La Cumarina

La cumarina (5-6 Benzo-alfa-Pirone), è una molecola derivata dall’anello fenilacrilico dell’acido cinnamico presente in molte piante ed in particolare in una fabacea denominata Melilotus.
La cumarina idrossilata in posizione 4 prende il nome di dicumarolo, molecola abbondantemente utilizzata in clinica per gli effetti anticoagulanti dati dall’antagonismo con la vitamina K.
melilotus officinalisLa droga ricavata dalla sommità fiorita fresca del Melilotus officinalis contiene, comunque solo la cumarina non idrossilata e quindi priva dell’effetto anticoagulante ma ricca di altre proprietà farmacologiche importanti. Difatti, da più di dieci anni viene utilizzata per ridurre la permeabilità vascolare e conseguentemente inibire la formazione di liquido sottocutaneo. Inoltre viene potenziata l’attività dei macrofagi e favorita la lisi proteica con conseguente riduzione di tessuto fibrotico negli arti fibromatosi.
In particolare la cumarina è stata studiata per l’utilizzo nei linfedemi e nelle elefantiasi, in queste condizioni patologiche la sua somministrazione prolungata riduce il volume e la circonferenza degli arti colpiti fino al 20% trasformando una condizione lentamente ingravescente in un lento miglioramento, riducendo il numero infezioni secondarie, la deformità legata all’elefantiasi e migliorando quindi considerevolmente il benessere percepito e la mobilità del paziente.
Sempre nel trattamento del linfedema grave, un anno di terapia con cumarina si è dimostrato in alcuni studi efficace nella riduzione di ogni grado di questo problema, il miglioramento è certamente lento e richiede tempi piuttosto prolungati, tuttavia questo non è necessariamente da leggersi come un dato negativo, difatti il rimodellamento del tessuto fibroso, durante una riduzione lenta, permette il mantenimento della compattezza dei tessuti.
Una applicazione specifica di questa molecola è certamente il linfedema secondario alla chirurgia oncologica della mammella, il questo caso è stato dimostrato come l’assunzione di questa molecola arresta la tendenza all’aumento costane del linfedema dopo l’intervento chirurgico, riduce inoltre la severità dei sintomi focali migliorando, così, la qualità della vita delle pazienti.
Anche nell’edema conseguente a scottature, trattandosi ancora di un edema ad alto contenuto proteico extravasale, la cumarina si è dimostrata utile portando ad una forte riduzione del gonfiore ed all’inibizione del processo di necrosi ed indurimento nella pelle di gambe con ustioni del 3° grado.
Le frontiere di ricerca più avanzate stanno anche valutando le proprietà anti tumorali della molecola, infatti, uno studio riporta la combinazione di cumarina e cimetidina può avere effetti antineoplastici su pazienti con carcinoma renale.

Review di letteratura scientifica

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