Occhio all’allergia al sole

soleAttenti all’esposizione al sole se soffrite di fotodermatosi, l’allergia al sole. Quest’antipatica patologia rende intolleranti ai raggi solari e bastano pochi minuti d’esposizione per ritrovarsi la pelle coperta da vescicole e arrossata. Il problema riguarda soprattutto le giovani donne che hanno passato la pubertà (l’80 % dei pazienti), come ricorda, nel suo congresso annuale, la Società di Dermatologia medica (SIDeMaST). I medici segnalano che l’incidenza dell’allergia al sole è raddoppiata negli ultimi dieci anni, ma basterebbe mangiare più frutta e verdura per contrastare l’aumento dei casi. La fotodermatosi è un problema molto ignorato dalle persone comuni e, spesso, viene confuso con l’eritema solare, che fa accusare sintomi simili, come arrossamento e prurito dopo un’eccessiva esposizione al sole. Il coordinatore nazionale pro-tempore del Gruppo Italiano di Fotodermatologia (GIFDE), Antonello Baldo, segnala che i casi di fotodermatosi sono in aumento anche tra coloro che dovrebbero “curarsi” con la tintarella, come gli psoriasici, tra cui si registra un incremento del 7% delle allergie al sole, e le persone colpite da dermatite atopica. Non sono note e universalmente condivise le cause dell’allergia al sole: attualmente si pensa che alla base vi sia una predisposizione individuale, per cui chi si espone molto al sole, se non è incline alla fotodermatosi, non vede aumentare il proprio grado di rischio; al contrario, chi è predisposto all’allergia, diventa rosso con pochi minuti d’esposizione ai raggi solari. La colpa è anche della diffusione della mania della tintarella e della possibilità di fare viaggi in Paesi tropicali. Da non escludere, poi, l’effetto del sole diventato ‘più cattivo’ per l’assottigliamento della fascia d’ozono che filtra meno i raggi UV nocivi. Baldo spiega che bisogna evitare di fare “abbuffate” di sole in due-tre giorni, magari in un fine settimana al mare: tutto questo sole in così poco tempo fa male e rende la pelle più vulnerabile e intollerante. Da non dimenticare è, poi, che i danni solari si accumulano nel tempo nella nostra epidermide, che ne conserva memoria: da qui l’aumento dei casi di allergie e l’accresciuto rischio di melanomi. L’allergia al sole si manifesta con la bella stagione: tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. I sintomi, già citati e facilmente individuabili da un dermatologo esperto, sono l’arrossamento della pelle e la comparsa su essa di vescicole e bollicine. Nel nostro paese si riscontra, nella maggioranza dei casi, la forma meno aggressiva di fotodermatosi, per cui sono colpiti il décolleté e le braccia, ma viene risparmiato il viso. Secondo alcune stime il 15-20% degli italiani ha avuto un episodio di fotodermatosi che, nella metà dei casi, si ripresenta divenendo un problema abbastanza serio. ”Siamo di fronte ad un incredibile aumento delle fotodermatosi, una patologia emergente, quasi completamente ignorata dalla sanità pubblica perché viene considerata, a torto, minore”, ha spiegato Giovanni Leone, responsabile del servizio di Fotodermatologia dell’Istituto Dermatologico San Gallicano (IRCCS), di Roma e coordinatore del gruppo di Fotodermatologia della SIDeMaST. Le fotodermatosi, infatti, ”provocano sfoghi sulla pelle molto fastidiosi – continua Leone – chi ne è colpito deve usare cortisonici nella fase acuta e non può esporsi al sole. La qualità della vita peggiora e questo, generalmente, accade in periodi ‘strategici’ come quelli delle vacanze”. Per far fronte alla nuova emergenza, all’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, è nato un ambulatorio dedicato alle fotodermatosi, in cui sono a disposizione gli strumenti d’avanguardia per lo screening di queste affezioni. ”Nel nostro centro – precisa Leone – facciamo indagini sofisticate, attraverso un apparecchio speciale, il ‘simulatore solare’, in grado di riprodurre in laboratorio i raggi del sole. In questo modo realizziamo il check-up del fototipo, un esame indolore e non invasivo, che può stabilire con precisione come reagisce la pelle al sole. In base al risultato il medico può consigliare il filtro più adatto dell’esposizione solare”. E’ proprio sull’evoluzione dei filtri solari che puntano i ricercatori per bloccare la crescita esponenziale delle intolleranze al sole ed in particolare tramite l’assunzione di pastiglie per via orale. ”Ci aspettiamo molto, nel prossimo futuro, dalla fotoprotezione per via sistemica – continua Leone – cioè da quei prodotti che contribuiscono ad una protezione solare se presi per bocca”. ”Si tratta -prosegue l’esperto – di mix a base di antiossidanti, di derivati del betacarotene, di alcune vitamine. Oggi si cominciano a prendere circa un mese, o anche più, prima di esporsi al sole, ma non sostituiscono totalmente le creme. Piuttosto aiutano a difendere la pelle. Ma questo è un capitolo importante del prossimo futuro. Non a caso le ricerche sulla pillola protettiva contro il sole sono in continuo avanzamento”. Bisogna comunque evitare di ricorrere continuamente a farmaci e pasticche per ogni problema, anche per quello dei rischi derivanti dall’esposizione solare.

Cos’è la Fotodermatologia: Reazioni al sole, filtri solari, prevenzione dei danni legati ai raggi solari come l’invecchiamento della pelle, le macchie e persino i tumori cutanei. Sono alcuni argomenti studiati dalla fotodermatologia, quella branca delle dermatologia che si occupa degli effetti dei raggi ultravioletti, sia in negativo che in positivo. La prevenzione, dunque, non è l’unico obiettivo di questa specialità. Ci sono anche le terapie, ovvero la cura di malattie della pelle con i raggi ultravioletti. La fototerapia è molto utilizzata, in particolare, per due malattie: la psoriasi e la vitiligine, anche se oggi viene impiegata per curare persino particolari linfomi, la dermatite atopica, alcune allergie da contatto. L’evoluzione della disciplina è quella di utilizzare i raggi in modo sempre più circoscritto e mirato. Gli studi puntano, infatti, sulla messa a punto di luce molto selettive, che abbiano lunghezze d’onda che curano meglio e più velocemente, con meno danni sulla pelle.


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