Nuovo test in quindici minuti per il mal di schiena

Affligge milioni di persone in tutto il mondo e le sue cause possono essere diverse: è il mal di schiena. Posture scorrette, scarsa attività fisica, sforzi eccessivi, ernie e protrusioni possono scatenare questo fastidiosissimo, e a volte molto intenso, dolore.
Proprio per riuscire a individuare quali siano i meccanismi che provocano il mal di schiena cronico e per individuare le migliori opzioni terapeutiche possibili, incluso l’intervento chirurgico, il dott. Joachim Scholz, anestesista presso il Massachusetts General Hospital di Boston, ha messo a punto un test rapido ed economico.
Non sono infatti affidabili, per Scholz, i profili di autovalutazione del proprio dolore fatti dai pazienti: questi questionari, inoltre, non possono svelare le cause che provocano il mal di schiena.
Il dott. Scholz ha illustrato il funzionamento del suo test sulla rivista “PloS Medicine“, nella quale il clinico americano racconta anche la propria esperienza con 187 pazienti sofferenti di mal di schiena cronico. Il dottore conosceva le cause del dolore di tutti questi soggetti: per alcuni era di natura neuropatica, dovuta a infiammazioni dei
nervi causate dal diabete o dal c.d. “fuoco di S. Antonio” (virus herpes zoster), per altri, invece, la sofferenza alle terga era dovuta ad altri fattori.
Tutti i soggetti sono stati visitati accuratamente e poi sottoposti a 23 semplici test in ambulatorio: facendo questo, il dott. Scholz ha potuto creare 8 sottogruppi di pazienti, dividendo il campione dei soggetti esaminati in base ai segni e alla sintomatologia associati al mal di schiena.
Raccogliendo e analizzando tutti i dati, l’equipe di Scholz ha messo a punto il test “StEP”, che significa “Valutazione Standardizzata del dolore”: si tratta di 6 domande e 10 piccoli esami fisici (per esempio la reazione cutanea a una variazione di temperatura), che sono volti a determinare se il mal di schiena sia di origine neuropatica, derivante cioè da un interessamento dei nervi, oppure no.
Il tutto si svolge in soli quindici minuti. Per valutare l’efficacia predittiva di StEP, il nuovo test è stato effettuato su altri 137 soggetti sofferenti alla schiena, di cui non si conoscevano le cause del dolore: i pazienti, dopo essere stati visitati da un neurochirurgo e da un reumatologo, sono stati sottoposti a StEP da un terzo medico, ignaro delle valutazioni diagnostiche effettuate dai suoi due colleghi.
StEP ha prodotto risultati sorprendenti: non solo il nuovo test ha individuato correttamente le cause dei diversi mal di schiena, ma si è persino mostrato più preciso e affidabile degli esami in uso nel diagnosticare quei mal di schiena di origine neuropatica. La stessa risonanza magnetica, infatti, dà spesso risultati ingannevoli, evidenziando una degenerazione dei dischi spinali senza che la persona accusi dolore.
I vantaggi che StEP può offrire alla diagnostica sono evidenti: si tratta di un solo esame, effettuabile in ambulatorio e in soli 15 minuti, senza l’ausilio di particolari attrezzature o macchinari.
Il dott. Scholz spiega che la cura del dolore neuropatico è molto diversa dal trattamento ipotizzato se i nervi sono intatti: per questo spesso diagnosi sbagliate o imprecise non risolvono il problema e comportano interventi chirurgici e terapie inutili.
Il dottor Clifford Woolf, collaboratore di Scholz e direttore del gruppo di ricerca sulla Plasticità Neuronale del Massachusetts General Hospital, precisa che StEP analizza le singole componenti del dolore alla schiena e consente di creare una specie di “impronta digitale” del dolore accusato da ogni singola e differente persona. La terapia può essere dunque più mirata ed efficace per ogni singolo individuo.
La nuova tecnica diagnostica StEP è a basso costo e più precisa di sistemi di imaging molto più complessi e costosi (come la RMN): per Woolf questo prova che la medicina basata sull’evidenza può migliorare la pratica clinica e tagliare le spese in sanità, offrendo anche un miglior servizio a chi soffre.
Il nuovo test StEP è, ovviamente ancora sottoposta a verifiche cliniche di adeguatezza e fattibilità, ma i suoi inventori lo hanno illustrato gratuitamente su internet: chiunque fra i medici e pazienti interessati può, pertanto, informarsi su come effettuarlo semplicemente navigando in rete.

 

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