Gli spinaci utili contro l’insufficienza renale cronica

Spinaci e altri vegetali a foglia larga ‘in aiuto’ delle persone colpite da insufficienza renale cronica. Questa patologia, infatti, può essere corretta anche con l’acido folico, contenuto appunto in queste verdure. Lo sostengono i ricercatori della Seconda Università di Napoli e dell’Istituto di Genetica e Biofisica ”A. Buzzati Traverso” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli (IGB-CNR).

I ricercatori, che hanno pubblicato i risultati del loro studio sul Lancet, hanno infatti osservato che l’insufficienza renale cronica, accompagnata all’aumento nel sangue della omocisteina, può essere corretta con l’acido folico, vitamina idrosolubile presente nei vegetali a foglia verde come gli spinaci e l’indivia, nei cereali integrali, negli agrumi, nel pesce, nel lievito di birra e nel germe di grano. La ricerca potrebbe, quindi, rafforzare gli elementi di correlazione tra alimentazione e patologie genetiche.

A quanto riferiscono i ricercatori in una nota, tra i pazienti in dialisi, ben l’85% presenta anche un aumento nel sangue dell’omocisteina, un aminoacido il cui aumento è rischioso quanto quello del colesterolo. Si tratta di una condizione estremamente pericolosa, dal momento che la miscela insufficienza renale cronica-iperomocisteinemia in questi pazienti e’ una delle cause piu’ frequenti di infarto del miocardio, ictus cerebrale e trombosi. L’iperomocisteinemia anche in assenza di insufficienza renale, determina comunque, sottolineano gli scienziati, anche nella popolazione generale, un aumento del rischio di accidenti cardiovascolari. ”L’aumento dell’omocisteina -spiega Maurizio D’Esposito, il ricercatore dell’Istituto dell’IGB-CNR di Napoli che ha partecipato al lavoro – colpisce direttamente il Dna, modificando l’espressione di alcuni geni. La buona notizia di questo studio, condotto su 32 pazienti – continua – è che abbiamo verificato che tali alterazioni si possono curare con l’acido folico, una vitamina a basso costo, molto usata ad alte dosi in questi pazienti e, a dosi inferiori, anche in gravidanza, perchè riduce il rischio di fetopatie”.

”E’ chiaro che -spiega Diego Ingrosso, del Dipartimento di Biochimica e Biofisica della Seconda Università di Napoli, primo firmatario dello studio- in questa materia la prudenza è d’obbligo”. ”Tuttavia -sottolinea Ingrosso – la conoscenza di certi meccanismi genetici relativi all’insufficienza renale possono aiutare anche la popolazione generale. Non dimentichiamoci che, nel mondo occidentale, – conclude – le malattie cardiovascolari costituiscono la principale causa di morte e, quindi, è fondamentale comprendere bene le interazioni tra geni e abitudini di vita”. Consumare spinaci, broccoli, cavoli, verze e vari tipi di insalata, tutti i giorni, arricchendo così la propria dieta delle giuste quantità di antiossidanti e di magnesio, permette al nostro corpo di avere a disposizione sostanze che si sono dimostrate in grado di fare da “scudo” al diabete. I Vegetali dalla foglia larga possono ridurre il rischio di diabete di tipo 2 del 14% nelle persone che li consumano regolarmente, rispetto a chi non li ama, come hanno dimostrato i ricercatori della University of Leicester.


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