Coliche renali: i consigli in cucina per allontanare i calcoli

calcolosi-app-urinarioC`è chi paragona il dolore di una colica renale ad una ferita inferta da un`arma da fuoco. Un`esperienza, per chi l`ha provata, dolorosa come poche, ma soprattutto improvvisa, a tradimento. Non sempre però la presenza di calcoli renali dà vita a spasmi e fitte. È vero invece che fin dall`antichità “il mal della pietra” ha tormentato la vita di tanti: sassolini e pietruzze sono stati trovati persino nelle vie urinarie delle mummie. In occasione della Giornata mondiale del Rene 2009 qualche consiglio utile per l`alimentazione e per proteggere i reni anche a tavola.  

Sale “q.b.” – “La calcolosi renale – spiega a Salute24 Annamaria Bernardi, direttore del Dipartimento di Nefrologia e Nutrizione clinica delle ULSS 18 e 19 di Rovigo – è una patologia caratterizzata dalla formazione di aggregati cristallini, sali di calcio per lo più, che si depositano  nelle vie urinarie e che muovendosi con il flusso urinario provocano la colica”.

Si tratta di un dolore che tende a ritornare. Le cause? Familiarità, nutrizione, stagionalità e, ovviamente, patologie metaboliche o malformazioni a carico delle vie urinarie. “Il meccanismo di formazione dei calcoli dipende da una concentrazione eccessiva di elementi minerali superiore a quella che può essere disciolta nelle urine”, spiega la nefrologa. Le due chiavi per mantenere l`organismo in equilibrio sono sempre “giuste quantità di liquidi” e “corretta alimentazione”. Regola numero uno: ridurre il sale nelle nostre pietanze, ma anche i cibi pronti che ne contengono in eccesso. “Massimo  4-5 grammi al giorno (compreso il sale che già di per sé è contenuto nei cibi, quindi circa 3 grammi da aggiungere come condimento) soprattutto nei soggetti in cui la dieta sia povera di calcio o di fosforo e ricca di proteine”.

Acqua sì, acqua no – Le opinioni intorno alla quantità di liquidi da bere sono controverse, primo perché i liquidi contengono sali minerali, secondo perché la diluizione delle urine comporta anche la diluizione di quelle sostanze che inibiscono la formazione dei cristalli e quindi dei calcoli. “In ogni caso – puntualizza Bernardi – il vantaggio dell`apporto di liquidi è senz`altro maggiore rispetto ai rischi”. Bere aiuta infatti a diminuire la parte non disciolta dei sali. Il consiglio della specialista è di “incrementare l’assunzione di liquidi fino a 2 litri al giorno usando acqua con basso contenuto di sodio e calcio“. Quindi “si può bere acqua di rubinetto o comunque che abbia un contenuto di calcio inferiore a 50-60 mg per litro, ma ad esempio si deve limitare il latte per la presenza di calcio, il caffè e i succhi di frutta per la presenza in questi di elevate quantità di ossalati, che combinandosi con il calcio producono i calcoli di ossalato di calcio”. Da evitare anche l’acqua gassata, che può acidificare le urine.

 

La classifica dei vegetali – Altro suggerimento, le verdure. I nutrizionisti suggeriscono solitamente 5 porzioni al giorno, tra ortaggi e frutta. Contro la calcolosi, però, è bene saper distinguere. Meglio orientarsi sui prodotti in cui la natura ha concentrato meno ossalati. Carote (33 mg per 100 grammi), sedano (50 mg) e cavolfiore (60 mg) battono bietole (690 mg di ossalato per 100 grammi) e spinaci (676 mg). Virtuose per i nostri reni sono anche le arance, con appena 24 mg di ossalati, mentre per i golosi non sarà piacevole sapere che il cacao in polvere ne contiene 450 mg su 100 grammi. Tra gli alimenti consigliati c`è il limone, che ha potere solvente sui calcoli facilitandone lo scioglimento e agendo da “scudo” per i calcoli. Anche la cipolla aiuta: con il suo effetto diuretico favorisce l`eliminazione di acido urico. Così come prezzemolo, sedano, carciofo, cavolo e mela.

 

Occhio alle purine e alla renella – Una dietoterapia della calcolosi deve però far attenzione anche ad altro. Alle purine, ad esempio, molecole che il metabolismo trasforma in cristalli di urato che producono, in ambiente acido, calcoli di urato o depositi (la cosiddetta renella). Ecco perché è preferibile limitare a rare occasioni il consumo di alimenti che ne sono ricchi come tutti i salumi ed insaccati, alici, acciughe, sardine, scampi, gamberi e cozze, merluzzo e trote, ma anche di fegato, pancetta affumicata, tacchino, interiora, estratti di carne e selvaggina. Pane, riso e pasta, ma anche formaggi, vegetali verdi, uova contengono meno purine. Lo stesso vale per la frutta, ma attenzione, spiega Bernardi, “bisogna ridurre gli alimenti ricchi di fruttosio, come frutta molto matura, marmellate, o sciroppi, perché favoriscono la ritenzione di acido urico”.

 

Nel bicchiere non solo divieti – Gli alcolici non fanno bene ai reni. Unica concessione, il vino rosso. “A dosi moderate può produrre una significativa riduzione di tutte le cause di mortalità cardiovascolare per l’effetto antiossidante e alcalinizzante delle urine”, spiega Bernardi.  Stesso discorso vale per la birra che può aumentare gli inibitori della cristallizzazione, proteggendo dallo stress ossidativo. “Ad esempio – conclude la specialista -, sostanze estratte dal luppolo possono stabilizzare il pH urinario, riducendo la possibilità di calcolosi“.

fonte SALUTE24.it


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