Le ghiandole salivari: anche loro si ammalano

Le ghiandole salivari secernono la saliva, sostanza fondamentale per la digestione e per la lubrificazione del tubo digerente: aiuta la masticazione e contribuisce all’igiene orale. Le salivari si trovano principalmente nella bocca, fino alla gola, ma anche all’altezza del collo, sulle labbra ed in alcuni tessuti del viso. La star, ovvero la più conosciuta è la ghiandola parotite, famosa perché si infiamma quando si hanno i cosiddetti “orecchioni” (si trova nella parte anteriore dell’orecchio). Ma quali sono le patologie che colpiscono queste ghiandole? E cosa fare?

 

Intanto premettiamo che esistono ghiandole salivari maggiori e minori (più piccole) e che oltre la parotite esistono la sottomascellare e la sottolinguale.

La parotite è una malattia virale, molto diffusa, epidemica. Si manifesta con febbre e rigonfiamento delle ghiandole parotiti (in genere è bilaterale, ma può colpire anche un solo lato), che al tatto si presentano molli e non provocano dolore. Colpisce abitualmente i bambini, che, come accade nella varicella, acquisiscono un’immunità al virus. Negli adulti è rara, ma può essere rischiosa: può arrivare a colpire ovaie e testicoli, provocando sterilità. Altre complicazioni possono determinare meningiti, encefaliti e neuriti del nervo vestibolo-cocleare, che può condurre a sordità. Ripetiamo che si tratta di eventi rari. Esiste un vaccino ed è tra i consigliati. L’importante è non sottovalutare nessun sintomo. Tutto passa entro un paio di settimane. La ghiandola parotite si infiamma anche per altre cause: a volte il problema diventa cronico e si assiste alla sua progressiva atrofizzazione.

Un’altra patologia che inizia con l’aumento di volume della parotite è la cosiddetta Sindrome di Sjögren. Il gonfiore in breve si estende anche alla sottolinguale e alla sottomascellare. Si riduce notevolmente la salivazione, e (curiosamente) anche la secrezione lacrimale. Alla base di questa malattia c’è un disordine immunitario.

Incredibile a dirsi, ma esiste anche la calcolosi salivare, i cui sintomi prendono il nome di coliche salivari! Il sintomo più frequente è il dolore.

Una diagnosi certa si fa con una ecografia o una radiografia. A volte può servire una scialografia, con liquido di contrasto. Una terapia farmacologica può aiutare a risolvere spontaneamente il problema, altrimenti si procede con un intervento chirurgico. L’aumento di volume delle ghiandole salivari può essere provocato anche da tumori, benigni e non. Tac e risonanza magnetica, sono indicati per diagnosticarli. Sono eventi rari per fortuna. In genere, le ghiandole salivari e le malattie correlate, sono poco conosciute (ad eccezione della parotite virale) e non troppo pericolose. Colpiscono prevalentemente (con poca differenza però) le donne.

Un ultima curiosità? L’alito cattivo può dipendere da una diminuzione di produzione della saliva!


 


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