Archivio per aprile 2009

Colon irritabile? Colpa dello stress

Lo stress non è solo una questione di testa. A risentirne è anche l’intestino: un italiano su cinque soffre di colon irritabile, un disturbo gastrointestinale che colpisce soprattutto tra i 18 e i 50 anni.  

L’incidenza è in crescita anche tra giovani e giovanissimi, sintomo che lo stress non è solo affare da adulti, ma un problema anche per ragazzi e, in alcuni casi, addirittura per i bambini. Della patologia, sempre più diffusa, si è discusso a Firenze. “I fattori psicologici ed emotivi – ci ha detto Giacomo Pagliaro, docente di Kinesiologia applicata all’Università di Chieti – hanno un ruolo determinante: i disturbi hanno spesso cause lontane nel tempo, come traumi infantili. Oppure – continua Pagliaro – affiorano in seguito a una difficile gestione dei rapporti familiari, specie tra generazioni diverse”. Occhio quindi ai trentenni che vivono ancora con mamma e papà. A confermare una relazione diretta con la psiche anche un altro fattore: “Nei malati affetti da colon irritabile – osserva Pagliaro – si nota la presenza anche di disturbi psicologici come attacchi di panico, ansia, fino addirittura all’isteria”.

 

Lo stress, però, non è l’unica causa scatenante: influiscono anche la predisposizione genetica, l’alterazione della flora intestinale e del sistema immunitario, oltre che una variazione a livello ormonale. “La combinazione di questi fattori è sempre più frequente – conferma l’esperto. Questo dovrebbe portare a un nuovo approccio, farmacologico se necessario, ma non solo”. Un approccio che Pagliaro definisce “olistico” e che “dovrebbe tener conto non solo del riequilibrio psicologico ed emotivo, ma anche di quello organico e ormonale”.

 

Come? Pagliaro preferisce far ricorso alla medicina non convenzionale, escludendo il ricorso inappropriato a psicofarmaci: “Si potrebbe fare una cura che comprenda aloe (per migliorare lo stato della parete intestinale), melissa (per l’aspetto emotivo), acido lipoico in associazione a un semplice probiotico”.  

 

Fonte SALUTE24.it

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Lampade solari killer: prima causa di melanoma per le donne under 30

Tintarella killer: sotto accusa da parte del Cancer Research Center della Gran Bretagna l’ossessione per l’abbronzatura a tutti i costi e le docce solari, responsabili del cancro alla pelle che, tra le ragazze tra i 20 e i 29 anni, causa più vittime del tumore al collo dell’utero. 

La mania di mantenere un innaturale colorito estivo anche durante i mesi invernali facendo ricorso a cabine solari e lampade a raggi ultravioletti rischia di assumere, secondo gli esperti, le dimensioni di una vera e propria malattia psichica, la tanoressia [*]. Giovani e giovanissime sembrano infatti non ascoltare i ripetuti allarmi di dermatologi e oncologi: la tintarella artificiale è una delle cause scatenanti del melanoma, un tumore con un’incidenza, tra le under 30, del 30% in più rispetto al cancro al seno.

 

La pelle abbronzata sembra quasi un must da difendere dai ripetuti attacchi di medici ed esperti: bando alle creme protettive e agli schermi totali, l’obiettivo primo è raggiungere l’agognato colorito il prima possibile con lozioni che addirittura funzionano da intensificatori della tintarella. In realtà, spiegano i ricercatori, per prevenire il melanoma docce e cabine solari non sono luoghi da evitare in assoluto: basterebbe proteggersi dalla sovraesposizione dei raggi artificiali, che possono arrivare a essere anche 10 volte più potenti di quelli del sole di mezzogiorno, e di conseguenza molto più pericolosi.

 

Visite dermatologiche cautelative, centri estetici con apparecchiature di ultima generazione, creme prottetive adatte al proprio fenotipo: sono questi i consigli dei medici per prevenire le malattie della pelle legate all’iperesposizione alla tintarella. Oppure, evitare lampade e lettini e godersi una giornata di sole all’aria aperta, sempre senza dimenticare di proteggere la pelle con filtri adatti alla propria cute e alla stagione.

 

fonte SALUTE24.it

 

[*] La tanoressia è l’ossessione da abbronzatura: chi ha questo disturbo non può fare a meno di pensare alla propria pelle e al suo colore, e si sente a suo agio solo quando la “tintarella” è perfetta. Non appena l’abbronzatura sbiadisce, si precipita a prendere il sole, se la stagione lo permette, o altrimenti corre al primo solarium disponibile. Per ottenere un effetto abbronzante più rapido molti individui che hanno questo disturbo tendono a esporsi al sole – o alle lampade – privi di ogni protezione. I sintomi sono simili a una vera e propria dipendenza: l’impossibilità di abbronzarsi, in alcuni soggetti, induce a comportamenti simili all’astinenza da alcol e droga.

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Un viaggio meraviglioso verso la vita!

Tratto dal sito gravidanzaonline.it che ringraziamo per il pregevole lavoro eseguito.

