Pressione alta: dai piselli dell’orto una proteina per ridurla

piselliC`è quello odoroso, il pisum sativum, quello verde, familiare alle zuppe degli italiani, quello “mangiatutto”, conosciuto come taccola, del quale si gustano insieme seme e baccello. Adesso c`è anche una varietà salva-reni. La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori canadesi che armati di rastrello e microscopio hanno messo su una serra coltivata con la comunissima varietà di piselli da giardino. Constatando che sono buoni per il palato ma anche per abbassare la pressione alta ed contrastare i danni nella malattia renale cronica.  

Da Mendel al Dna – Lo studio presentato durante il 237esimo Meeting della Società Americana di Chimica in corso a Salt Lake City, nello Utah, è un`ulteriore conferma che l`orto è fonte di benessere. Per la prima volta i ricercatori si sono trovati davanti una sostanza del tutto naturale in grado di alleviare i problemi a carico dei reni. L`intuizione è venuta a partire dalle mille proprietà riconosciute al legume: fonte di proteine nobili, ricco di fibre e vero giacimento di vitamine. Una miniera di salute, insomma, contenuta in una membrana appetitosa ma povera di grassi e colesterolo. La selezione tra le decine di specie diverse è caduta proprio sul pisum sativum, il pisello odoroso sul quale il padre della genetica Gregory Mendel sperimentava i suoi incroci. Dalla sua varietà da giardino di colore giallo è stata estratta una proteina in grado di contrastare l`ipertensione.

 

Lo studio – Dai piselli gialli i biologi hanno estratto la miscela salva-pressione, costituita da una proteina idrolizzata del legume. Introdotta nella dieta di cavie colpite da policistosi renale, ha ridotto la pressione sanguigna del 20%. Un sollievo per i reni sotto attacco, che hanno cominciato a lavorare meglio, filtrando le tossine del plasma con più efficienza. “Nelle persone con pressione arteriosa alta la nostra proteina potrebbe ritarda o impedire l`insorgenza di danni renali”, ha spiegato Rotimi Aluko, chimico dell`Università di Manitoba, in Canada, che ha diretto la ricerca.

 

Obiettivo nutraceutico – Zuppe e sformati a base di legumi, però, non sono sufficienti ad aiutare l`organismo. Le proteine in questione sono infatti inattive e vanno “stimolate” con particolari enzimi. L`obiettivo dei ricercatori è di arrivare entro un anno alla creazione di un prodotto per l`uomo, un estratto in polvere da sciogliere in acqua, una compressa o un integratore alimentare. Una formula, promette Aluko, senza le controindicazioni “sociali” provocate dai legumi. “Niente gas”, ha precisato il ricercatore, ma solo gli effetti benefici per la pressione.

 

I numeri – L`ipertensione come causa di insufficienza renale cronica è infatti spesso sottovalutata. Invece, circa l`8% dei danni ai reni arriva proprio dalla pressione alta. In Italia sono oltre 15 milioni le persone affette da quadri più o meno gravi di ipertensione arteriosa, 3 milioni non sanno di essere ipertesi. Cinque milioni sono invece gli italiani con insufficienza renale, una cifra che cresce al ritmo di 10 mila casi l`anno.

 

fonte SALUTE24.it

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