Nodi da sciogliere per antiaggreganti orali

pilloleSino al 40 per cento dei pazienti con Sindrome coronarica acuta (Sca) in terapia antiaggregante piastrinica orale presenta un rischio elevato di incorrere in un nuovo evento cardiovascolare fatale, come infarto o ictus. È questo il parere del 96% degli intervistati nel corso di un’indagine condotta da Harris Interactive per conto di Schering-Plough Corporation, che ha visto coinvolti 500 cardiologi in Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna, presentata a Barcellona durante il Congresso annuale della Società Europea di Cardiologia (Esc). Nonostante il 90% degli intervistati concordi sul fatto che gli antiaggreganti piastrinici rappresentino la terapia standard, il 79% afferma che alcuni pazienti vanno incontro a nuovi eventi cardiovascolari per via della scarsa risposta al trattamento. Tre cardiologi su quattro, inoltre, sono in parte o del tutto convinti che gli eventi emorragici rappresentino uno degli svantaggi della terapia antiaggregante orale nel trattamento della Sca.
«Se da un lato questi risultati confermano che i cardiologi in tutta l’Europa occidentale utilizzano abitualmente le terapie antiaggreganti orali per proteggere i propri pazienti con Sca da nuovi eventi, dall’altro mettono anche in luce il bisogno di trattamenti maggiormente efficaci» afferma Frans Van de Werf, del dipartimento di Cardiologia dell’Università di Lovanio, in Belgio. «Inoltre, benché vi sia un’ampia consapevolezza del rischio residuo cui questi pazienti sono esposti, quando si guardano i dati dei più importanti trial clinici in materia di Sca appare evidente che il rischio immediato può essere decisamente superiore a quanto stimato dalla maggior parte dei medici».

fonte ESC 2009

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