Archivio per settembre 2010

Quando il fidanzatino non piace ai genitori

Quando i fidanzatini dei nostri figli non ci piacciono dobbiamo muoverci coi piedi di piombo: la rigidità produrrebbe pessimi risultati.

Parole tutti sono d’accordo: le scelte sentimentali dei figli vanno rispettate. Ma per quanto animati dalle migliori intenzioni, quando il ragazzo della figlia o la ragazza del figlio mostrano di non rispondere ai requisiti minimi richiesti, nei genitori suona un campanello di allarme. A metterli sulla difensiva possono essere fattori diversi. Da un look troppo estroso, a un brutto carattere, magari aggressivo, a un linguaggio troppo disinvolto, quando non maleducato. Difficile dare una scala di valore a questi aspetti, perché ciascuno può esercitare un’influenza diversa sui genitori. Il giudizio risente, infatti, della mentalità, delle esperienze, delle paure di ciascuno. Spesso, poi, l’oggetto che suscita preoccupazione è diverso anche per mamme e papà. Il risultato in ogni caso è sempre quello: in famiglia cominciano a “volare” frasi tipo: «Con quello non esci!», che scatenano nei nostri figli prevedibili reazioni di ribellione o chiusura totale.

Non facciamo muro contro muro | Che fare? Abbozzare, sospendendo il giudizio, nella speranza che il figlio, dopo aver perso la testa… la ritrovi? Oppure intervenire, invitandolo con esempi e consigli a riflettere di più sulla sua scelta? O ancora, prendere di petto la situazione imponendo la propria volontà con divieti? Non esiste una regola, ma l’esperienza sul campo insegna che, a un intervento drastico del tipo “o lui o noi”, sono da preferire piccole mosse mirate per restituire ai figli obiettività. Così, a poco a poco, saranno proprio loro, senza bisogno di aiuto, a liberarsi del compagno sbagliato, qualora sia davvero tale. 

Le frasi da non dire

“So che non servirà, ma devo proprio dirtelo” | È il pensiero sotterraneo che accompagna gli ammonimenti con i quali noi genitori, all’inizio, tentiamo di sabotare l’unione malvista di nostro figlio

Perché è sbagliata. Attenzione a sottovalutare l’effetto delle nostre parole: le frasi-sentenza sono banali e datate, quindi un adolescente innamorato le vivrà come prova del «che ci parlo a fare con te? Tu non puoi capire! Appartieni a un’altra generazione». Se siamo noi i primi a dubitare della loro efficacia, risparmiamocele

«Mio padre non me l’avrebbe permesso…» | Ma tu non sei tuo padre, e tuo figlio non è te! Una frase così suona come un monito, che aumenta in nostro figlio la voglia di sottrarsi.

Perché è sbagliata. Per accorciare la distanza generazionale fra noi e lui, raccontiamogli la nostra prima storia importante. Lui potrà magari specchiarsi nei turbamenti, nell’euforia e nelle paure che abbiamo provato anche noi e avrà un motivo in meno per zittirci col solito: «Per me è diverso, tu non puoi capire». 

«Non ti sembra troppo presto per pensare a queste cose?» | Il problema non è piuttosto nostro, che non riusciamo ad accettare che “il nostro bambino” si sia innamorato e abbia una vita sessuale? Guardiamolo: certo, è ancora immaturo per tanti versi, ma già in grado di provare e suscitare emozioni forti.

Perché è sbagliata. Se la memoria ci aiuta, ritorniamo al nostro primo amore e all’intensità con cui l’abbiamo vissuto e ammettiamolo: le prime passioni sono fortissime.     

«Adesso devi pensare soprattutto a studiare…» | Un ragazzo ha il diritto di credere che nella vita dovere e piacere possano marciare insieme. Una cosa è ricordare a nostro figlio di non trascurare la scuola e seguirlo affinché ciò non accada. Un’altra è usare lo studio per smorzare i suoi interessi e le sue amicizie, che non ci vanno a genio.