  

spermatozoo e ovuloLa grande avventura della vita comincia con un viaggio. Un viaggio difficile e faticoso: quello dello spermatozoo – l’unico, tra circa 200 milioni di “concorrenti” proiettati nell’apparato genitale femminile a ogni eiaculazione – che, dopo un’impervia risalita, riesce a incontrare l’ovulo nella tuba, luogo del fatale appuntamento.

 

È solo dopo questo rendez-vous che si può parlare di fecondazione. E proprio all’unione tra ovocita e spermatozoo si riferisce, infatti, il termine zigote, con cui viene chiamato l’embrione umano all’inizio del suo sviluppo. Lo zigote è la cellula primordiale di ogni essere umano, quella in cui compare il Dna proprio del nuovo organismo, formato dall’unione di una metà del genoma della madre e di una metà di quello del padre. 

 

 

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Si ringrazia la testata giornalistica “gravidanzaonline.it” nella persona del Direttore Responsabile: Marco Fasolino,  per i contenuti fornitoci.

Il prurito non è più un mistero: ecco perché ci si gratta

Nessuno sfugge all’istinto umano che forse più ci avvicina alle scimmie: grattarsi. Ma perché il prurito ci fa sentire l’irresistibile desiderio di sfregare il nostro corpo? E perché appagare questo bisogno è così piacevole? Le risposte arrivano da una ricerca dell’Università del Minnesota pubblicata su Nature Neuroscience: sarebbe colpa di alcuni “neuroni del prurito”.

Precisi segnali – La “sala di comando” del prurito si troverebbe in una specifica zona della colonna vertebrale, il tratto ipotalamico. Quando la pelle viene aggredita da sostanze pruriginose, i neuroni del tratto ipotalamico diventano iperattivi e inviano il segnale di prurito. A questo punto solo grattarsi può placare i neuroni “impazziti” che, rilassandosi, ci fanno provare la tanto piacevole sensazione di sollievo. A volte capita di grattarsi anche senza prurito? È un’attività più frequente di quanto non si creda: in questo caso, però, ferma restando la sensazione piacevole che regala il grattarsi, l’attività neuronale resta normale, perché i “neuroni del prurito” si imbizzarriscono solo in presenza di uno stimolo.

Il “mistero del prurito” – Il meccanismo del prurito, ossia perché basta un sapiente uso delle unghie per procurare tanto sollievo, era un meccanismo, finora, quasi del tutto ignoto. Precedenti studi avevano già dimostrato che il piacere di grattarsi aveva origine nel nostro cervello, ma si erano limitati a identificare le aree della corteccia cerebrale che si attivavano o si spegnevano attraverso lo sfregamento della cute. Grazie a quest’ultima ricerca, invece, Glenn Giesler Jr. e i suoi colleghi sono stati non solo in grado di circoscrivere l’area da cui parte “l’ordine” di grattarsi, ma sono riusciti anche a capire perché grattarsi elimina il prurito.

Sindrome metabolica: sono quattro milioni gli italiani a rischio

IN PIAZZA (tranne a Marsala!) PER LA PREVENZIONE IL 25 E 26 APRILE

manifestazione-25-26-aprile-2009La dieta mediterranea non può tutto: oltre la metà della popolazione italiana è in sovrappeso, e oltre 4 milioni di italiani risultano obesi. Un italiano su 3, poi, soffre di ipertensione arteriosa e 1 su 5 di ipercolesterolemia, e intanto raddoppiano i casi di diabete di tipo 2, quello insulino-resistente tipico dell`età adulta. Anche la salutare dieta mediterranea nulla può, spiegano gli esperti, davanti a 8-10 ore di completa sedentarietà in ufficio. L`unica arma per combattere obesità, diabete, colesterolo e ipertensione, affermano gli esperti, è la prevenzione. Ed è per prevenire queste patologie che nasce la seconda edizione di “Rimisuriamoci. Togli centimetri, aggiungi salute“, la campagna indetta dalla Croce Rossa e dalle farmacie del network Valore Salute per prevenire la sindrome metabolica, una patologia molto diffusa che ha come punto di partenza proprio l`obesità e il sovrappeso.

Il 25 e 26 aprile, in circa 350 piazze italiane, saranno istallate tende da campo della Croce Rossa Italiana dove, dalle 9 del mattino in poi, grazie alla presenza dei volontari della CRI e dei medici della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), si potrà fruire dei seguenti servizi gratuiti:

– a digiuno, misurazioni di peso corporeo, statura e girovita; calcolo dell`Indice di Massa Corporea (IMC); misurazione di pressione arteriosa, glicemia, colesterolemia e trigliceridemia;

consulto medico, nel corso del quale saranno messi in rilievo i fattori di rischio emersi dallo screening effettuato. Si procederà poi alla compilazione della scheda di riepilogo di tutti i dati rilevati, sui quali le persone interessate potranno riflettere per modificare, sotto la guida del proprio medico, i comportamenti erronei che espongono agli effetti della sindrome metabolica (obesità, diabete, colesterolo, ipertensione);

– distribuzione gratuita del libro “Cibo & Salute”, curato da Giuliano Da Villa, consigliere del Commissario CRI e curatore della Campagna, che fornisce una guida pratica per la scelta dei cibi – non solo dal punto di vista energetico, ma anche dei nutrienti (proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali), indispensabili per la salute – e per lo svolgimento dell`attività fisica giornaliera, elemento fondamentale per il buon mantenimento del nostro corpo, ma anche della mente e dell`umore.

