Mangiare o curare? Nutraceutici, dal cuore si passa alla memoria

Semplicemente un frullato. No, forse un alimento. Ha il gusto di un frappè alla fragola, la consistenza di un frullato e l’effetto di una “batteria di scorta” per il cervello. Sono le qualità concentrate in una bevanda, ora allo studio dell`American Alzheimer’s association, che se presa una volta al giorno in appena 12 settimane potenzia la memoria.

I ricercatori del Mit di Boston, che hanno partecipato allo studio, hanno pensato al latte materno per mettere a punto il mix di sostanze nutrienti contenute nel minidrink rosa, molto simile ai milkshake venduti nei fast-food. Omega-3, colina e uridina, abbinate alla vitamina B sono gli ingredienti essenziali del cocktail, in grado di rinforzare i neuroni, che secondo la rivista Alzheimer’s & Dementia potrebbe prevenire la perdita di memoria associata alla demenza senile e al morbo di Alzheimer.

I primi test dello studio finanziato dalla Danone confermerebbero gli effetti benefici dell’alimento funzionale sui ricordi a breve termine, i primi che svaniscono con la malattia: il 40% di coloro che avevano consumato la bevanda regolarmente ogni mattina a colazione per tre mesi e mezzo aveva ottenuto un miglioramento nei test della memoria, contro il 24% di chi aveva bevuto una bibita con lo stesso gusto, ma senza il mix di supplementi nutrizionali.

Nel mondo i malati di Alzheimer sono circa 25 milioni, con 4,6 milioni di nuovi casi all’anno. Vale a dire una nuova diagnosi ogni 7 secondi. In Italia, secondo i dati del Censis risalenti al 2006, i malati di Alzheimer sono poco più di 520.000, con 80.000 nuovi casi all’anno. 

Fonte SALUTE24.it

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