Perché è sbagliata.  Lasciamogli riorganizzare il suo tempo, così da trovare lo spazio giusto per studio e amore.   

L’errore più grande è affermare: «So io cosa è giusto per te» | Per i nostri figli vogliamo sempre il meglio; ma siamo sicuri che l’idea che noi abbiamo di “meglio” coincida con la loro? C’è il rischio, infatti, di volere il bene dei nostri figli secondo un’immagine precostituita nella nostra testa, trascurando del tutto l’unicità del loro essere, le loro inclinazioni e i loro reali desideri. Spesso il nostro rifiuto del suo ragazzo/a  dimostra quanto poco in realtà conosciamo nostro figlio. Altrimenti non ci stupiremmo così tanto della sua scelta e non pronunceremmo frasi come «Io non sarei mai uscita con uno così». Se non ci sono motivi fondati per preoccuparsi, lasciamo i nostri figli vivere, scegliere e sbagliare. Diventeranno degli adulti migliori.          

Quando invece intervenire è d’obbligo! | L’adolescenza rappresenta una fase delicata. I nostri figli sono alla ricerca della loro identità, le loro azioni non sono ancora stili di vita, le loro passioni effimere. Proprio l’incertezza e l’impulsività che caratterizzano questo periodo possono far sì che siano più esposti a condizionamenti esterni, a volte pericolosi.

È qui che il genitore deve dire la sua | È il caso per esempio di una figlia che non mangia più perché al suo ragazzino piacciono i corpi “pelle e ossa”. O che subisce la violenza del suo ragazzo o è costretta a giochi erotici dal fidanzatino che la filma con il cellulare e minaccia di divulgare i video, se lei si rifiuta.

Il dialogo li aiuta a crescere | In queste situazioni, seppur drammatiche, sforziamoci di mantenere sempre reazioni equilibrate. Pensiamo che se nostro figlio ha permesso che qualcuno gli facesse del male, è segno che, in quanto vittima consenziente, ha a sua volta un problema che merita attenzione. E se lui non vuole aprirsi con noi, proponiamogli l’aiuto esterno di uno psicoterapeuta.


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Zona Franca: Finocchio

GALENOsalute avvalendosi della collaborazione di Franca Aleo (titolare di Herbora – Marsala) presenta la rubrica settimanale Zona Franca: “l’informazione diventa benessere”, dove fitoterapia ed oligoelementi vengono proposti come base di cure alternative e complementari.

Questa settimana parliamo di “Finocchio”. 

Contiene sostanze estrogeniche naturali – i flavonoidi – chiamati anche “fitoestrogeni“. Questi composti esercitano effetti estrogenici, anche se l’attività in confronto agli estrogeni veri e propri è piuttosto blanda, solo 1/400mo della potenza degli estrogeni. Per questo non sono assolutamente tossici o dannosi, pur rimanendo efficaci.

Infatti i ricercatori ritengono che i fitoestrogeni esercitino un effetto equilibrante sui livelli degli ormoni femminili. Per esempio, se i livelli di estrogeni sono bassi i fitoestrogeni ne stimolano l’aumento. E, se i livelli di estrogeni sono alti, i fitoestrogeni si allacciano ai recettori degli estrogeni e bloccano la ricezione degli estrogeni in eccesso diminuendone quindi i livelli – che se troppo alti possono essere dannosi.

Grazie a questa azione riequilibrante si raccomandano le piante contenenti fitoestrogeni per condizioni legate all’eccesso di estrogeni (ad esempio la sindrome premestruale) così come per condizioni di carenza di estrogeni (come la menopausa e gli squilibri mestruali). Inoltre queste erbe con fitoestrogeni hanno anche un’azione sul sistema vascolare. Per questo sono molto utili per alleviare i sintomi della menopausa, poiché riducono sia l’intensità che la frequenza delle vampate di calore e dei sudori notturni.

