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Acidità e ulcera: da galline e mucche lo yogurt salva-stomaco

yogurtDopo quello anti-colesterolo, dopo quello per regolarizzare il transito intestinale e che promette di sgonfiare l`addome, prossimamente sugli scaffali del supermercato potrebbe arrivare lo “yogurt anti-ulcera“: un prodotto in grado di unire il gusto del latte fermentato alla capacità di prevenire o eliminare i batteri che causano i disturbi epatici. L`alimento prodigioso è stato presentato durante il 237° Convegno Nazionale della American Chemical Society da un gruppo di ricercatori giapponesi, che ha messo a punto un rimedio contro l`ulcera davvero innovativo. Più che le mucche, però, sono le galline le vere artefici di questa terapia cremosa contro l`acidità di stomaco  e l`aggressione alle pareti dello stomaco. 

Colpa del batterio – La maggior parte delle forme di ulcera allo stomaco è dovuta ad un uso eccessivo di medicinali antinfiammatori o alla presenza di un batterio, l`Helicobacter pylori, che può essere neutralizzato da antibiotici e antiacidi. Tuttavia, questi farmaci possono risultare costosi per chi vive nei paesi in via di sviluppo, per cui gli scienziati hanno cercato un rimedio più economico contro il batterio.

 

Galline anti-ulcera – In tal modo, hanno scoperto che l`Helicobacter pylori si lega ad una proteina chiamata ureasi per  infettare il rivestimento dello stomaco. Gli studiosi hanno quindi iniettato l`ureasi in un gruppo di polli, il cui sistema immunitario ha prodotto un anticorpo, l`IgY-urease, presente anche nelle uova delle galline che i ricercatori hanno utilizzato per realizzare lo yogurt anti-ulcera.

 

L`alimento è stato testato durante uno studio che ha coinvolto 42 persone colpite dal batterio. I soggetti sono stati divisi in due gruppi, che hanno consumato, nell`arco di quattro settimane, due tazze al giorno di yogurt, normale per il primo gruppo, arricchito con l`anticorpo per il secondo. Dall`analisi è emerso che i soggetti che avevano assunto lo yogurt anti-ulcera presentavano un livello di urea – un sottoprodotto dell`ureasi – ridotto e una minore attività batterica rispetto agli altri. Secondo i ricercatori, integrare la dieta con il nuovo yogurt sarebbe sufficiente a contrastare i fastidi dell`acidità e a combattere il batterio responsabile dell`ulcera, con un occhio anche alla linea e al gusto.

 

fonte SALUTE24.it

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Parliamo di Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo con …

La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) è determinata da reflusso del contenuto gastrico in esofago di grado tale da determinare la comparsa di sintomi secondari ad irritazione della mucosa esofagea con o senza lesioni macroscopicamente evidenti. Il reflusso gastro-esofageo si verifica quando il contenuto gastrico passa in esofago per rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore. Normalmente, durante la giornata, si verificano diversi episodi di reflusso. Quest’ultimo diviene patologico quando è di durata e frequenza tali da provocare la comparsa di sintomi o da causare lesioni della mucosa esofagea.


Sintomi caratteristici sono:

·         bruciore nella regione anteriore e centrale del torace ossia retrosternale che si attenua con assunzione di cibo o di antiacidi;

·         rigurgito del contenuto gastrico che insorge tipicamente dopo pasti abbondanti o in posizione supina o curva in avanti;

·         dolore toracico retrosternale, che può essere irradiato a fascia e al dorso;

·         dolore alla deglutizione (odinofagia);

·         difficoltà alla deglutizione (disfagia).

In alcuni casi può determinare sintomi meno tipici come quelli respiratori (asma, tosse cronica, faringiti) e del cavo orale (glossite e carie dentarie).

 

Gli esami

Endoscopia (esofago-gastro-duodenoscopia o EGDscopia): è una indagine semplice e non rischiosa che consente anche di effettuare piccoli prelievi della mucosa per ricercare la presenza di esofagite. Quest’indagine consente anche di identificare la presenza di ernia iatale. PH-metria dinamica: è l’indagine più precisa per diagnosticare la MRGE e si esegue posizionando un particolare sondino nell’esofago per via nasale, collegato ad un registratore, che rileva le variazioni dell’acidità durante la giornata. Manometria: si esegue come la pH-metria, ma serve per misurare la pressione nello sfintere esofageo inferiore e l’attività motoria esofagea. E’ quindi utile per diagnosticare una riduzione del tono muscolare nello sfintere esofageo inferiore e per diagnosticare alterazioni motorie esofagei che possono causare la MRGE.

 

La MRGE è una patologia solitamente a decorso benigno, anche se nei pazienti con sintomi frequenti la qualità della vita può essere compromessa. Tende a recidivare in oltre la metà dei casi nonostante adeguata terapia. In questi casi è possibile la comparsa di complicanze costituite più frequentemente da stenosi esofagea (ossia restringimento del lume dell’esofago dovuto a retrazione cicatriziale conseguente alla guarigione di ulcere) ed esofago di Barrett.

Consigli

Nel caso sia stata diagnosticata una MRGE è importante seguire alcune regole fondamentali.

·         Astenersi dal fumare e dal bere alcolici: il fumo e l’alcol oltre che ridurre la pressione del LES, alterano anche la motilità dell’esofago indebolendo i principali meccanismi di difesa contro il reflusso gastro-esofageo;

·         non assumere cioccolato, menta, cibi grassi, pasti abbondanti, che aumentano la frequenza del reflusso;

·         ridurre il peso corporeo se in eccesso: l’obesità aumenta il reflusso gastro-esofageo;

·         non sdraiarsi subito dopo i pasti né indossare indumenti che costringono l’addome in quanto si incrementa il reflusso;

·         sollevare la testiera del letto di circa 15 cm al fine di ridurre il reflusso gastro-esofageo durante le ore notturne;

·         è opportuno seguire scrupolosamente una terapia appropriata.


La terapia medica si basa sull’uso di farmaci che riducono o bloccano la secrezione gastrica. Questi farmaci sono i farmaci anti H2 (tipo ranitidina) e gli inibitori della pompa protonica (tipo omeprazolo). E’ importante associare farmaci che aumentano la pressione nello sfintere esofageo inferiore e lo svuotamento gastrico (tipo domperidone) e farmaci che riducono, tamponandoli, gli effetti dannosi del reflusso come gli antiacidi (tipo idrossido di alluminio e/o magnesio, alginato) e i protettori di mucosa (tipo sucralfato). La terapia chirurgica è da preferire nei soggetti giovani con malattia di grado severo e comunque nei casi con frequenti recidive. L’intervento più frequente è la fundoplicatio (ossia il ripiegamento di parte del fondo gastrico intorno alla parte terminale dell’esofago) per aumentare la pressione a livello dello sfintere esofageo inferiore. Oggi tale intervento si esegue prevalentemente in videochirurgia senza necessità della tradizionale apertura dell’addome e quindi con riduzione dei fastidi per il paziente e della durata della degenza ospedaliera.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager di GALENOsalute e medico specialista in Medicina Interna


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