Per conoscere l`elenco delle piazze in cui sarà possibile partecipare alla campagna di prevenzione, visitare la pagina 415 del Televideo o andare sul sito www.cri.it o su http://www.valoresalute.it.

La campagna continuerà anche al termine delle due giornate: il primo sabato di ogni mese, fino al 31 dicembre 2009, sarà possibile recarsi, a digiuno, in una delle farmacie che espongono il marchio Valore Salute per proseguire l`iniziativa di screening e “rimisurare” – sempre gratuitamente – le persone già testate il 25 ed il 26 aprile o quelle che non hanno avuto l`opportunità di farsi controllare.

Festa della Liberazione …

Il 25 aprile è la Festa della Liberazione: ricordiamoci che uomini e donne di tutte le età sono morti allora, per garantirci i diritti democratici dei quali oggi godiamo grazie a loro.

La “Festa della Liberazione” ricorda la fine del periodo nazi-fascista e, appunto, la liberazione dell’Italia dalla dittatura di Mussolini (alleato di Hitler) e la vittoria dei Partigiani antifascisti che organizzarono la Resistenza per riconquistare la libertà e la democrazia.
Proprio il 25 aprile 1945 i Partigiani (con l’aiuto e l’appoggio degli Alleati americani e inglesi) entrarono vittoriosi nelle principali città, liberando l’Italia e gettando le basi per una nuova democrazia.

I Partigiani erano uomini, donne, ragazzi, soldati, sacerdoti, lavoratori, operai, contadini, socialisti, cattolici, comunisti: insomma, gente di diverse idee politiche o fede religiosa, e di diverse classi sociali, ma che avevano deciso di impegnarsi in prima persona (rischiando la propria vita) per porre fine al fascismo e fondare in Italia una democrazia, basata sul rispetto dei diritti umani, della libertà individuale, senza distinzione di razza, di idee, di sesso e di religione.

La Costituzione Italiana attuale, nata dalle idee di democrazia e di libertà degli antifascisti, fu elaborata negli anni successivi proprio da quegli uomini che avevano lottato contro il fascismo. Si dice, infatti, che la nostra Costituzione è figlia della Resistenza antifascista.

Oggi la “Festa del 25 aprile” viene chiamata anche Festa della Libertà: è un’occasione per ricordare che la libertà non è un valore gratuito che esiste automaticamente o una condizione che si mantiene da sola.

La libertà va difesa giorno per giorno: ancora oggi, nella nostra nazione, esistono persone e politici che non sempre agiscono nel rispetto della libertà e della democrazia e tutti noi dobbiamo tenere sempre gli occhi ben aperti se vogliamo custodire questo bene prezioso che garantisce alle persone di vivere al meglio possibile.

Qualcuno ha anche cercato di confondere le idee, usando la parola “libertà” e la denominazione di “Festa della Libertà” con significati che non hanno alcun riferimento ai valori del 25 Aprile ma si rifanno solo al nome di un partito politico. 

Ma, come si sa, la storia del 25 Aprile è chiara e definita e quei valori sono in vigore per tutti (anche per chi li misconosce, non li condivide o per chi è ignorante di storia).

La Costituzione della Repubblica Italiana vale anche per loro.

Insonnia e ipertensione: quando dormire poco fa male al cuore

Insonni cronici, e per giunta ipertesi. Dormire poco e male farebbe aumentare il rischio di ipertensione: a dimostrarlo è una ricerca americana pubblicata sulla rivista Sleep. Tra i soggetti che si sono sottoposti ai test – 1.741 tra uomini e donne di un’età media di 49 anni che hanno trascorso una notte presso il laboratorio del sonno e hanno risposto a un questionario sulla loro qualità del riposo – è stato riscontrato un costante legame tra insonnia cronica e alti valori di pressione arteriosa: studi precedenti avevano infatti dimostrato che una breve durata del sonno è associata all’ipersecrezione di cortisolo e all’aumento della frequenza del battito cardiaco, condizioni che possono condurre all’insorgenza di disturbi cardiovascolari. “Per anni siamo stati a conoscenza del fatto che gli insonni corrono alti rischi per quanto riguarda depressione e altri disordini psichiatrici – afferma Alexandros N. Vgontzas, coordinatore della ricerca – e adesso stiamo approfondendo i legami con altre complicazioni legate alle patologie cardiovascolari”. Si tratta di una correlazione non misurabile, per il momento, per cui sono previste ulteriori ricerche. Dormire almeno sei ore per notte, quindi, è il consiglio dei medici, per garantire all’organismo il giusto riposo e prevenire una serie di disturbi, tra i quali anche l’obesità e il diabete, correlati all’abitudine a trascorrere le notti in bianco.

fonte SALUTE24.it


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