L’uso tradizionale del finocchio per aumentare il latte nelle donne che hanno appena partorito deriva proprio dalla presenza di fitoestrogeni che sono alla base di questa sua proprietà galattogena. I fitoestrogeni proteggono anche il seno dall’attacco di eccesso di estrogeni che possono essere cancerogeni.

Altre caratteristiche e proprietà:

Componenti | L’intero complesso di componenti primari delle piante e una gamma caratteristica di componenti secondari delle piante sono presenti. Componenti farmacologicamente importanti comprendono olio volatile, i cui maggiori componenti sono anetolo e fencione, flavonoidi, cumarine (tutti fitoestrogeni).

Proprietà | Il finocchio, pianta assai usata nelle regioni mediterranee per aromatizzare carni e pietanze, oltre sali minerali e vitamine, contiene un’essenza, l’anetolo, che si concentra in particolar modo nei semi e favorisce la digestione.

* tonico uterino – usato principalmente per alleviare i sintomi della menopausa, anche se è stato anche usato per migliorare la funzione mestruale e per ridurre la sensazione di nausea

* galattogeno – agisce sul sistema endocrino e sulla funzione ormonale grazie alla sua abilità di promuovere il flusso di latte o secrezione lattea nelle puerpere

* emmenagogo – stimola il flusso mestruale se scarso

* allevia i crampi mestruali e la nausea

* utile nei problemi della menopausa

* diureticodisintossica l’organismo stimolando la produzione di urina e l’eliminazione delle tossine attraverso l’urina – aiuta a sciogliere i calcoli renali

* depurativo – purifica il sangue

* carminativo – agisce sul sistema digerente grazie alla sua abilità di rilasciare i gas dal tratto intestinale – allevia le coliche – un eccellente rimedio per lo stomaco e l’intestino per alleviare le flatulenze e coliche e stimolare la digestione e l’appetito

* aromatico – agisce sul sistema digerente grazie alla sua abilità di stimolare l’appetito e la secrezione gastrica grazie all’azione dell’olio volatile e altri principi aromatici. Gli aromatici sono anche usati per alleviare le flatulenze, aprire i passaggi nasali, migliorare il sapore delle medicine e dare sostegno psicologico.

* anti-spasmodico – agisce sul sistema nervoso grazie alla sua abilità di prevenire o alleviare gli spasmi muscolari

* anti-infiammatorio – agisce sul sistema immunitario grazie alla sua abilità di contrastare le infiammazioni. L’infuso può essere usato come sciacquo per gli occhi o compressa per occhi per curare le congiuntiviti e le infiammazioni delle palpebre (blefarite). Per uso esterno l’olio allevia i dolori muscolari e reumatici.

* epatico – agisce sul fegato e sui sistemi di disintossicazione grazie alla sua abilità di tonificare, rafforzare, disintossicare e guarire il fegato

* simile all’anice nel suo effetto calmante bronchite e la tosse. Si usa come ingrediente per dare sapore dolce ai rimedi per la tosse.

In cucina | E’ un alimento molto usato, e anche i semi si usano per insaporire piatti. Il suo sapore dolce lo rende una aggiunta rinfrescante a una vasta gamma di piatti. Si possono usare tutte le parti del finocchio. Tagliate le foglie e aggiungetele all’ultimo momento all’insalata di patate, condimenti, salsine, o besciamella. Il bulbo può essere mangiato crudo in insalate, aggiungendo sapore e croccantezza. Può anche essere aggiunto a stufati o soffritto in padella come una cipolla per aggiungere sapore alla salsa per la pasta. Alla maniera tradizionale italiana si fa soffriggere leggermente in olio d’oliva, condito solo con un po’ di pepe nero macinato fresco e sale, è un contorno leggero e saporito per gli arrosti. I semi sono da usare quando si vuole ottenere il sapore più pungente. I semi sono comunemente usati in salsicce, sottaceti, piatti di agnello, anatra, o maiale e come ingrediente importante nei piatti al curry e nel pane speziato. Provate i semi combinati con olive kalamata tritate e pomodori secchi come ingredienti nel pane rustico fatto in casa.

