Carnitina: “il trita-grassi”

 

La L-carnitina, anche nota semplicemente come carnitina, è un integratore nutrizionale, talvolta etichettato vitamina BT, che trasporta gli acidi grassi nei mitocondri, aiutando così il consumo e l’eliminazione dei grassi nel corpo.

Derivato degli amminoacidi, la carnitina si può trovare in quasi tutte le cellule dell’organismo, ed è prodotta principalmente nel fegato e reni. Si tratta di una sostanza nutriente, e la sua presenza ha due funzioni principali. Una è il trasporto degli acidi grassi a lunga catena nei mitocondri, il cui  metabolismo produce bioenergia, specificamente nei muscoli cardiaci e scheletrici. L’altra funzione è di eliminare gli acidi grassi a catena corta e media dai mitocondri, poiché interferirebbero con il normale funzionamento delle cellule.  

L’assunzione più naturale di carnitina proviene dal consumo di carne rossa e latticini, ma i vegetariani possono trovare un’ integrazione sufficiente in altri gruppi alimentari. Le fonti naturali comprendono noci e semi, legumi, verdure come carciofi, asparagi, barbabietole, broccoli, cavoletti di bruxelles, l’aglio, il prezzemolo; frutti come albicocche e banane; cereali come grano saraceno, granturco, miglio, farina d’avena, crusca, frumento integrale, germe di grano; e altri alimenti come il polline, il lievito di birra, la carruba, e la verza. Attraverso le fonti alimentari viene assimilata dal  60 al 75% della carnitina disponibile.

Come integratore orale, la L-carnitina è normalmente prescritta dal medico quando il paziente soffre di  relative carenze che comportano stanchezza e debolezza generale. In alcuni casi, l’integratore può essere  somministrato per endovena. Si può trovare a volte come integratore nutrizionale con il nome di Acetyl-L-carnitina.

Le persone che possono trarre beneficio dalla L-carnitina e dai suoi derivati sono quelle che soffrono di affezioni cardiache; l’integratore può aiutare ad abbassare i trigliceridi e/o ad alzare i livelli del colesterolo HDL (buono), oltre a possedere proprietà antiossidanti. Inoltre, la Acetyl-L-Carnitina  può essere utilizzata nella cura dei disturbi legati all’età come la demenza, e anche nei casi di bambini prematuri, la cui attività neuroprotettiva può essere accresciuta  con l’uso della sostanza. E’ stato constatato da alcune ricerche  che, grazie alla L-carnitina, le riserve di di glucosio sono aumentate in un numero basso di pazienti soggetti a diabete di tipo 2.

Per quanto riguarda i sintomi che si sono manifestati in pazienti che hanno assunto integratori di L-carnitina, sono stati registrati leggeri problemi gastrointestinali come nausea e vomito, crampi addominali e diarrea. In casi rari, sono stati rilevati accessi improvvisi in pazienti che non ne avevano mai sofferto prima, e una quantità superiore in pazienti con esperienze precedenti.

Ad ogni modo, generalmente, la maggior parte dei pazienti non soffre di effetti collaterali durante l’assunzione di L-carnitina come integratore, sia per endovena che per via orale.

 By Jennifer Newell



 


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