il pensiero creativo. Se e’ il rosso a fare da sfondo, invece, diveniamo più attenti al dettaglio e meno motivati al rischio e alla curiosità verso il nuovo.

 

fonte ANSA.it

«Effetto espresso»: con quattro tazzine il cervello corre

Il pensiero di una tazzina di caffè fumante riesce spesso a “smuovere” dal letto anche chi ci resterebbe per ore e da oggi sappiamo che può produrre effetti positivi anche a lungo termine. È quanto emerge dalla ricerca pubblicata su Journal of Alzheimer`s Disease dai ricercatori dell’University of Kuopio in Finlandia, secondo cui, negli adulti, assumere da tre a cinque caffè al giorno allontana il rischio di demenza.

La ricerca, durata 21 anni, è stata condotta su 1409 finlandesi che nel 1998, alla fine dello studio, avevano un’età compresa tra i 65 e i 79. Gli studiosi hanno sottoposto i soggetti a diverse visite di controllo, durante le quali il loro stato di salute è stato associato al consumo di caffè, al loro stile di vita, a fattori socio-demografici, ad eventuali disturbi vascolari e sintomi depressivi. Al termine della ricerca, gli esperti hanno rilevato che i soggetti abituati a bere da tre a cinque tazzine di caffè al giorno, correvano un rischio inferiore del 65% di sviluppare patologie legate alla demenza – fra cui il morbo di Alzheimer – rispetto a chi ne assumeva poco o non ne prendeva affatto. Inoltre, secondo i ricercatori i bevitori di caffè correrebbero minori rischi di incorrere in diverse patologie, tra le quali il morbo di Parkinson, alcuni tumori e il diabete.

Gli studiosi non sanno indicare la causa precisa di questi risultati, le ipotesi sono diverse: per esempio, la bevanda riduce il rischio di diabete mellito che, a sua volta, è legato ad un alto pericolo di demenza. Inoltre la pianta del caffè contiene alcune sostanze chimiche, come l’acido clorogenico, che agiscono come antiossidanti e possono proteggere le cellule dai danni provocati dal tempo. Anche la caffeina potrebbe svolgere un ruolo positivo, in quanto blocca i recettori dell’adenosina, una sostanza che ha effetti depressivi sul sistema nervoso centrale.

Gli esperti ritengono dunque opportuno affrontare nuove ricerche sull’argomento, per comprenderne meglio i meccanismi, al fine di avviare una sperimentazione di nuove terapie in grado di prevenire il rischio di demenza.

I ricordi in un neurone: ecco come funziona la nostra «memoria Ram»

Tutto in un neurone. Fino ad oggi la memoria era stata descritta come il risultato delle connessioni tra le cellule del cervello. Adesso una ricerca pubblicata su Nature Neuroscinece ha accertato che anche un solo neurone della parte frontale del cervello è capace di “intrappolare” i ricordi per più di un minuto. “La memoria funziona come un computer – dice Donald Cooper, uno degli autori della ricerca: una parte dei ricordi viene immagazzinata `sul disco` rigido, in maniera permanente; un’altra in una memoria Ram, riscrivibile e a breve termine”. I singoli neuroni svolgono la stessa funzione della memoria a breve termine: i ricordi vengono conservati per poco più di un minuto, ma in questo breve lasso di tempo sono “consultabili” molto più velocemente di quelli stipati nella memoria a lungo termine. Ordinare e cercare un ricordo negli infiniti `cassetti della memoria` può richiedere infatti alcuni minuti. Il nuovo studio, invece, ha scoperto che nei singoli neuroni, grazie a un processo chiamato trasmissione metabotropica del glutammato, la memoria si attiva molto più rapidamente – in meno di un secondo – tiene i ricordi “in caldo” pronti per l’uso, e poi li cancella dopo circa un minuto. Lo studio ha anche descritto come sulla memoria a breve termine influisca la dopamina. Questa sostanza, se presente nei neuroni a un livello ottimale, fa “concentrare” meglio le cellule nervose. Ma la virtù sta nel mezzo e un eccesso di dopamina, al contrario – a causa dell’abuso di alcol o droghe, ad esempio – pregiudica la capacità di concentrarsi e di prendere decisioni in poco tempo. La ricerca sembra promettente soprattutto in una direzione: “Se riuscissimo a identificare e a manipolare le componenti molecolari della memoria – conclude Cooper – potremmo sviluppare farmaci contro i deficit di attenzione”.