Il sapore del finocchio si mischia bene con il pesce, sia fresco che sott’olio. Usate le foglie e la radice in stufato per pesci dal sapore delicato, o usate i semi soffritti e tritati come condimento da barbecue per il salmone.

Storia e curiosità | Il Finocchio è conosciuto soprattutto per la sua proprietà galattogena, a tale scopo veniva usata nell’800 in Francia come pure grande uso se ne faceva presso la scuola di Medicina di Salerno; da non dimenticare inoltre il suo uso alimentare ed aromatizzante. Oltre ad aromatizzare carni e pietanze con il finocchio si confeziona un eccellente liquore carminativo e diuretico. I frutti di finocchio pestati ed uniti ad argilla verde ventilata servono per preparare un dentifricio che rinfresca l’alito e rinforza le gengive. 

Fonte anagen.net

L’antiage più efficace? Curare l’intestino

 

Se soffre l’intestino, la pelle è nei guai | In questo periodo dell’anno, dopo lunghi mesi di impegni continui e di stress, può accade di sentirsi particolarmente stanchi e giù di tono: ogni cosa costa fatica, siamo svogliati, la pancia è gonfia e “brontolona”, si soffre alternativamente di colite e stipsi, e anche la pelle (del viso e del corpo) appare flaccida e priva di vitalità. In molti casi questo particolare stato d’astenia è dovuto a una disfunzione dell’intestino crasso, uno degli organi più importanti del nostro corpo.

Correre ai ripari con la medicina naturale antiage | Forse non tutti sanno che questa parte dell’intestino – grazie all’attività della flora batterica intestinale – è responsabile del tono del sistema immunitario. Ed è per questo che, quando l’intestino è affaticato, non solo siamo più deboli ma ne risente anche il nostro aspetto. È  possibile ovviare a questa sindrome da indebolimento guadagnando in vitalità, tono e bellezza? La medicina naturale antiage ci dice di sì. Ma, prima di tutto, occorre “mettersi allo specchio” e verificare sulla nostra pelle che cosa c’è che non va.

Una guida per un’autodiagnosi e a seguire una selezione di efficaci rimedi antiage.

Tristezza e astenia: hai accumulato scorie emotive | Prima di tutto, chiediti come stai a livello emotivo. Sei triste? Hai poca voglia di reagire? Avverti un senso di oppressione, concentrato in particolare a livello dell’addome? La fisiologia ci dice che lo smaltimento delle scorie viene inibito anche dal sistema limbico, che regola anche le emozioni. Spesso quindi un disagio psicologico come la malinconia, per esempio, può creare una difficoltà a “lasciarsi andare” che blocca l’intestino, determinando stitichezza e/o irregolarità.

Gonfiore addominale: cerchi conforto ed esageri con i dolci | Ora osserva la tua pancia: la senti gonfia, tesa e “gorgogliante”? Spesso la causa principale del gonfiore addominale è l’esagerata introduzione di carboidrati raffinati, in particolare di dolci, usati per “tamponare” la malinconia e la rabbia inespressa. I carboidrati, fermentando sulla mucosa intestinale, determinano quel fastidioso senso di aria nella pancia che provoca disagio e, in più, “inquinano” tutti i tessuti.

Eczemi e dermatiti: gli anticorpi sono affaticati | Infine, dai un’occhiata alla tua pelle: è arrossata, irritata, priva di tono Anche in questo caso, la presenza di sintomi cutanei ci rimanda ad una debolezza intestinale perché i due organi sono fra loro strettamente collegati. Pelle e intestino infatti comunicano tra loro attraverso specifici neurotrasmettitori e inoltre, quando l’intestino non svolge al meglio il suo compito di smaltimento delle scorie, la maggior parte delle tossine migrano nelle cellule epidermiche, infiammandole.

