Parliamo di Roncopatie con …

Tratteremo di RONCOPATIA e SINDROME DELLE APNEE DEL SONNO con il dott. Bianco Giacomo, medico specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale, medico specialista in Foniatria, esperto nella chirurgia del russamento (uvulopalatoplastica), esperto nelle patologie del naso e dei seni paranasali, esperto nella chirurgia delle ghiandole salivari, nostro Ospite in GALENOsalute. 

uomo che dormeDiagnosi | La diagnosi è volta, in primo luogo, a distinguere il russatore semplice dal russatore apnoico, a determinare, ove esistano, le alterazioni anatomiche causa del fenomeno, a svelare l’esistenza di complicanze.  

Un momento fondamentale nella diagnosi della roncopatia è la raccolta dettagliata della storia clinica (anamnesi) dal paziente e dai suoi familiari conviventi;  

  • visita otorinolaringoiatrica con endoscopia nasale a fibre ottiche e con fibrolaringoscopia laringea con test di Muller;
  • è importante consultare un medico specialista in medicina del sonno che possa valutare le anomalie, anche con l’ausilio di un esame detto “polisonnografia”, che registrando i gli atti respiratori, e le loro caratteristiche, durante il sonno del paziente, consente, tra l’altro, di quantificare eventuali fenomeni apnoici, concorrendo così alla indicazione terapeutica, medica o chirurgica. 

L’esame polisonnografico consiste nella registrazione continua, simile a quella dell’holter elettrocardiografico o pressorio, durante il sonno del paziente, di diversi parametri fisiologici: il flusso respiratorio nasale, il livello di saturazione dell’ossigeno del sangue, l’ECG, i movimenti respiratori toracici e addominali e l’intensità dei suoni emessi. I dati registrati su una piccola scheda magnetica saranno poi riversati su un computer, analizzati in dettaglio e refertati. La registrazione polisonnografica dura tra le 6 e le 7 ore. E’ possibile la registrazione anche al domicilio del paziente. 

  • visita cardiologica, pneumologia, dietologica, allergologica, endocrinologica, neurologica, con gli esami ed i test che i vari specialisti riterranno, di volta in volta, di prescrivere.    

Terapia medica | Sono da ricordare, in primo luogo, le regole igienico-sanitarie, volte a ridurre i fattori che favoriscono la roncopatia quali l’alcool, il tabacco, l’uso di sonniferi, gli abusi alimentari. Tra i momenti terapeutici grande importanza riveste la diminuzione del peso corporeo: i depositi di tessuto adiposo “all’interno della gola” concorrono, ostruendo lo spazio faringeo, a determinare difficoltà respiratoria e, vibrando, rumore. Auspicabile quindi è l’intervento di un dietologo.  

Tra i rimedi farmacologici i decongestionanti nasali, non vasocostrittori e in dose corretta, somministrati per un periodo accettabile, in determinate patologie nasali (es.: ipertrofia dei turbinati), riducendo la “turbolenza” del flusso aereo nasale, rendono più difficile la vibrazione delle strutture sottostanti – palato molle, ugola, base della lingue e faringe – ed il rumore conseguente a questa “vibrazione”.

Altra categoria di farmaci che può rivestire un ruolo nella cura della roncopatia è, ove esista una patologia da reflusso gastro-esofageo, quella dei farmaci c.d. “anti-reflusso” che, modulando la secrezione acida dello stomaco, ne riducono il reflusso verso l’alto, evitando così un ulteriore stimolo alla ipertrofia (aumento di spessore) delle strutture che abbiamo sopradescritto come responsabili della ostruzione e della vibrazione peculiari della roncopatia. 

Terapia meccanica | L’ossigenoterapia migliora la saturazione di ossigeno ma non riduce il numero di apnee, la loro durata e l’entità della roncopatia. La maschera a pressione positiva o CPAP (Continue Positive Air Pressure) consente l’insufflazione continua di aria sotto pressione per via nasale durante la notte; è attualmente il trattamento non chirurgico più efficace per far cessare gli episodi di apnea e, a pressioni leggermente superiori, anche la roncopatia.    

Terapia chirurgica | I trattamenti hanno lo scopo di migliorare la respirazione nasale e di correggere in modo specifico le alterazioni anatomiche connesse alla roncopatia.

L’adenoidectomia, associata o meno alla tonsillectomia, spesso è sufficiente per risolvere il problema nei bambini.

La tonsillectomia, associata o meno ad altri interventi sul palato, è indicata anche nell’adulto in caso di tonsille voluminose e ostruenti che, con un meccanismo a valvola durante la inspirazione, possono determinare apnea.

La settoplastica funzionale, consente di “riposizionare” il setto nasale deviato sulla linea mediana, rendendolo rettilineo al fine di ristabilire la pervietà nasale ed un corretto flusso aereo.

La riduzione di volume dei turbinati ipertrofici, ottenuta per “svuotamento” degli stessi o per loro decongestione con elettrobisturi, laser a diodi o bisturi a radiofrequenze: da evitare, e condannare, la “amputazione” totale o parziale (c.d. “decorticazione”) del turbinato stesso, pratica chirurgica grossolana e foriera, a distanza di tempo medio-lunga, di complicanze non più risolvibili.

Spesso occorre integrare la settoplastica e/o la tonsillectomia con una Uvulo Palato Plastica o UPP, che riduce il volume e lo spessore di ugola e palato molle ipertrofici, responsabili del rumore inspiratorio tipico del russamento.

Tutti gli interventi sopradescritti, effettuati presso centri affidabili, vengono ordinariamente eseguiti in regime ospedaliero di one-day surgery, cioè con un pernottamento post-intervento e dimissione nel corso della giornata successiva a quella dell’intervento stesso.  

Talvolta, solo per particolari e ben determinate indicazioni, vengono eseguiti interventi più complessi su faringe e base della lingua, anche con avanzamento della base della lingua stessa e del complesso osteo-muscolare con il quale essa prende rapporto: si tratta di interventi cruenti, invasivi, la effettuazione dei quali va riservata a pochi gravi e selezionati casi di roncopatia con apnee, presso centri di provata serietà ed affidabilità, stante la non indifferente frequenza di complicanze post operatorie su un intervento comunque caratterizzato da una convalescenza complessa.  

SE NON SI OPERA ……..CHE FARE? 

Posto che in alcuni casi di gravi apnee nel sonno esistono precise indicazioni ad un intervento chirurgico che comprenda uno o più degli atti suesposti, è importante – spesso risolutivo o quasi – perdere i chili in eccesso con una attività fisica ed una dieta corretta impostata e seguita da un dietologo: il sovrappeso aumenta in modo considerevole le probabilità di russare.     

  • Il pasto serale deve essere leggero e il più possibile sano. E’ bene diminuire il consumo di caffè e di alcool.

E’ consigliabile aiutare la respirazione nasale con adeguata terapia decongestionante nasale e curare, ove presente, la patologia da reflusso gastro-esofageo.     

Anche la posizione assunta prima di addormentarsi è importante: si deve infatti cercare di prendere sonno sdraiati su un fianco oppure proni. L’importante è non dormire supini per evitare un eccessivo rilassamento dei tessuti del velo palato molle e dell’ugola, che vibrano al passaggio dell’aria creando il tipico rumore del russamento.      

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.


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