Il virus della solitudine: come in un contagio, chi è solo trasmette la propria infelicità


Fà di te stesso un’isola. Mai suggerimento letterario fu più pericoloso, stando ai risultati di una ricerca americana condotta da un gruppo di psicologi delle università di Harvard e di Chicago. La solitudine, cioè, sarebbe contagiosa, e le emozioni che ognuno di noi sente dentro di sé avrebbero la capacità di trasmettersi facilmente nel corpo sociale che ci circonda. La ricerca ha esaminato le condizioni di 5.000 soggetti nell’arco di un decennio, rifacendosi al Framingham Hearth Study, una grande raccolta di dati iniziata nel 1948 con lo scopo di valutare la diffusione di patologie cardiovascolari nella popolazione nordamericana. Nel complesso, il Framingham ha seguito circa 12.000 persone nell’arco di tre generazioni. I ricercatori di Harvard e Chicago hanno scelto quelle appartenenti alla seconda generazione, arrivando alla conclusione che il sentimento della solitudine, ovvero la massima espressione della propria individualità, avrebbe in realtà un valore e un’influenza collettivi. Nell’articolo pubblicato sul “Journal of Personality and Social Psychology“, il professor Joseph Cacioppo, che ha coordinato la ricerca, afferma: “La solitudine non è proprietà di un singolo individuo; può essere trasmessa anche a individui che non hanno contatti diretti con la fonte originaria del contagio”. Chi dà vita al contagio, per usare le parole del ricercatore, si trova ai margini della rete sociale di riferimento, il che lo spinge a isolarsi sempre di più: “Alla periferia le persone hanno meno amici e la loro solitudine li porta poi a perdere via via quelli che erano rimasti”. È sorprendente notare che, in base allo studio, chi ha un parente o un amico in una condizione simile ha il 52% di probabilità in più di sentirsi solo a sua volta, mentre la percentuale scende drasticamente all’aumentare dei gradi di separazione fra le persone: “I ‘soli’ interagiscono con gli altri in modo negativo e questo crea umori negativi a domino. L’idea è che il nostro tessuto sociale può consumarsi ai bordi, proprio come i fili dei bordi di un maglione”, sostiene il professor Cacioppo. In una sorta di infernale circolo vizioso, le persone sole avranno meno fiducia negli altri e saranno meno disposte ad allacciare nuove amicizie in grado di strapparle a tale condizione. Si genera così una sorta di virus che, oltre a determinare l’infelicità delle persone in questione, può incidere anche sulla salute fisica delle stesse, attraverso episodi depressivi, insonnia, ansia e altre manifestazioni che riducono la qualità della vita e la sua durata. Lo studio americano ci invita quindi ad abbandonare ogni proposito di autosufficienza e a guardare con sospetto chi romanticamente esalta il fascino dell’eremita.

FONTE|                                

 

Advertisements

da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: