Botulino nella cura dell’epicondilite cronica?

Un’iniezione di tossina botulinica può essere molto utile per dare sollievo a chi soffre di epicondilite cronica o ‘gomito del tennista’. E’ però necessario che la sostanza venga iniettata in modo appropriato, altrimenti si possono provocare delle paralisi al braccio. E’ quanto ha riportato uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal. Su 48 pazienti, che avevano già tentato interventi terapeutici rivelatisi fallimentari, i medici dell’Imam Khomeini Hospital Complex, in collaborazione la Facoltà di Medicina dell’Università di Teheran, hanno iniettato la tossina botulinica con uno speciale accorgimento. Anzichè fare l’iniezione in un posto fisso, lo hanno determinato di volta in volta sulla base della lunghezza dell’avambraccio di ciascun paziente dal momento che è molto importante, quando si paralizza un muscolo, conoscere il punto giusto per l’iniezione. Se infatti l’iniezione viene fatta ad una distanza fissa, come accaduto in precedenti studi clinici, si può causare una paralisi del braccio. Nello studio si è inoltre evidenziato che il dolore a riposo e quello nella fase massima si sono significativamente ridotti nei pazienti con l’epicondilite laterale dopo l’iniezione di tossina botulinica in un punto ricavato dalla precisa misura anatomica della lunghezza dell’avambraccio del paziente. Tuttavia non è mancato qualche effetto collaterale, come un calo della forza massima e dell’estensione di alcune dita della mano. 


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