Uno studio promuove il test HPV HC2

Il Test HPV, basato sulla tecnologia HC2, ha una maggiore efficacia rispetto al Pap Test nel prevenire i tumori invasivi del collo dell’utero nei paesi sviluppati, dove lo screening e’ una pratica consolidata. Lo dimostra uno studio italiano, pubblicato sulla prestigiosa Lancet Oncology. I risultati della ricerca condotta dal gruppo NTCC (New Technologies for Cervical Cancer Screening), dimostrano che il test e’ significativamente più efficace rispetto al tradizionale Pap test. Lo studio ha valutato rischi e benefici di un passaggio dalla citologia, l’attuale Pap test, a nuovi programmi di screening che accrescano l’efficacia della prevenzione. “Da quel che sappiamo, il nostro studio e’ il primo che mostra la maggiore efficacia del test HPV rispetto al Pap test nella prevenzione del cancro invasivo nei Paesi sviluppati, dove lo screening citologico e’ implementato da anni e i cancri cervicali avanzati sono estremamente rari fra le donne che si sottopongono regolarmente a test di screening – dichiara il dottor Guglielmo Ronco, Unità di Epidemiologia dei Tumori, Centro per la Prevenzione Oncologica di Torino – Lo studio NTCC e’ stato condotto entro programmi di screening organizzati e ha arruolato piu’ del 70% delle donne chiamate a sottoporsi ai controlli. Questo ci suggerisce che i risultati sono applicabili alla pratica di routine”. “Le due fasi del trial randomizzato hanno mostrato un numero significativamente inferiore di casi di tumore nel gruppo di donne sottoposto a Test HPV rispetto al gruppo che ha utilizzato il Pap test nei due round di screening, indicando che lo screening basato su Test HPV e’ più efficace della citologia nel prevenire il cancro cervicale – hanno concluso gli autori dello studio, che hanno attribuito la più alta efficacia del test HPV DNA al precoce rilevamento delle lesioni del collo dell’utero clinicamente rilevanti, che permettono un precoce trattamento delle precancerosi e del cancro invasivo – I nostri risultati supportano l’uso del test HPV DNA per le donne di età superiore ai 35 anni nello screening primario a prolungati intervalli, riservando alla citologia il triage delle donne HPV positive”. “Questo studio dimostra chiaramente che una riduzione del cancro in stadio avanzato e’ raggiungibile – e quindi vite salvate – quando sono implementati gli screening con HPV, a prescindere dalla regione e dal livello di programma di prevenzione applicato – ha dichiarato Peer Schatz, CEO di QIAGEN, società produttrice del test utilizzato nel trial – Nell’ambito dei programmi di prevenzione del cancro cervicale in corso di valutazione da parte dei ministeri della salute e dalle agenzie governative in Europa e nel mondo, questo studio può avere significative implicazioni al fine di identificare le strategie più convenienti ed efficaci per proteggere le donne. Con il test HPV HC2, crediamo che le strategie di prevenzione del cancro cervicale studiate su scala regionale che includono il test HPV DNA, possano efficacemente salvare le vite di milioni di donne.” Nel mondo il cancro cervicale colpisce approssimativamente 500.000 donne ogni anno e in Italia si registrano ogni anno circa 3.500 nuovi casi e 1500 decessi. Dal momento che la causa del cancro cervicale, il Papillomavirus (HPV), e’ conosciuta e le donne che ne sono affette possono essere identificate, questo tumore e’ altamente prevenibile e curabile se le donne hanno accesso ai programmi di screening organizzati. Il test HPV identifica le donne con infezioni da Papillomavirus ad alto rischio che causano il cancro cervicale, rendendo possibili diagnosi e trattamenti prima che il cancro cervicale si sviluppi.

Fonte AGIsalute

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