Parliamo di Papillomavirus con …

Tratteremo di PAPILLOMAVIRUS, con l’equipe ostetrico-ginecologica di GALENOsalute coordinata dal dott. Francesco Picciotto che si avvale della collaborazione della dott.ssa Giovanna Schillaci, della dott.ssa Lucia Fiorella, della dott.ssa Antonella Pane e del dott. Eugenio Catinella, per conoscerlo e per combatterlo.

L’HPV, conosciuto anche con il nome di Papillomavirus Umano, è un virus che può portare al cancro del collo dell’utero. Ma non solo. È responsabile di un’ampia gamma di patologie tra cui i condilomi, le lesioni cervicali e le neoplasie anogenitali. A differenza di tutti gli altri tumori, il cancro del collo dell’utero ha una causa certa: il Papillomavirus Umano. Per questo è così importante informarsi sull’HPV per prevenirlo e combatterlo.

Diffuso in tutto il mondo | Il Papillomavirus è diffuso fino al 75% della popolazione sessualmente attiva. Una percentuale che fa riflettere, soprattutto se si pensa che il picco d’infezione appartiene alle adolescenti e alle giovani adulte fino ai 25 anni d’età. C’è da dire che nella maggior parte dei casi (70-90%) l’infezione è transitoria e guarisce spontaneamente, quindi il tumore non si sviluppa. I dati sono comunque importanti e identificativi della situazione. Ogni anno il cancro del collo dell’utero viene diagnosticato a circa 470.000 donne delle quali 33.500 in Europa e 3.500 solo in Italia. Circa la metà delle donne colpite dalla malattia, muore: 15.000 i decessi in Europa, 1.100 in Italia. Per non parlare delle altre patologie: sono centinaia di migliaia le donne con condilomi genitali, lesioni precancerose, neoplasie anogenitali.  

Come si trasmette | L’infezione avviene attraverso i rapporti intimi. Il contagio dell’HPV, infatti, riguarda l’80% delle persone sessualmente attive, che attraverso un contatto fisico tra genitali si possono “passare” il virus.  

I terribili 4 e 100 varianti | L’HPV è costituito da 100 tipi virali, chiamati anche genotipi. I genotipi sono suddivisi in due categorie: quelli a basso rischio, che possono portare a lesioni benigne (ad esempio i condilomi) e quelli ad alto rischio che sono spesso responsabili del cancro del collo dell’utero. I tipi più coinvolti nelle patologie a carico dell’apparato riproduttivo delle donne sono 4 e cioè: i tipi 6,11,16 e 18. I tipi 16 e 18 causano il 75% dei casi di cancro del collo dell’utero e il 70% dei tumori alla vulva e alla vagina. I tipi 6 e 11 sono coinvolti nel 90% dei condilomi genitali e nel 15% circa delle lesioni precoci del collo dell’utero.  

All’origine un’infezione virale | Il cancro del collo dell’utero è l’unico tumore che si sviluppa da un’infezione virale, come riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La causa è l’HPV (Human Papillomavirus), un virus capace di infettare le cellule della cervice, trasformandole in cellule neoplastiche. In Europa rappresenta la seconda causa di morte, dopo il cancro alla mammella, tra le donne in età compresa tra i 15 e i 44 anni. La prima nei Paesi in via di sviluppo, dove è il tumore femminile più frequente. L’HPV si trasmette attraverso i rapporti sessuali e il preservativo non garantisce una sicurezza al 100% perché le zone colpite dal virus possono essere fuori dall’area protetta.  

Dall’HPV al tumore | Per fortuna nella maggior parte dei casi (si stima tra il 70 e il 90%) l’infezione non lascia segni e guarisce spontaneamente nel corso di 2 anni, soprattutto grazie al nostro sistema immunitario. Quando non avviene questa guarigione, e quindi il virus rimane nel nostro organismo, possono svilupparsi le lesioni precancerose. Questo di solito è dovuto alla persistenza di certi genotipi ad alto rischio che resistono più a lungo, e ad alcuni fattori come il fumo, che agevolano e fanno progredire l’HPV. Tra l’infezione e l’insorgere delle lesioni precancerose di solito trascorrono anni, ma possono verificarsi anche tempi minori, ad esempio poco più di 12 mesi. Per non correre rischi inutili insieme al PAP test e ai programmi di screening, ora c’è anche il vaccino: tutti strumenti fondamentali per prevenire il cancro del collo dell’utero.

LE CARATTERISTICHE DEL VACCINO | Anche in Italia è finalmente arrivato il vaccino contro l’HPV. Previene il cancro del collo dell’utero, le lesioni precancerose e i condilomi, da tipi di HPV 6, 11, 16, 18. L’efficacia del vaccino è stata già provata su oltre 20.000 ragazze e donne in 33 Paesi in tutto il mondo. Il vaccino costituisce quindi uno scudo protettivo che impedisce al Papillomavirus di entrare nell’organismo e in seguito di proliferare. I test condotti confermano che la protezione clinica continua nel tempo e che la memoria immunitaria esiste. Ovviamente il vaccino non è terapeutico, ovvero non cura le lesioni o le infezioni già presenti.  

Una protezione efficace | Il vaccino è indirizzato agli adolescenti (di entrambi i sessi), tra i 9 e i 15 anni e alle giovani donne, tra i 16 e i 26 anni. In Italia sarà gratuito per le ragazze di 12 anni (ragazze che hanno compiuto 11 anni fino al compimento del dodicesimo anno di vita), mentre per tutte le altre è possibile acquistarlo in farmacia, dietro prescrizione medica. Oggi vaccinarsi diventa un gesto importante per la propria vita e per quella delle nostre figlie.  

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.


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