Artrite, fumo e tè sotto accusa

L’elenco delle conseguenze negative legate al consumo di sigarette sembra infinito. Ora, diverse ricerche giungono alle stesse conclusioni riguardo gli effetti del fumo sulle probabilità di sviluppare l’artrite reumatoide. Il fumo interferirebbe con l’espressione di diversi geni, favorendo i meccanismi patologici alla base della malattia. In tal senso, anche la passione per il tè pomeridiano potrebbe costituire un pericolo, fattore di rischio in particolare per le donne. Al contrario, sembra che bere un bicchiere di vino o altri alcoolici ogni tanto possa ridurre il rischio di sviluppare gravi forme artritiche come appunto l’artrite reumatoide o l’osteoartrite (artrosi). Pare invece non esserci un particolare legame fra consumo di caffè e la malattia.

Questi risultati emergono dagli studi presentati all’ultimo congresso annuale della Lega Europea contro le Malattie Reumatiche (EULAR) a Roma [16-19 giugno 2010]. Due studi realizzati in Svezia dalla Lund University hanno dimostrato che il fumo è un fattore predittivo negativo, sia di una futura diagnosi di artrite reumatoide, sia di una scarsa risposta ai farmaci anti-TNF utilizzati per ridurre l’infiammazione presente nelle articolazioni dei pazienti con artrite reumatoide. Un terzo studio sperimentale realizzato in Svizzera dall’Università di Zurigo ha messo inoltre in luce come il fumo, attivo o passivo, possa alterare la capacità di alcune proteine di stimolare la risposta immunitaria in persone con una predisposizione genetica alle malattie reumatiche, rappresentando un fattore aggiuntivo di rischio per lo sviluppo dei sintomi e per la progressione della malattia. Un quarto studio realizzato negli Stati Uniti dalla Georgetown University su più di 76.000 donne ha scoperto un’associazione positiva fra incidenza di artrite reumatoide e consumo di tè, con un rischio di sviluppo della malattia proporzionale alla quantità di tè assunto, mentre non ha trovato alcun legame significativo fra consumo di caffè e malattia. Al contrario, un quinto studio realizzato in Olanda dall’Università di Leida su un vasto campione comprensivo di 651 pazienti con artrite reumatoide, 73 pazienti con osteoartrite, 273 pazienti con altre forme artritiche e 5.877 soggetti di controllo non malati, ha dimostrato infine che il consumo di alcol è associato a una significativa riduzione del rischio di sviluppare la malattia, ipotizzando che componenti delle bevande alcoliche (specie vino rosso) possano essere un fattore protettivo dallo sviluppo di infiammazione sistemica.

“Gli studi presentati all’EULAR di Roma confermano come alcuni stili di vita possano avere un impatto sul rischio e la progressione delle malattie reumatiche, ma vanno interpretati con estrema cautela e ragionevolezza” ha spiegato il Professor Maurizio Cutolo, Presidente Esecutivo di EULAR 2010. “I pazienti con disturbi reumatici, così come le altre persone, devono sempre consultare il proprio medico prima di modificare in qualsiasi modo il proprio regime alimentare”.

| Andrea Piccoli


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