Il peperoncino fa dimagrire e toglie il dolore

I cibi piccanti fanno bene a chi ha problemi di peso e di dolore. Aggiungere il peperoncino a ciò che mangiamo aiuta infatti a  dimagrire. Il segreto è nascosto in una sostanza, contenuta soprattutto in quelli dolci, che stimola il metabolismo. Il peperoncino era già da tempo sospettato di possedere “virtù dimagranti” perché fa riscaldare il corpo aiutandolo a bruciare calorie. Nell’analisi i ricercatori dell’Università della California a Los Angeles hanno testato le proprietà di una sostanza, presente in molti peperoni e peperoncini dolci, la diidro capsiato (Dtc), che è analoga alla capsaicina (che rende piccanti i peperoncini) ma meno piccante. I test sono stati condotti su 34 persone con problemi di sovrappeso che hanno consumato un pasto liquido ipocalorico per 28 giorni. Metà dei partecipanti hanno assunto una pillola contenente Dct, altri una pillola placebo. Alla fine del test è risultato che chi aveva ingerito la pillola con Dtc aveva avuto ogni giorno un dispendio maggiore di energia e quindi di calorie (fino al doppio) rispetto a chi aveva assunto il placebo. Ma attenzione, avvertono i ricercatori, per dimagrire non vuol dire cominciare a mangiare smisuratamente peperoncino, “chi ha partecipato al test conduceva a anche una dieta ipocalorica controllata”. Ma la novità che riguarda la spezia non è l’unica. A quanto pare il peperoncino potrebbe essere contenuta la ‘chiave’ per alleviare il dolore. E’ quanto sostengono, in uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation, i ricercatori della University of Texas di San Antonio, negli Usa, che hanno scoperto nell’organismo umano una sostanza responsabile del meccanismo che accende i sintomi dolorosi, simile alla capsaicina contenuta nel peperoncino. La sostanza ”naturale” e’ chiamata TRPV1, viene rilasciata in seguito alle lesioni e si lega ai recettori del dolore. Adesso, gli studiosi hanno trovato il modo di impedire alla capsaicina di legarsi ai recettori del dolore, aprendo la strada alla sperimentazione di nuovi farmaci in grado di bloccare la produzione della TRPV1 e, di conseguenza, contrastare il dolore cronico. ”Lo studio ha dimostrato l’esistenza di una serie di molecole endogene – spiega Kenneth Hargreaves, ricercatore dell’Università del Texas -, simili alla capsaicina, che vengono rilasciate in seguito ad una ferita”. 


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