Parliamo di … con …

Oggi parliamo di Vertebroplastica Percutanea con il dott. Del Gaizo Carmine, medico specialista in Ortopedia e Traumatologia e Consulente di NEUROSPINE TEAM [Centro Specialistico di Chirurgia Spinale, con sede a Firenze], nostro Ospite in GALENOsalute.

Ascolta l’audio-intervista con il dott. Del Gaizo realizzata dalla Redazione di Marsala.it

La Vertebroplastica Percutanea è una procedura terapeutica mini-invasiva di Radiologia Interventistica per il trattamento delle fratture vertebrali dolorose sviluppata in Francia nella metà degli anni 80′ ma che solo recentemente ha avuto diffusione in altri paesi europei e negli Stati Uniti. 

Essa consiste nell’iniezione attraverso un ago metallico appositamente conformato, introdotto sotto la guida combinata della Tomografia Computerizzata (TAC) e della fluoroscopia digitale, di un cemento osseo a bassa viscosità già da tempo impiegato in interventi ortopedici. Il cemento, denominato polimetilmetacrilato o PMMA, si diffonde all’interno del corpo vertebrale fratturato, prevenendo ulteriori cedimenti. Ciò determina una riduzione del dolore e consente a quei pazienti che hanno ridotto la propria attività fisica di riacquistare mobilità. 

Tale procedura ottiene ottimi risultati nel trattamento del dolore causato da Osteoporosi e Metastasi vertebrali. 

La Vertebroplastica Percutanea viene eseguita in anestesia locale e richiede il ricovero di un giorno, quindi preferibilmente in regime di Day Surgery.

E’ necessaria l’introduzione di pochi ml di cemento che determina il consolidamento dell’osso con conseguente risoluzione del dolore.

La maggior parte dei pazienti (oltre il 90%) che hanno usufruito di tale terapia hanno riferito una cospicua o completa riduzione del dolore potendo così smettere di indossare il busto, ridurre o sospendere l’assunzione di farmaci analgesici e migliorare così la qualità della vita.

La Vertebroplastica ha unicamente lo scopo di curare il dolore consolidando la frattura vertebrale; è pertanto indispensabile che i pazienti con osteoporosi vengano adeguatamente curati dallo specialista per l’osteoporosi per ridurre il rischio di insorgenza di nuove fratture su altre vertebre.

Nei pazienti con Metastasi vertebrali la vertebroplastica non è in alcun modo da considerarsi come una terapia oncologica; i pazienti dovranno pertanto continuare ad eseguire le terapie oncologiche anche dopo di essa (es. Chemioterapia – Radioterapia)

INDICAZIONI

  • Frattura vertebrale dolorosa da osteoporosi refrattaria alla terapia medica
  • Frattura vertebrale dolorosa o osteolisi a rischio di frattura dovuta a tumori benigni o maligni (angioma, metastasi, mieloma,  linfoma)
  • Frattura vertebrale dolorosa con osteonecrosi associata (Kummell’s disease)
  • Pazienti con cedimenti multipli per i quali ulteriori cedimenti rappresenterebbero una compromissione respiratoria
  • Frattura traumatica (tipo A1 secondo Magerl) in osso sano con mancato consolidamento dei frammenti o degenerazione cistica

CONTROINDICAZIONI

Assolute

  • Fratture stabili asintomatiche
  • Terapia medica efficace
  • Osteomielite nella vertebra interessata da frattura
  • Coagulopatia non correggibile
  • Allergia ai componenti utilizzati
  • Infezioni sistemiche o locali (spondilodiscite)

Relative

  • Dolore radicolare o radiculopatia causata da sindrome compressiva non correlata alla frattura vertebrale
  • Frammento dislocato posteriormente con compromissione > 20% del canale vertebrale
  • Tumore esteso all’interno dello spazio epidurale
  • Frattura traumatica acuta di vertebra non osteoporotica
  • Compressione severa del corpo vertebrale (vertebra plana)
  • Frattura stabilizzata senza dolore datata perdurante da più di un anno

 

Fonte: http://www.vertebroplastica.it/ da consultare per maggiori precisazioni.



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