Alimentazione in gravidanza

Tratteremo di ALIMENTAZIONE in GRAVIDANZA con la dott.ssa Giovanna Tranchida, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione,  nostro Ospite in GALENOsalute.

 Ascolta l’audio-intervista realizzata dalla Redazione di Marsala.it

L’alimentazione corretta rappresenta uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gravidanza e il normale accrescimento del feto: quantità e qualità del cibo e delle bevande vanno scrupolosamente controllate. La paziente che mantenga in gravidanza lo stesso tipo di alimentazione con il quale rimaneva in equilibrio ponderale prima della gravidanza, tenderà inevitabilmente ad aumentare in eccesso. L’aumento ponderale a termine di gravidanza, partendo da un peso teorico ideale, non dovrebbe superare i 9 Kg (= 225 grammi alla settimana per 40 settimane). Bisogna prendere l’abitudine di pesarsi sempre sulla stessa bilancia, alla stessa ora del giorno, preferibilmente al mattino, a digiuno, dopo aver vuotato la vescica.

L’eccessivo aumento di peso al momento del concepimento o durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza comporta un affaticamento per la madre e può predisporre al diabete ed alla gestosi, condizione tossica nella quale compaiono una serie di alterazioni quali aumento della pressione arteriosa, comparsa di notevoli quantità di proteine nelle urine, comparsa di edemi. Inoltre può favorire altre condizioni spiacevoli quali smagliature cutanee, varici alle gambe, infezioni delle vie urinarie, parto prematuro, parto più laborioso, probabilità di taglio cesareo, complicazioni vascolari durante il puerperio, obesità del nascituro (condizione di rischio per l’età adulta). Pertanto: attenzione alla quantità di cibo ingerito ed ai repentini aumenti di peso! 

Per quanto riguarda la distribuzione dei pasti è importante che la gestante si nutra in modo regolare, evitando di saltare pasti o, al contrario, di nutrirsi in modo pressoché continuo, perdendo completamente il controllo dell’introduzione alimentare giornaliera.

È consigliabile il frazionamento dei pasti:

  • colazione;
  • spuntino;
  • pranzo;
  • spuntino;
  • cena.

La dieta dovrà essere varia, sana, digeribile. Limitare il consumo di cereali molto raffinati, dando la preferenza ad alimenti integrali. Utilizzare giornalmente verdura e frutta fresca. Preferire l’olio extravergine di oliva ad altri grassi di condimento. Evitare i cibi preconfezionati e conservati. Molti medici negano che l’aumento di peso costituisca un elemento di rischio per il parto.

Consigli generici (laddove non sia necessaria una dieta specifica):

  • A volontà frutta e verdura fresca (più verdura e meno frutta): fibre, vitamine, minerali;
  • Costante apporto di carne e pesce: proteine, minerali, vitamine;
  • In quantità contenuta pane, patate, riso, pasta, cereali: carboidrati, fibre, vitamine, proteine;
  • In quantità ridotta i latticini (latte, formaggio, yogurt): calcio, proteine, vitamine;
  • Evitare caramelle, biscotti, marmellata, bevande zuccherine, pasticceria, cioccolato, caffè, cibi grassi, fritti, burro, sughi e condimenti elaborati;
  • Bere molto;
  • Prima di coricarsi la sera, è possibile assumere uno yogurt o due cucchiaini di miele;
  • Fumo e alcolici sono assolutamente da proscriversi (con il fumo, ossido di carbonio e nicotina passano nei polmoni e nel torrente circolatorio: il bimbo riceve meno ossigeno e può crescere meno del dovuto). Smettendo di fumare il bambino sarà più sano e più resistente di fronte ad eventuali complicazioni (avvertendo bisogno estremo di fumare: telefonare a un’amica, fare un esercizio fisico, leggere, prepararsi una bevanda, comperarsi qualcosa coi soldi risparmiati).

