Eritema solare

Cos’è | Con questo termine sono impropriamente indicate alcune patologie che fanno parte di un gruppo specifico: le Luciti Polimorfe. Sono tipici quadri clinici osservabili nel periodo estivo, direttamente legati all’azione dei raggi ultravioletti.

abbronzarsiCome me ne accorgo | Si manifestano in primavera ed in estate, ai primi raggi del sole, col bel tempo ma anche col cielo coperto, persino attraverso i vetri. La durata della esposizione ai raggi UV scatenante varia da un quarto d’ora ad alcune ore, ma il periodo di intervallo tra la esposizione stessa e la comparsa dell’eruzione è di 12-24 ore. Clinicamente si presentano come semplici eritemi, ma più spesso con papule di piccola taglia o con papule vescicole, oppure più raramente con placche eritematose lievemente infiltrate. Sono colpite il viso e le sedi più esposte, le superfici estensorie degli arti, il dorso delle mani e dei piedi. Il prurito è costante e ciò spiega la presenza di lesioni da grattamento. Le lesioni possono estendersi anche alle aree coperte. La forma di più frequente riscontro è quella che i dermatologi classificano come Lucite Estiva Benigna che colpisce il sesso femminile (80% dei casi), sopratutto tra i 20 ed i 35 anni, indipendentemente dal fototipo, ma può essere osservata anche nel bambino. A meno di 12 ore da una esposizione relativamente intensa, del tipo un bagno di sole estivo, insorgono piccole papule, e talvolta vescicole, raggruppate in chiazze che prediligono la scollatura e si estendono alle spalle, sul versante esposto degli arti, al dorso delle mani e dei piedi, ma rispettano, nella quasi totalità dei casi, il volto. Si associa un intenso prurito. Se si evita di rinnovare l’esposizione, l’eruzione ed il prurito si attenuano in una decina di giorni.

Gli esami | Nei casi in cui esistono dubbi diagnostici, sono indicate le indagini fotobiologiche, praticate però solo in pochi centri dermatologici. Esse si basano sulla riproduzione delle lesioni mediante irradiazione ripetuta con dosi prefissate di raggi UV.

Cosa aspettarsi | Le luciti polimorfe sono oggi considerate delle patologie di tipo fotoallergico, cioè delle reazioni nei confronti di neoantigeni (molecole estranee) che si formano nella cute in seguito alla esposizione ai raggi UV, ma l’agente fotosensibilizzante è ancora sconosciuto. Si suppone che in alcune forme possa esserci anche familiarità. I raggi UV sono distinti in UVA e UVB. Esistono anche gli UVC che non arrivano se non in irrisoria percentuale sul nostro pianeta, in quanto bloccati dalla fascia di ozono che circonda l’atmosfera. Le radiazioni ultraviolette sono assorbite essenzialmente a livello dell’epidermide per quanto riguarda gli UVB (chiamati anche eritematogeni, perchè causa dell’eritema) e a livello dermico per gli UVA (inducenti l’abbronzatura immediata ed, in associazione con gli UVB e la luce visibile, la abbronzatura ritardata, ma anche possibili forieri di danni al nucleo cellulare ed induttori di molecole estranee). Le luciti polimorfe tendono a risolvere in alcuni giorni se si sospende l’esposizione ai raggi UV, ogni ripetizione della quale porta abitualmente alla recidiva. La sensibilità persiste per tutta la bella stagione. La malattia è cronica e recidiva ogni anno in media per un decennio, con tendenza all’aggravamento. La lucite estiva benigna tende ad attenuarsi in una decina di giorni se si sospende l’esposizione ai raggi UV. L’entità della eruzione si riduce in occasione delle esposizioni successive e la malattia scompare con lo sviluppo dell’abbronzatura. In molti casi tende a recidivare ogni anno, in forma più o meno intensa, così come può improvvisamente estinguersi.

Che fare | I corticosteroidi topici sono di discreta efficacia nelle forme clinicamente modeste. In corso di quadri di maggiore intensità, bisogna somministrare antistaminici e cortisonici per via sistemica. Di estrema utilità, in molti casi, è l’effettuare una terapia preventiva con fotoprotettori e/o fototerapia.

Consigli | Non dimenticare mai una crema con filtro solare a coefficiente di protezione elevato nei confronti degli UVA ed UVB, da riapplicare di frequente ed in abbondanza, sopratutto dopo il bagno o se si suda molto. Una crema ad alto fattore di protezione va applicata costantemente in montagna, durante lunghe passeggiate, scalate o sciate. Il filtro solare va applicato anche nei giorni con tempo nuvoloso, perchè l’azione dei raggi solari è identica. E’ questo un sistema di protezione, la cui efficacia è valida in particolare nelle forme di lucite con manifestazioni attenuate, tuttavia nella pratica i pazienti mal tollerano le restrizioni imposte da questo trattamento. Utile, in una grossa percentuale di casi, è la terapia preventiva con preparati a base di Beta-carotene o nicotinamide (vitamina PP), assunti alcune settimane prima della esposizione solare. In alcuni casi, solo sotto controllo medico, si ricorre alla prevenzione con antimalarici di sintesi (clorochina ed idrossiclorochina). Altro presidio terapeutico preventivo, da praticare sotto controllo medico, è la Fototerapia, che agisce attraverso l’incremento delle difese naturali(pigmentazione e spessore cutaneo) e sopratutto per mezzo dei suoi effetti immunosoppressivi: si utilizza la PUVA-terapia o la Fototerapia UVB a banda stretta. E’ necessario un trattamento di mantenimento se si desidera che la tolleranza acquisita non venga meno.

5 domande al medico

  1. Quale è il proprio fototipo?

  2. Quale è il protettivo solare più adatto al proprio fototipo e come utilizzarlo?

  3. Quando iniziare una terapia di prevenzione se affetti da lucite?

  4. Quale tipo di terapia è più adatto alla lucite di cui si è affetti?

  5. Quando e come esporsi al sole?

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