IMATINIB E’ EFFICACE ANCHE CONTRO LA LEUCEMIA LINFOBLASTICA ACUTA

Se ne è parlato in occasione della Giornata nazionale contro le leucemie

leucemiaUno studio condotto dal Gruppo italiano malattie ematologiche dell’adulto (Gimema), in collaborazione con Novartis, ha verificato che anche nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta Ph positiva può essere utile il trattamento già dimostratosi efficace nella leucemia mieloide cronica. Marco Vignetti, coordinatore del centro dati Gimema, in occasione della presentazione della Giornata nazionale contro le leucemie, linfomi e mieloma, tenutasi il 21 giugno, ha spiegato che nel caso di pazienti anziani trattati senza chemioterapia, solo con imatinib (Glivec) e’ stata ottenuta la remissione completa, anche se per un periodo transitorio. Ciò ha permesso di prolungare la sopravvivenza di questi malati e di seguire una terapia senza necessità di ricovero ospedaliero. Nei pazienti più giovani, invece, si e’ visto che l’associazione con la chemioterapia consente di migliorare la qualita’ della remissione. Si conferma quindi l’efficacia delle terapie mirate che hanno rivoluzionato il trattamento delle leucemie colpendo in modo selettivo il difetto molecolare. E i risultati a sette anni dello studio Iris ribadiscono le altissime percentuali di risposta alla terapia con imatinib nella leucemia mieloide cronica. Giuliana Alimena, professore ordinario di Ematologia e coordinatore della Sezione di Ematologia del Dipartimento Biotecnologie cellulari dell’Università’ La Sapienza di Roma, ha evidenziato che a distanza di oltre sette anni si riscontra che l’86% dei pazienti e’ sopravvissuto mentre si arriva a una sopravvivenza del 94% se si considerano le sole morti correlate alla malattia. Questo significa che solo il 6-7% ha avuto una trasformazione della malattia dalla fase cronica alla fase acuta al contrario di quanto avveniva nel passato quando tale trasformazione era pressoché automatica. Per quel 10-15% di pazienti resistenti o intolleranti all’imatinib e’ disponibile nilotinib, farmaco di nuova generazione ora indicato anche come terapia di prima linea. A ottobre si conosceranno infine i risultati del primo studio al mondo sulla qualità di vita dei pazienti con leucemia mieloide cronica trattati con imatinib, avviato alcuni mesi fa e a cui parteciperanno 27 centri italiani con l’obiettivo di valutare l’effetto sulla qualità di vita di un medicinale che viene assunto quotidianamente e per tutto il corso della vita.

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