Insonnia e ipertensione: quando dormire poco fa male al cuore

Insonni cronici, e per giunta ipertesi. Dormire poco e male farebbe aumentare il rischio di ipertensione: a dimostrarlo è una ricerca americana pubblicata sulla rivista Sleep. Tra i soggetti che si sono sottoposti ai test – 1.741 tra uomini e donne di un’età media di 49 anni che hanno trascorso una notte presso il laboratorio del sonno e hanno risposto a un questionario sulla loro qualità del riposo – è stato riscontrato un costante legame tra insonnia cronica e alti valori di pressione arteriosa: studi precedenti avevano infatti dimostrato che una breve durata del sonno è associata all’ipersecrezione di cortisolo e all’aumento della frequenza del battito cardiaco, condizioni che possono condurre all’insorgenza di disturbi cardiovascolari. “Per anni siamo stati a conoscenza del fatto che gli insonni corrono alti rischi per quanto riguarda depressione e altri disordini psichiatrici – afferma Alexandros N. Vgontzas, coordinatore della ricerca – e adesso stiamo approfondendo i legami con altre complicazioni legate alle patologie cardiovascolari”. Si tratta di una correlazione non misurabile, per il momento, per cui sono previste ulteriori ricerche. Dormire almeno sei ore per notte, quindi, è il consiglio dei medici, per garantire all’organismo il giusto riposo e prevenire una serie di disturbi, tra i quali anche l’obesità e il diabete, correlati all’abitudine a trascorrere le notti in bianco.

fonte SALUTE24.it


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