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Parliamo di “fillers” con …

Parliamo di FILLERS con il dott. Roberto Vaglica, medico specialista in Chirurgia Generale, dirigente medico presso la Unità Operativa  di CHIRURGIA PLASTICA della Casa di Cura Candela di Palermo, nostro Ospite in GALENOsalute.

 

Oggi sempre di più l’aspetto estetico del corpo riveste un ruolo prioritario per ognuno di noi. Per raggiungere lo scopo di migliorarci esteticamente si ricorre alle cure di medici e chirurghi estetici, si affollano le palestre, si comprano creme e si intraprendono diete ferree. Tutto ciò molte volte rispecchia più una moda del momento che il vero concetto di bellezza.

Storia | Già a partire dal I secolo A. C. Vitruvio dettava la teoria delle proporzioni auree, successivamente ampliata dal Fibonacci.

L’intervento di un operatore medico, chirurgo estetico, non deve stravolgere l’armonia di un corpo solo per il gusto di operare, ma deve essere tale da ripristinare l’ordine nascosto nel disordine.

La scienza nell’ultimo secolo ha dato un contributo importante nell’allungamento delle prospettive di vita determinando conseguentemente anche una maggiore richiesta di mantenere un aspetto sano e giovanile. Per tale motivo sempre più persone si rivolgono alla medicina ed alla chirurgia estetica che grazie al fiorire di tecniche sempre meno invasive ed alla portata di tutti, svolgono un ruolo importante.

La regione cervico-facciale è quella che  è più interessata da trattamenti che tendono a contrastare l’invecchiamento di questo distretto.

Le rughe che scavano solchi sempre più profondi nel viso, le cicatrici da acne che lasciano piccoli crateri che deturpano il volto, le labbra troppo sottili e poco marcate sono tutti difetti estetici che hanno una caratteristica comune: possono essere riempiti. Come? Con i fillers, o, appunto, riempitivi, materiali che vengono iniettati con aghi sottili nella pelle, più o meno in profondità, e correggono, delineano, ridefiniscono. Riassorbibili o permanenti, biologici o sintetici, i fillers sono l’uovo di Colombo della chirurgia estetica; gli interventi sono rapidi e, in genere, non presentano complicazioni; l’operazione è ambulatoriale; il prodotto stesso è considerato un presidio.

Il primo filler usato in chirurgia estetica risale alla fine degli anni ’60, si trattava di olio di silicone. Nel 1976 a Palo Alto si sperimenta l’uso del collagene iniettabile. Dagli anni ’80 l’uso del silicone per correggere i segni dell’invecchiamento cutaneo è stato vietato, ma nel frattempo sono state sperimentate nuove molecole ed i fillers hanno conosciuto uno sviluppo notevolissimo. Una prima classificazione dei fillers può essere effettuata in base alla natura e alla durata: i cosiddetti riassorbibili o biologici sono composti da sostanze biocompatibili che vengono, nel giro di breve tempo, riassorbite dall’organismo senza lasciare traccia. Gli effetti ottenuti con questo tipo di materiali hanno quindi una durata non permanente, che può variare da poche settimane a dodici mesi, ma la media è sui 3-4 mesi. Questi fillers vengono anche definiti di superficie, perché non vengono introdotti in profondità nel derma. I fillers permanenti o semi-permanenti sono invece di origine parzialmente o totalmente sintetica. Sono anche detti di profondità perché vengono iniettati nella parte meno superficiale del derma. Hanno una durata decisamente più lunga rispetto ai riassorbibili, che supera anche i due anni, ma comportano qualche rischio in più di intolleranza da parte dell’organismo.

continua a leggere “I fillers, conosciamoli”

 

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Parliamo di fattori responsabili dell’Invecchiamento Cutaneo con …

Questa settimana tratteremo dei con il dott. Vincenzo Pecunia, medico specialista in Dermatologia e Venereologia e Direttore Sanitario del “CENTRO DI MEDICINA ANTI-AGING” del Kempinski Hotel Giardino di Costanza, di Mazara del Vallo, nostro Ospite in GALENOsalute.

E’ scientificamente dimostrato che la pelle inizia ad invecchiare a 25 anni. Il rallentamento della produzione cellulare e la diminuzione del tasso di umidità immagazzinato dal tessuto connettivo comportano una minore resistenza alle aggressione esterne.

Quando si parla di questo fenomeno si distingue tra invecchiamento dovuto all’età e invecchiamento imputabile a fattori esterni.

La prima definizione descrive i cambiamenti della pelle legati al normale processo di senescenza che comporta un assottigliamento di tutti gli strati della cute e una minore attività delle ghiandole cutanee; all’origine di rughe e rughette c’è la minore elasticità delle fibre del derma e la rapidità di questo processo dipende dalla genetica, sebbene i fattori ambientali svolgano un ruolo importante nel processo d’invecchiamento che possono accelerare e potenziare.

