VEGF, la proteina che regola l’infiammazione e l’angiogenesi

Uno studio pubblicato su Gastroenterology dimostra il ruolo chiave di una proteina, VEGF, nel modulare la risposta infiammatoria intestinale. Ecco quali nuovi scenari terapeutici apre questa scoperta per la cura di morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa.

E’ stato pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Gastroenterology il risultato di uno studio condotto dal team del Centro di Ricerca per le Malattie infiammatorie croniche intestinali di Fondazione Humanitas per la Ricerca, diretto dal dottor Silvio Danese, sull’angiogenesi nelle malattie infiammatorie intestinali (IBD), morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa.

Lo studio dimostra il ruolo chiave di una particolare proteina, VEGF, nel modulare la risposta infiammatoria intestinale nei pazienti affetti da IBD. Le malattie infiammatorie croniche intestinali colpiscono più di 4 milioni di persone nel mondo, e circa 200 mila solo in Italia, e si manifestano in modo diverso da paziente a paziente per sintomi, decorso clinico ed impatto sulla qualità di vita di chi ne è affetto. Fino a 10 anni fa le cure per queste malattie invalidanti erano poche, e i pazienti andavano incontro a ripetuti interventi chirurgici. Oggi invece farmaci diversi permettono di tenere sotto controllo l’infiammazione: grazie alla ricerca, che negli ultimi anni ha compiuto importanti progressi e ha aperto la strada a prospettive terapeutiche innovative. “Questo studio, in particolare – spiega il dottor Danese, che in Humanitas coordina il Centro per le malattie infiammatorie intestinali – dimostra per la prima volta la duplice funzione di VEGF, uno dei fattori di crescita dell’endotelio vascolare, ossia le proteine che regolano l’angiogenesi. L’angiogenesi, ovvero il meccanismo per cui il nostro organismo produce costantemente nuovi vasi sanguigni, è un fenomeno che comincia a livello embrionale, prosegue durante il nostro sviluppo e si ripete costantemente per contribuire al ricambio fisiologico dei tessuti e alla riparazione di quelli danneggiati. In un nostro studio precedente, pubblicato su Gastroenterology, proprio la formazione di nuovi vasi sanguigni era stata identificata come componente dell’infiammazione intestinale, che rende disponibili un maggior numero di sostanze nutritizie ai globuli bianchi responsabili del danno infiammatorio. In quest’ultimo studio invece ci siamo concentrati su una molecola chiave dell’angiogenesi, VEGF appunto, riscontrando che non solo è presente in considerevoli quantità in entrambe le forme di malattie infiammatorie intestinali, ma che ha anche un’azione pro-infiammatoria, in quanto promuove favorisce il recruitment dei globuli bianchi nell’intestino. I risultati di questa ricerca, dunque, aprono una nuova strada per la cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali: la messa a punto di farmaci in grado di bloccare questa particolare proteina. Inibire la sua funzione, infatti consente al tempo stesso di bloccare l’angiogenesi e il reclutamento dei globuli bianchi nell’intestino”. Un’ulteriore conferma, questa, della validità degli studi sull’angiogenesi, che negli ultimi anni hanno portato alla messa a punto di soluzioni terapeutiche rivelatesi utili in combinazione con altre cure in diversi settori come l’oncologia e che potrebbero applicarsi anche alle IBD.

fonte Humanitas  Salute

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