Lussazione di spalla

Quando la spalla non rimane nella sua posizione naturale e tende a fuoriuscire, si parla di instabilità articolare. Le cause possono essere traumi o microtraumi che coinvolgono la zona o la lassità dei tessuti periarticolari, scaturita da una anomalia nello sviluppo delle ossa. Quando si è affetti da instabilità, si può andare incontro alla totale (lussazione) o alla parziale (sublussazione) fuoriuscita della testa omerale della spalla dalla cavità glenoidea. Si parla di lussazione recidivante, quando il problema si ripresenta più volte, anche se tra un caso e l’altro trascorre molto tempo.

Le lussazioni della spalla colpiscono soprattutto i soggetti di sesso maschile, tra i 10 e i 30 anni: periodo della vita in cui si compiono i maggiori sforzi fisici, in ambito sportivo e lavorativo. 
Per effettuare una corretta diagnosi della patologia, lo specialista deve tener conto di tutti i fattori fondamentali: il grado di lassità delle articolazioni, le eventuali cause esterne, la frequenza in cui si presenta il problema e, se rilevabile, la concomitanza con movimenti o posizioni anormali del corpo. Per approfindire e sviluppare la terapia più idonea, è sempre necessario sottoporre il paziente all’analisi radiologica. I due esami più utili sono la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) e la Risonanza Magnetica, che permettono di analizzare la conformazione della spalla e rilevare gli eventuali danni ossei (fratture o distacchi ossei), ma anche di osservare i tessuti molli che regolano l’articolazione, rilevando possibile lesioni e il grado di trofismo muscolare. 
Le terapie da seguire cambiano a seconda del momento e del modo in cui la lussazione si presenta. Se è la prima volta che la spalla si lussa, un trattamento conservativo permette di prevenire altri episodi simili. In tal caso, verrà applicato un bendaggio che terrà la spalla immobilizzata per circa un mese, per poi rinforzare i muscoli, sottoscapolare e sottospinoso, usufruendo di elastici. Nei casi di instabilità e di lussazione recidivante, l’operazione chirurgica di riparazione si presenta come l’unica vera soluzione. 
Grazie alle strumentazioni moderne, dopo un’attenta analisi di tutte le variabili (età, frequenza, grado di dolore e durata, …), è possibile sviluppare tecniche chirurgiche dedicate al singolo paziente. E’ importante sottoporsi all’intervento, per non correre il rischio di andare incontro a dolori persistenti e irreversibili con il passare degli anni.


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