Cannella, spezia medicinale

GALENOsalute avvalendosi della collaborazione del dott. Vittorio Mascherini, Medico esperto in Fitoterapia Clinica, del Centro di Medicina Naturale di Empoli, parlerà oggi diCannella, spezia medicinale”.

La cannella (cinnamomi spp), secondo la tradizione occidentale, rientra nel cosiddetto gruppo delle piante “consacrate al Sole”.(1) Nella tradizione classica greca, sia Erodoto sia Aristotele, collegavano l’origine di questa pianta con la nidificazione degli uccelli, provenienza questa che ne sottolineava l’origine misteriosa e “celeste”. È una pianta che fa parte della famiglia delle Lauraceae e comprende la Cinnamomun zeylanicum o Cannella di Ceylon e la Cinnamomun cassia o cannella della Cina. La cannella di Ceylon di cui la corteccia costituisce la droga contiene cinnamaldeide (60-80%) eugenolo (20%) tannini e polifenoli. Da notare che il contenuto in aldeide cinnamica è maggiore nella variante cinese rispetto a quella di Ceylon.(2) In Occidente trova impiego come olio essenziale per il suo potere antimicrobico (diluizione in alcol 2-4%) oppure in capsule. Presenta controindicazione in caso di gravidanza e allattamento e riduce l’assorbimento delle tetracicline. Possibili allergie.(3) In Cina è usata invece la Cinnamomum cassia dove la droga è rappresentata sia dalla corteccia sia dai rami, dando luogo a due rimedi distinti, detti rispettivamente Rou Gui (rimedio che riscalda l’interno e espelle il freddo) e Gui Zhi (rimedio che libera l’esterno). Gli ideogrammi del nome Rou Gui rappresentano, nell’accezione comune, quello di carne e della pianta di Alloro; più dettagliatamente il pittogramma di carne (Rou) rappresenta un contenitore che raccoglie fette di carne disposte in buon ordine, tecnica questa che si usava per ricompensare un insegnante, una persone quindi di massimo rispetto. L’ideogramma Gui è in realtà formato da due parti: quella di sinistra indica il sostantivo albero o pianta, quello di destra, oltre a conferirgli la pronuncia, descrive un supporto di giada usato durante i cerimoniali religiosi.(4) Sostanzialmente, quindi, i caratteri che ne descrivono il nome attribuiscono un elevato valore simbolico alla pianta. Per quanto riguarda Gui Zhi, il secondo ideogramma significa ramo. Rou Gui al dosaggio di 1,5-4,5 gr trova indicazione nei deficit di yang, soprattutto del rene, riscalda la milza e, più in generale, nel Riscaldatore Inferiore, nella diarrea e nella riduzione di appetito. Fra le indicazioni specifiche è segnalata la capacità di riportare lo yang a livello del Ming Men. Per quanto riguarda Gui Zhi, le indicazioni al dosaggio di 3-9 gr, secondo la tradizione, sono la tonificazione dello yang della Milza, la presenza di mucosità e il freddo nei canali. Interessante è sottolineare il fatto che questo rimedio ha la capacità di disperdere il patogeno quando questo è penetrato più profondamente a livello dei muscoli e delle articolazioni. Le controindicazioni secondo la tradizione sono la patologia da calore con deficit di yin con vomito per Gui Zhi, mentre per Rou Gui la tradizione descrive quattro controindicazioni: in caso di tosse con gola secca e dolente, deficit di sangue con segni di secchezza, gravidanza e calore nel sangue dopo il parto.(5)

  1. Cattabani A. Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante. Oscar Saggi Mondatori, 2009.
  2. Bruni A, Nicoletti M. Dizionario Ragionato di erboristeria e di fitoterapia. Piccin, 2003.
  3. Firenzuoli F. Interazioni tra erbe, alimenti e farmaci. Tecniche Nuove, II Ed, 2008.
  4. Fazzoli E, Chan Mei Ling E. Caratteri Cinesi. Mondatori Arte, 2010.
  5. Bensky D, Clavey S, Stoeger E. Materia Medica. Chinese Herbal medicine. III ED, 2004.

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