Riconosci questi sintomi? Per evitare che la situazione peggiori, esistono dei rimedi naturali antiage  che aiutano l’intestino crasso a liberarsi da tossine e scorie emotive.

– Il cloruro di magnesio “libera” dolcemente la pancia | Usare in maniera continuativa i lassativi non serve ed anzi: è addirittura dannoso. Tuttavia, quando l’intestino non riesce proprio a smaltire da solo le scorie, è utile dargli una mano con un aiuto “morbido”, come quello offerto dal cloruro di magnesio: questo minerale, infatti, ripulisce con delicatezza e il tratto intestinale da tutte le impurità e consente alle mucose di tornare a funzionare a regime.

Come fare: sciogliere una bustina di cloruro di magnesio in un litro d’acqua naturale e bere 2-3 tazzine da caffè al giorno della miscela. Continuare per 1-2 settimane.

Cosa si ottiene: addome meno teso e sgonfio, scomparsa di stipsi e colite, più energia e anticorpi più forti.

– Fermenti lattici: disinfettano e depurano

I fermenti lattici sono fondamentali per ripulire e riequilibrare l’intestino crasso: essi, infatti, riordinano la flora batterica intestinale, migliorano l’assimilazione dei cibi, prevengono le infezioni e stimolano l’attività degli anticorpi.

– Fai così. Assumi ogni giorno per almeno due settimane (e, se puoi, per un mese) una bustina di fermenti lattici la mattina a digiuno sciolti in un po’ d’acqua. Privilegia il Lactobacillus – Acidophilus, che aiuta anche l’organismo a disintossicarsi. La cura può essere arricchita dal consumo di un vasetto di yogurt intero al giorno.

– Cosa ottieni. Evacuazione regolare e pelle purificata.

In più, i fiori di Bach anti malinconia | Anche la floriterapia ci viene in aiuto nella terapia di depurazione e stimolazione dell’intestino crasso che, ha ricadute immediate sul nostro aspetto. In aggiunta all’assunzione di cloruro di magnesio e fermenti lattici, associa tre fiori di Bach specifici: Mustard (antidepressivo, qui a sinistra), Gentian (per chi è malinconico e scoraggiato) e Willow (per “addolcire” la rabbia e mitigare il senso di fallimento).

Come assumerli: Diluire 2 gocce di ogni fiore in una boccetta con contagocce da 30 ml, aggiungere 2 cucchiaini di brandy e riempire con acqua minerale naturale. Assumere 4 gocce 4 volte al giorno per almeno 3 settimane.


Scoperti biomarcatori che rivelano in menopausa il rischio di ictus

Due molecole potrebbero aiutare in futuro nella diagnosi precoce dei problemi cardiocircolatori per le donne in menopausa. A scoprirle nel sangue di 800 pazienti è stato uno studio pubblicato da Genome Medicine. I ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Centre di Seattle hanno analizzato campioni di sangue di 800 donne che avevano sviluppato problemi alle coronarie dopo la menopausa, di 800 donne che avevano avuto un ictus e di un gruppo di controllo di donne sane. Dalle analisi è emerso che alti livelli della proteina beta-2 microglobulina (B2M) sono associati al problema alle coronarie, mentre un eccesso di una proteina chiamata IGFBP4 è legata agli ictus. “Questi biomarcatori appaiono mesi o anni prima che ci sia la diagnosi delle malattie – hanno spiegato i ricercatori – e possono essere usati sia per una diagnosi precoce che per capire meglio i meccanismi con cui queste malattie si presentano”. 


