Fase acuta e fase cronica della congiuntivite allergica: due diversi approcci terapeutici?

congiuntiviteLa congiuntivite allergica si può classificare in base a vari parametri di riferimento, tra cui: I) il tipo di allergene che la scatena (pollini, acari della polvere, peli di animali, lenti a contatto, ecc…), II) la stagionalità o meno della sua comparsa o ricorrenza (acuta o cronica), III) la sintomatologia (lacrimazione, chemosi, edema palpebrale, ipertrofia papillare, prurito, secrezione acquosa, sensazione di corpo estraneo, ecc..), IV) l’età del paziente. A complicare il quadro diagnostico, vi è poi anche il fatto che spesso le congiuntiviti sono accompagnate generalmente da altre patologie, quali ad esempio la rinite allergica.

Come emerge da questo rapido elenco, la congiuntivite allergica e’ quindi certamente una condizione difficile da diagnosticare con precisione e di conseguenza da gestire, soprattutto in “prima battuta”. Come avevamo gia’ discusso nell’ articolo precedente, e’ opportuno in questi casi avere un approccio cautelativo alla diagnosi e alla cura della patologia. Quella che ad esempio David Meyer, nel suo articolo “Current concepts in the therapeutic approach to allergic conjunctivitis”, pubblicato in Current Allergy & Clinical Immunology, nel 2006, definisce “step-care management of allergic conjunctivitis”. In altre parole, l’autore raccomanda un approccio “passo-passo”, che vuol dire iniziare a trattare il paziente affetto da congiuntivite allergica, prima con cure semplici, per poi passare a terapie più complesse in base alla risposta del paziente e al monitoraggio dell’andamento sintomatologico. Proprio questo tipo di approccio, consiglia nella fase acuta della congiuntivite allergica di utilizzare a livello farmacologico in “ prima battuta” un antistaminico-decongestionante. In particolare l’associazione feniramina-tetrizolina proprio perche’ rapida e “ meno invasiva” è preferibile come intervento terapeutico di prima battuta. In caso di mancata completa eradicazione della congiuntivite allergica ( fase acuta) si puo’ ricorrere ad antiallergici ad azione multipla per un trattamento più a lunga durata (fase cronica). Infatti i colliri a base, ad esempio, di ketotifene rappresentano una seconda linea di intervento svolgendo un’azione ANTIALLERGICA che NECESSITA MOLTI GIORNI PER AVERE EFFETTO e per questa ragione sono prevalentemente indicati in uno stato patologico cronico . Al contrario i colliri a base di feniramina-tetrizolina, proprio per il fatto che associano all’azione antistaminica una attivita’ antiinfiammtoria-decongestionante permettono una risposta piu’ veloce , cio’ e’ quanto richiesto nella gestione dello stato patologico acuto dove tali colliri rappresentano una prima linea di intervento.

TetramilIl Tetramil, grazie all’associazione di due principi attivi come feniramina e tetrizolina, ha dimostrato un effetto sinergico nel limitare la sintomatologia di questo tipo di congiuntiviti. La Feniramina contenuta in Tetramil agisce bloccando i recettori H1 dell’istamina (uno dei principali mediatori coinvolti nei processi a cascata delle reazioni allergiche o infiammatorie) , con una conseguente inibizione della sua attività. L’effetto è una rapida riduzione della vasodilatazione e dei fenomeni di tipo anafilattoide, come prurito, bruciore e irritazione. La Tetrizolina, con la sua azione sui recettori α, potenzia localmente l’azione della Feniramina, con un rapido effetto decongestionante. Inoltre, la Tetrizolina presenta un minore effetto re-bound, differenziandosi così da altri decongestionanti. La formulazione del farmaco con le concentrazioni dei due principi attivi 0,3% FENIRAMINA + 0,05% TETRIZOLINA, garantisce una ottima tollerabilita’ sia soggettiva che oggettiva nel trattamento di forme allergiche del segmento anteriore e degli annessi oculari ( studi clinici dimostrano che l’88,8% dei pazienti trattati presenta una tollerabilità eccellente). Tetramil, inoltre, è disponibile nella doppia formulazione, flacone e monodose. La confezione in monodose garantisce una maggiore compliance del paziente perché riduce il rischio di infezioni microbiche e, per l’assenza di conservanti, ne consente l’impiego anche nei portatori di lenti a contatto.

Bibliografia 1. Malinverni W et al. Sperimentazione clinica di tetrazolina cloridrato e feniramina maleato e della loro associazione. Annali di oftalmologiae clinica oculistica. 1980: CVI (6): 511 2. Bielory L. Differential diagnoses of conjunctivitis for clinical allergist-immunologists. Ann Allergy Asthma Immunol 2007;98:105 3. Mayer D. Current concepts in the therapeutic approach to allergic conjunctivitis. Current Allergy & Clinical Immunology, June 2006; 19: 65 4. RCP Tetramil 5 Friedlaender M. Overview of Ocular Allergy Treatment. Current Allergy and Asthma Reports 2001, 1:375–379


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