Ormoni Tiroidei e sviluppo del feto

Dai risultati di uno studio italiano condotto qualche mese fa da un team di ricercatori guidati dall’endocrinologo dell’Università Cattolica Alfredo Pontecorvi, risulta più chiaro grazie alla riproduzione di un modello di topo transgenico, il ruolo svolto dagli ormoni tiroidei della madre nello sviluppo embrio-fetale del sistema nervoso e di altri organi durante la gravidanza. Il modello animale prodotto dalla sperimentazione potrà servire a comprendere meglio gli effetti negativi delle patologie tiroidee materne nello sviluppo del nascituro, ma anche a sviluppare terapie farmacologiche per la cura di patologie come scompenso cardiaco, obesità e ipercolesterolemia. Gli ormoni tiroidei svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del Sistema Nervoso. La carenza di questi ormoni alla nascita, se non prontamente diagnosticata e curata, provoca gravi e irreversibili danni cerebrali, causando un irreversibile deficit mentale noto come “cretinismo”. Di fatto non si sviluppa adeguatamente la fitta rete di interconnessioni tra le cellule nervose mentre le singole fibre nervose non vengono correttamente rivestite dalla guaina mielinica, un involucro isolante simile alla guaina di gomma che riveste i fili elettrici, la quale permette il veloce trasferimento degli impulsi nervosi da un neurone all’altro. Gli ormoni tiroidei sembrano essere importanti anche durante il periodo embrio-fetale, nel primo trimestre di gravidanza, quando la funzione tiroidea del feto non si è ancora attivata. È in questo periodo, infatti, che i neuroni si riproducono, formando il patrimonio cerebrale di ciascuno di noi, migrano nelle loro sedi definitive e si differenziano a costituire i diversi centri e strutture cerebrali. Durante il primo trimestre di gravidanza si ritiene, infatti, che siano gli ormoni tiroidei materni a fornire al feto l’ormone tiroideo di cui ha bisogno, influenzando in tal modo lo sviluppo del suo patrimonio neuronale. “L’azione di questi ormoni appare particolarmente spiccata in alcune aree cerebrali come quelle da cui origineranno il talamo, la struttura coinvolta nella regolazione del comportamento dell’individuo, e l’ipotalamo, in cui si svilupperanno diversi centri regolatori di svariate funzioni endocrino-metaboliche”, afferma il Dott. Pontecorvo. Ma anche altri tessuti sembrano risentire dell’azione ormonale tiroidea materna come quelli che daranno origine all’orecchio interno, l’occhio, la cute, nonché alcuni distretti del tubo gastro-intestinale. Questo topo transgenico rappresenta un importante modello sperimentale per studiare gli effetti dannosi dell’ipotiroidismo e dell’ipertiroidismo materni durante la gravidanza, e per comprendere il ruolo degli ormoni tiroidei nella regolazione metabolica e termogenica nei pazienti obesi o con disfunzioni intestinali connesse a malattie della tiroide umana. Lo studio è stato condotto dal Dott. Carmelo Nucera, attualmente ricercatore presso l’Università di Harvard negli USA e dal Prof. Alfredo Pontecorvi e a esso hanno contribuito altri studiosi italiani come il Prof. Vercelli dell’Istituto di Neuroscienze dell’Università di Torino, la Dott.ssa Tiveron della Fondazione EBRI Rita Levi-Montalcini di Roma e le Dott.sse Sacchi, Farsetti e Moretti dell’Istituto dei Tumori “Regina Elena” e CNR di Roma.

Fonte SANITA’news 

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