Tra i fattori esterni, uno è rappresentato dalla quantità di raggi U.V. cui ci si espone nel corso della vita, a tal punto che spesso si parla di foto-invecchiamento. Ci sono però altri fattori che accelerano questo processo, come per esempio una minor irrorazione sanguigna della cute dovuta ad abuso di nicotina .

In generale, i principali responsabili dell’invecchiamento della pelle sono i radicali liberi che attaccano le pareti cellulari modificando il patrimonio genetico dei nuclei e provocando una minor qualità delle nuove cellule cutanee.

Tra i fattori interni dell’invecchiamento della pelle si trova ovviamente l’eredità. Le cellule della pelle contengono degli enzimi , le reparasi, che come indica il loro nome riparano almeno in parte le aggressioni al DNA da parte dei raggi ultravioletti. La comparsa più o meno tardiva dell’invecchiamento cutaneo dipende soprattutto dall’abbondanza delle reparasi, variabile tra gli individui, e dalla loro qualità.

In generale si può sostenere che l’invecchiamento cutaneo inizia a circa 25 anni ma si manifesta verso i 40-45 anni. In coincidenza con questa età diminuisce la produzione di melanina, che provoca l’irregolarità della colorazione cutanea e la comparsa di macchie; il derma si assottiglia, perdendo circa il 6% dello spessore ogni 10 anni; l’attività dei fibroblasti, le cellule che producono le fibre di collagene e di elastina, si riduce gradualmente, e infine le carenze ormonali rallentano il rinnovamento cellulare e provocano la perdita di elasticità della pelle. Rughe e rughette via via sempre più profonde diventano visibili intorno alla bocca e ai lati degli occhi, la pelle perde in tonicità e capacità di trattenere l’acqua e tende a seccarsi.

Anche altri fattori tuttavia, come l’alcool, il caffè , la mancanza di sonno , lo stress, le diete troppo rigorose o un prolungato squilibrio alimentare favoriscono l’invecchiamento precoce della pelle .

Alcune abitudini di vita possono aiutare a proteggere la pelle e attenuare gli effetti del tempo, in particolare proteggere la pelle con uno schermo solare in tutte le stagioni, creme a base di vitamina A o di acidi della frutta. Quanto ai fumatori accaniti che non riescono proprio a smettere, la perdita di vitamina C può essere almeno in parte compensata impiegando creme ricche di antiossidanti e vitamina C, mangiando ogni giorno alimenti ricchi di vitamine come gli agrumi e il Kiwi o arricchendo la dieta con i complementi alimentare, preferibilmente sotto controllo medico.

Qualche rimedio:

  • gli alfaidrossiacidi (AHA . Sono acidi organici, noti anche come “acidi della frutta”. I più importanti sono l’acido lattico, l’acido citrico, l’acido malico e l’acido glicolico, estratto dallo zucchero di canna. Il principio di funzionamento è esfoliare la pelle per eliminare le cellule morte dell’epidermide e stimolare l’attività biologica delle cellule costitutive del derma. Questi acidi stimolano la sintesi del collagene e dell’elastina, quindi l’idratazione e il volume della pelle. Conseguenze visibili dell’uso continuo e controllato degli AHA: riduzione delle rughe, miglioramento del colore e della compattezza della pelle, attenuazione della secchezza cutanea. In funzione dell’individuo, del prodotto, della concentrazione e della frequenza di utilizzo, il trattamento può provocare reazioni o rivelarsi inefficace.
  • La vitamina A acida e i suoi derivati (retinolo,Retin-A, ac. retinoico) hanno proprietà simili o superiori .
  • Anti-radicali liberi o antiossidanti: l’azione anti radicali combatte l’invecchiamento cutaneo e i suoi effetti agendo sulla produzione dei radicali liberi e sulla loro azione nefasta. Tra i trattamenti disponibili e oggi sempre più numerose , si distingue tra i supplementi alimentari e le creme a base di vitamina C.

Ribadisco che fondamentale è una prevenzione attraverso un corretto stile di vita ed una buona cultura cosmetologica che preveda sempre delle creme idratanti accanto a delle protezioni solari elevate per il giorno e delle energetiche emulsioni (A/O) alla sera. A volte tutto ciò può non bastar , soprattutto quando cominciano ad essere già molto evidenti i principali segni di un invecchiamento cutaneo accelerato, quali macchie e notevole riduzione di elasticità del dorso delle mani e del viso: in questo caso la strategia terapeutica migliore per rallentare questo processo consiste nel sottoporsi periodicamente a cicli settimanali, quindicinali o mensili di biostimolazione cutanea, metodica che consiste nel praticare delle iniezioni sottocutanee di amminoacidi, di vitamina B e di glucosamina per il suo forte potere igroscopico e per la sua capacità di stimolare i fibroblasti.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute e medico specialista in Medicina Interna


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