Attenzione

  • le uova devono essere ben cotte, per prevenire la salmonellosi;
  • evitare paté e formaggi molli (brie, camembert, taleggio, gorgonzola, etc.); per prevenire la listeriosi
  • lavare bene le mani prima di maneggiare i cibi;
  • lavare verdure e frutta con particolare attenzione;
  • cuocere la carne ed accertarsi che i pasti preconfezionati vengano serviti ben caldi;

Supplementazione con vitamine e minerali | Benché una dieta libera e varia costituisca la base di un’alimentazione corretta in gravidanza, oggi le modalità e i tempi di distribuzione degli alimenti riducono notevolmente il loro contenuto vitaminico. Oltre alla conservazione anche la cottura dei cibi riduce le vitamine. Queste sostanze non possono essere prodotte nel corpo umano, ma devono essere fornite dall’esterno. Pertanto è sempre necessaria durante la gravidanza e l’allattamento la supplementazione vitaminica. Solitamente si somministra un polivitaminico in compresse effervescenti o in capsule.

Inoltre in gravidanza raddoppia il fabbisogno di acido folico (vitamina B9), utile per la crescita del feto e per la prevenzione dei difetti del tubo neurale: è indicata l’assunzione quotidiana di una compressa di acido folico dal periodo preconcezionale fino alla 16a settimana.

N.B. Nei vegetali surgelati si verifica una riduzione del contenuto di vitamine, così come avviene nelle verdure a seguito dei trattamenti con acqua bollente o vapore ai quali vengono sottoposte prima dell’inscatolamento. Anche la conservazione della verdura fresca a temperatura ambiente riduce le vitamine. Pertanto è importante consumare alimenti freschi e frutta di stagione.

Infine è necessario un apporto aggiuntivo di sali minerali (calcio, ferro, magnesio, potassio, etc.), che sono generalmente compresi nel polivitaminico. Spesso in gravidanza si aggiunge una dose supplementare di ferro (essenziale nel trasporto dell’ossigeno attraverso i globuli rossi), per giungere al momento del parto senza problemi di anemia. Infatti uno stato anemico potrebbe essere aggravato dalla perdita di sangue dopo il parto. Il ginecologo prescrive questo elemento se e quando è necessario.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.  

 


Benessere

benessereIl benessere (da ben – essere = “stare bene” o “esistere bene”) è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano. L’accezione antica che faceva coincidere il benessere con la salute (per lo più fisica) riconducibile approssimativamente ad una condizione di assenza di patologie, ha assunto, nel tempo un’accezione più ampia, arrivando a coinvolgere tutti gli aspetti dell’essere (fisico, emotivo, mentale, sociale e spirituale). Il concetto di una necessaria implicazione nel benessere globale non solo di aspetti psico-fisici, bensì anche di aspetti mentali, sociali e spirituali, oltre che trovare una radice nel pensiero filosofico sia orientale, sia occidentale, trova recenti conferme anche in campo medico – scientifico. Anche nel rapporto della Commissione Salute dell’Osservatorio europeo su sistemi e politiche per la salute (a cui partecipa il distaccamento europeo dell’OMS) è stata proposta definizione di benessere come “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”. Come si legge nel Rapporto, tutti e cinque gli aspetti sono importanti, ma ancora più importante è che questi siano tra loro equilibrati per consentire agli individui di migliorare il loro benessere. Il concetto di benessere è una nozione in costante evoluzione: seguendo la piramide di Maslow, col passare del tempo la realizzazione dei bisogni fondamentali e di alcuni desideri considerati un tempo difficilmente raggiungibili porta alla nascita di altri bisogni e desideri.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. 


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