L’enzima fotoliasi ripara i danni del DNA causati dal sole

 Per la prima volta un team di ricercatori ha visto come funziona un enzima in grado di riparare i danni al Dna causati dal sole. La scoperta, pubblicata online su ‘Nature‘, apre la strada a futuri rimedi contro le scottature, ma anche a nuove terapie per la prevenzione del cancro della pelle.
Il team della Ohio State University (Usa) diretto da Dongping Zhong, descrive come e’ riuscito a osservare il ‘comportamento’ dell’enzima fotoliasi. Iniettando un singolo elettrone e un protone in un filamento di Dna danneggiato le due particelle subatomiche hanno guarito il danno in pochi miliardesimi di secondo. Il team ha sintetizzato del Dna in laboratorio, esponendolo poi alla luce ultravioletta e producendo cosi’ danni simili a quelli dovuti alle scottature, ben noti ai maniaci della tintarella. Poi i ricercatori hanno aggiunto l’enzima e, utilizzando impulsi di luce ultraveloci, hanno scattato una serie di “istantanee” capaci di rivelare come l’enzima ripara il Dna a livello atomico. Questo prezioso enzima è posseduto da tutte le piante e da molti animali, proprio per riparare i gravi danni legati al sole. Solo i mammiferi ne sono privi. Gli esseri umani possiedono alcuni enzimi che possono contrastare i danni da raggi Uv, ma si tratta di particelle meno efficienti. Gli scienziati hanno collegato proprio a un danno cronico da sole alcune mutazioni del Dna che portano a malattie come il cancro della pelle.  

Per approfondimenti 


Scoperto l’elisir di lunga vita: l’affetto degli amici!

La solitudine accorcia la vita, l’affetto degli amici e dei parenti stretti è invece un vero e proprio elisir di giovinezza, che permette di vivere in salute e più a lungo. Anche se forse non era necessaria una ricerca per dimostrarlo, Julianne Holt-Lunstad e i colleghi della Brigham Young University hanno voluto dare valore scientifico alla tesi, analizzando i risultati di 148 studi effettuati in passato, sempre per fini scientifici. Il campione esaminato superava complessivamente i 300mila soggetti.

Il team di ricercatori ha così potuto dimostrare che mantenere delle buone relazioni interpersonali, con i parenti e con gli amici, permette di vivere circa quattro anni oltre la media di chi è più introverso e preferisce stare solo. “Le relazioni sociali possono ridurre lo stress e rafforzare il sistema immunitario” ha spiegato la dottoressa Lyubomirsky. Con meno stress e un sistema immunitario più forte si vive meglio e più a lungo.

A influire non sono solo fattori psicologici ed emotivi: le persone che ci circondano e ci vogliono bene ci riempiono ogni giorno di utili raccomandazioni per la salute. Quante volte vi è capitato di sentirvi dire da un amico o da un parente: devi smettere di fumare! O ancora: dovresti mangiare meno? La prossima volta che accade, rispondete con un sorriso e ringraziate, perché questi consigli accrescono l’autostima e incoraggiano ad aver maggiore cura del proprio corpo. Come dire: se non volete smettere di fumare per voi stessi, lo fate perché al mondo c’è qualcuno che vi vuole davvero bene!

Scoperta la semaforina E3, la molecola che regola le metastasi

 

Una molecola chiamata semaforina E3 regola la produzione di metastasi da parte di alcuni tumori, e se la si inibisce si può evitare che il cancro si diffonda nell’organismo. Lo ha scoperto uno studio dell’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (Torino) pubblicato dal Journal of Clinical Investigation. Le semaforine sono una grande famiglia di molecole che regolano la migrazione delle cellule. In precedenti studi il gruppo piemontese guidato da Luca Tamagnone ha scoperto che anche i tumori hanno le proprie semaforine, che a loro volta sono coinvolte nella produzione delle metastasi. I ricercatori hanno rilevato che quando la semaforina E3, è particolarmente abbondante nei tumori questi sono particolarmente invasivi e formano metastasi. Secondo lo studio questa particolare semaforina è un ottimo indicatore della possibilità di avere metastasi per il melanoma e per il tumore del colon retto e sono già in sperimentazione dei farmaci in grado di bloccarne l’azione agendo su alcune proteine che prendono parte al suo meccanismo di azione. 

Per approfondimenti 



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