Biomarkers per prevenire le malattie acute dell’aorta

CuoreSalvarsi la vita giocando d’anticipo. Prevenire eventi cardiaci improvvisi e letali sarà presto più facile grazie ad alcuni biomarkers sanguigni specifici, in grado di individuare per tempo i rischi delle malattie acute dell’aorta. Questi indicatori ematici rivelatori sono stati individuati da uno studio innovativo, condotto dall’IRCCS Policlinico San Donato in collaborazione con i Centri Cardiovascolari dell’Università del Michigan, Ann Arbor-USA, dell’Università di Tokyo e con il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’obiettivo dell’indagine è favorire la diagnosi precoce delle sindrome acute dell’aorta tramite l’analisi di enzimi indicatori, detti biomarkers, contenuti nel sangue. La ricerca scientifica si concentra soprattutto sulla patologia della dissecazione aortica che, come altre sindromi aortiche acute, comporta una rottura improvvisa dell’aorta e quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, la morte istantanea del paziente. La diagnosi precoce rappresenta, quindi, un elemento essenziale per precedere la malattia sul tempo. Lo studio è stato presentato nell’aula magna del Policlinico San Donato dal Professor Kim A. Eagle, Direttore del Centro Cardiovascolare dell’Università del Michigan, nell’ambito di una lettura magistrale in cui lo specialista americano ha illustrato lo stato dell’arte sulle sindromi aortiche acute, dal punto di vista epidemiologico, clinico e diagnostico. Hanno introdotto l’incontro il Professor Vincenzo Rampoldi e il Dottor Santi Trimarchi dell’U.O di Chirurgia Vascolare II del Policlinico San Donato. “Le ricerche che stiamo conducendo aprono prospettive di assoluto interesse dal punto di vista diagnostico. Sono già stati analizzati due enzimi indicatori, il D-DIMERO e la CALPONINA – afferma il Dottor Santi Trimarchi – L’obiettivo è quello di decodificare il ruolo esatto che altri “biomarkers” sanguigni hanno nel determinare e nel segnalare l’insorgenza di queste malattie, in particolare della dissecazione aortica (rottura improvvisa dell’aorta). Grazie a questi “rivelatori” sarà possibile procedere ad una diagnosi precoce che, in questo tipo di patologie, rappresenta l’unica speranza per salvare la vita dei pazienti”. Parallelamente a questo importante studio, il Policlinico San Donato sta conducendo con l’ Università di Yale – USA una ricerca sui mutamenti dell’ RNA (acido ribonucleico) come indicatori dello sviluppo di sindromi aortiche acute.

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