RU486: che cos’è la pillola abortiva!

La pillola Ru486 è il primo farmaco per l’aborto farmacologico. Il mifepristone è uno steroide sintetico utilizzato come farmaco per l’aborto chimico nei primi due mesi della gravidanza. Attualmente è in uso in tutti i paesi della Comunità Europea a eccezione dell’Irlanda.

Il farmaco blocca l’azione progestinica sui recettori inibendo lo sviluppo embrionale e causando il distacco e l’eliminazione della mucosa uterina, con un processo simile a ciò che accade durante le mestruazioni. Accertato con una ecografia che la gravidanza sia all’interno dell’utero e di epoca inferiore a 49 giorni (sette settimane di gestazione), il medico somministra da una a tre compresse da 200 mg di mifepristone. Due giorni dopo, se non si è verificata l’espulsione della mucosa e dell’embrione, viene somministrata una prostaglandina (di solito il misoprostol) che provoca delle contrazioni uterine la induce nel giro di pochissime ore.

Il metodo che prevede le due somministrazioni è efficace tra il 92 e il 99 per cento dei casi, mentre l’Ru486 da solo ha un’efficacia pari a circa l’80 per cento.

Nel 1980 Etienne-Emile Baulieu, lavorando per i laboratori Roussel Uclaf su derivati del progesterone scoprì un potente anti-progestinico, inizialmente chiamato Ru-38486 (secondo le iniziali del laboratorio dove fu messo a punto, e un numero di serie). Il mifepristone venne posto sul mercato in Francia nel 1988, per l’uso in combinazione con prostaglandine. Attualmente è utilizzato nel 30 per cento delle interruzioni di gravidanza. Il mifepristone fu approvato in altri paesi Europei negli anni novanta, e negli Stati Uniti nel settembre 2000.

Sulla questione dei decessi non c’è una letteratura attendibile. Si parla di 14 o 16 morti dal 1988, anche se un documento inviato dalla ditta produttrice al ministero parla di 29 vittime. Nel luglio 2005 la Food and Drug Administration statunitense ha comunicato la morte di 4 donne negli Usa (su 460 mila, lo 0,00087 per cento) successiva al trattamento con Ru486 nei cinque anni precedenti, e successivamente, nel marzo 2006, di altre 2; per tutte la causa è stata una sepsi con sintomatologia atipica, causata senz’altro per le prime 4 da un’infezione batterica da ‘Clostridium sordellii’, un batterio normalmente non pericoloso presente nella flora batterica intestinale. In ogni caso, tra gli effetti collaterali si registrano emorragie (sanguinamento di origine uterina) talvolta abbondanti per un periodo dai 7 ai 15 giorni, dolori addominali, nausea, vomito, febbre.

Finora solo alcune regioni hanno sperimentato l’utilizzo della pillola abortiva. Nel 2007 si contano 1.010 casi di aborto farmacologico nel nostro paese (lo 0,8 per cento di tutte le IVG).

Fonte AGIsalute


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