Mammografia a partire dai 50 anni

Secondo alcuni esperti americani, lo screening mammografico per diagnosi precoci di cancro al seno non deve essere effettuato prima dei 50 anni. Questa la principale indicazione contenuta nel recente aggiornamento delle linee guida Uspstf (U.S. preventive services task force) la cui ultima versione risale al 2002. Altrettanto innovativo un secondo punto inserito nelle nuove raccomandazioni, secondo cui i controlli mammografici devono avere cadenza biennale e non più annuale.

Quali le novità apportate al documento Uspstf? | L’aggiornamento delle suddette linee guida, in parte dovuto al lavoro di Jeanne S. Mandelblatt del Lombardi Comprehensive Cancer Center di Washington, autore di sei modelli statistici per la valutazione di 20 strategie di screening negli Usa, oltre a innalzare da 40 a 50 anni l’età minima in cui è consigliato effettuare per la prima volta l’esame mammografico, invita anche le donne tra i 50 e i 74 anni a sottoporsi a questo tipo di valutazione diagnostica ogni due anni, anziché ogni anno come, invece, avviene ora. Secondo gli esperti Uspstf, la decisione di iniziare i test mammografici prima dei 50 anni dovrebbe riguardare casi individuali e andrebbe presa alla luce di attente analisi dei vantaggi e dei rischi di tale approccio. A sottolineare come negli Stati Uniti si intenda, da oggi, modificare la strategia di prevenzione e lotta al carcinoma della mammella è, infine, la decisione della commissione americana di eliminare l’esplorazione della mammella. L’autopalpazione, infatti, non offrirebbe informazioni aggiuntive rispetto all’esame mammografico anche quando eseguita dal medico. Quest’ultimo, quindi, non sarà più tenuto a istruire le donne su come effettuarla.

Pareri contrastanti dal mondo scientifico | Le nuove linee guida hanno dato vita a un’accesa diatriba e, fondamentalmente, suddiviso la comunità scientifica in due schieramenti: da un alto coloro che come gli autori ritengono che, pur mantenendo gli stessi vantaggi diagnostici, portando a 50 anni il momento in cui incominciare periodici controlli mammografici, si ridurrebbero soprattutto ansia e risvolti psicologici negativi conseguenti ai falsi-positivi e, dall’altro, molti oncologi secondo cui le raccomandazioni Uspstf farebbero aumentare il rischio di non diagnosticare in tempo molti casi di tumore al seno. «In numerosi studi scientifici è stato dimostrato, in maniera rigorosa, che lo screening mammografico riduce significativamente l’incidenza di morte per carcinoma della mammella nelle donne di età compresa tra i 40 e i 74 anni» ha commentato Daniel B. Kopans, professore di Radiologia presso la Breast Imaging Division del Massachusetts General Hospital di Boston. «Le nuove indicazioni Uspstf, ignorando tutto ciò, faranno compiere un passo indietro, di oltre 20 anni, rispetto ai progressi raggiunti nell’ambito della salute femminile».

Dal sito: Dica33.it (Luigia Atorino) – Fonte: Annals of Internal Medicine 2009, 151, 10, 716-726



da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: